Accordo rinnovo dirigenti autotrasporto

Con l'accordo di rinnovo  del 10 novembre 2016 Confetra e Manageritalia hanno rinnovato il CCNL per i dirigenti delle aziende di autotrasporto e spedizione.
In breve alcune novità.
Ai dirigenti in  forza al 10 novembre 2016 verranno corrisposti  per la vacatio contrattuale due importi una tantum.
a) 1.700,00 euro per  il periodo gennaio /dicembre 2015 da corrispondersi a marzo 2017
b) 1.800 ,00 euro per il periodo analogo del 2016 da corrispondersi a marzo 2018.
Per coloro siano assunti  o nominati nel corso corso dei due anni la quota sarà liquidata pro rata.
Le somme suddette non sono assorbibili da alcuna voce retributiva e non sono utili  agli effetti del computo del TFR né di alcun istituto contrattuale ad eccezione del preavviso o dell'indennità sostitutiva.
La retribuzione mensile di fatto non può essere inferiore a € 3.800,00 dal 1º gennaio 2017.
Dall'anno 2017 l'ulteriore quota aggiuntiva della retribuzione mensile (1/22) spettante in occasione del  4 novembre  ( anniversario della Vittoria ) e spostata alla successiva domenica non sarà più dovuta.
In caso di trasferimento l’azienda corrisponderà per una durata da convenirsi e comunque non inferiore a 18 mesi  l’eventuale differenza di canone esistente all’atto dell’insediamento in alloggio dello stesso tipo di quello occupato nella sede di provenienza. Nel caso in cui il dirigente, nella precedente sede di lavoro, fosse stato residente in un’abitazione di proprietà personale o familiare, sarà dovuto, per una durata da convenirsi e comunque non inferiore a 18 mesi, un importo corrispondente al 50% del canone di locazione,  fatte salve condizioni di miglior favore.
Dal prossimo anno  in caso di malattia al dirigente non in prova spetta la conservazione del posto per 8 mesi in un anno solare o di 14 mesi nel caso di patologia grave e continuativa che comporti terapie salvavita e la corresponsione dell'intera retribuzione per gli stessi periodi.
In caso di infortunio per causa di servizio i termini del comma precedente sono elevati a 30 mesi.
I periodi di preavviso in caso di licenziamento dal 2017  sono così normati :
Anni di servizio :
fino al 4º anno                 sei mesi
dal 4º anno  al 10ºanno   otto mesi
dal 10ºanno  al 15ºanno  dieci mesi
oltre il 15ºanno                dodici  mesi
Con riferimento all'intero periodo cui si riferisce l'indennità di preavviso, maturano il t.f.r., le ferie e i ratei delle mensilità supplementari.
Per i dirigenti assunti o nominati a far data dalla sottoscrizione dell'accordo 10 novembre 2016,
le aziende possono optare per forme di contribuzione ridotta o in base alla situazione
anagrafica del dirigente  oppure in base alla sua retribuzione.
Tale disciplina innova  quanto già stabilito dal CCNL per i c.d.  "dirigenti di prima nomina”.
Più in particolare :
Per  i dirigenti assunti o nominati a far data dalla sottoscrizione dell'accordo 10 novembre 2016 le imprese possono scegliere  per forme di contribuzione ridotta come di seguito :
A) Contribuzione ridotta in base all'età
Per i dirigenti assunti o nominati entro il compimento del 48° anno di età o disoccupati di età non inferiore a 55 anni compiuti, la contribuzione è pari a queste percentuali della retribuzione convenzionale annua:
- 3,97% dal 1° gennaio 2016;
- 4,05% dal 1° gennaio 2017;
- 4,13% dal 1° gennaio 2018;
B) Contribuzione ridotta in base alla retribuzione
Per i dirigenti full time con retribuzione non superiore a € 65.000,00 annui  la contribuzione a carico azienda è pari ad € 300 annui, per una durata massima di 3 anni dall'assunzione/nomina. Non è previsto contributo integrativo a carico azienda ne contributo a carico dirigente. Il dirigente può tuttavia conferire il t.f.r. al Fondo Mario Negri. La contribuzione ridotta può essere usufruita una sola volta nel corso del rapporto di lavoro.
Nel caso in cui nel corso del triennio si verifichi il superamento del tetto retributivo l'azienda potrà applicare al dirigente, ricorrendone le condizioni anagrafiche, la contribuzione ridotta  indicata  in sopra .Per questi dirigenti, anche se iscritti, gli obblighi contributivi verso il Fondo Antonio Pastore sono sospesi

La festività del 1° del 4° novembre 2016

Ai fini del trattamento economico previsto,  dall’art. 2 della Legge 260/1949 la giornata del 1° novembre 2016 è considerata festività infrasettimanale.
I datori di lavoro osservano  le disposizioni di legge , oltre che quelle della contrattazione collettiva nazionale di settore.
Si riepiloga di seguito un  breve promemoria  alcuni in materia di festività.
Quando le festività sono godute, quindi senza prestazione lavorativa, deve essere corrisposto ai lavoratori non retribuiti in misura fissa mensile  , bensì ad ore , un trattamento economico di festività rapportato a un 1/6 della retribuzione settimanale.
Invece per la festività che non coincida con la domenica nessun trattamento aggiuntivo è dovuto agli impiegati e agli altri lavoratori retribuiti in misura fissa mensile in quanto detta festività è già compresa nello stipendio.
Quando vi sia prestazione lavorativa nella giornata festiva verrà riconosciuto oltre al compenso spettante di cui sopra anche quello per le ore lavorate, incrementato delle maggiorazioni percentuali per lavoro festivo come da CCNL applicato e nei contratti collettivi nazionali di lavoro: si fa pertanto rinvio alla loro consultazione.
 
Lavoratori in CIG - Se la festività infrasettimanale interviene in un periodo di Cig, il compenso previsto per la festività non rientra fra gli elementi integrabili da parte della Cassa perché a carico dell’azienda, per i lavoratori:
-a orario ridotto e cioè che lavorano comunque una parte della settimana;
-sospesi a zero ore settimanali, se si tratta di lavoratori retribuiti non in misura fissa mensile ma in rapporto alle ore, sospesi da non più di due settimane.
Invece il trattamento economico per la festività è a carico della Cassa per i lavoratori:
-sospesi a zero ore settimanali, se si tratta di lavoratori retribuiti non in misura fissa mensile ma in rapporto alle ore, sospesi da oltre due settimane;
-sospesi a zero ore settimanali, se si tratta di lavoratori retribuiti in misura fissa mensile sospesi anche da non più di due settimane.
Anf - Per la retribuzione delle festività è riconosciuto il diritto agli assegni per il nucleo familiare nei limiti delle disposizioni di legge e di prassi dettate dall’Inps. Non possono essere erogati complessivamente più di 6 assegni giornalieri per ciascuna settimana e 26 per ogni mese.
Regime fiscale e previdenziale - La retribuzione  erogata per le festività concorre ai fini
dell’imponibile previdenziale, unitamente a quella di competenza del mese, per il pagamento dei contributi a carico del datore e del lavoratore. La stessa retribuzione, al netto delle ritenute sociali a carico del dipendente di cui sopra , concorre alla determinazione dell’imponibile ai fini Irpef su quanto percepito dal lavoratore mese di gennaio .
Infine il giorno 4 novembre, festa dell'Unità nazionale, non è considerato festivo e viene celebrato nella prima domenica di novembre.
I CCNL possono stabilire il relativo trattamento economico come nel caso previsto per le giornate coincidenti con la domenica ( vedi Commercio , Metalmeccanici, Studi professionali , ETC) .

Stop agli aumenti del Commercio

Come noto  l’Accordo di rinnovo del CCNL del Terziario del 30.3.2015 prevedeva  i seguenti aumenti salariali non assorbili:

Aumenti riparametrati

Decorrenza

Decorrenza

Decorrenza

Decorrenza

Decorrenza

Totale

 

01.04.2015

01.11.2015

01.06.2016

01.11.2016

01.08.2017

 

Quadri

26,04

26,04

26,04

27,78

41,67

147,57

I

23,46

23,46

23,46

25,02

37,53

132,93

II

20,29

20,29

20,29

21,64

32,47

114,99

III

17,34

17,34

17,34

18,50

27,75

98,28

IV

15

15

15

16

24

85

V

13,55

13,55

13,55

14,46

21,68

76,80

VI

12,17

12,17

12,17

12,98

19,47

68,94

VII

10,42

10,42

10,42

11,11

16,67

59,03

Operatori di vendita

 

 

 

 

 

 

I categoria

14,16

14,16

14,16

15,10

22,66

80,24

II categoria

11,89

11,89

11,89

12,68

19,02

67,36

 
 
Confcommercio sul proprio sito istituzionale da notizia di accordo del24.10.2016 tra le parti che sospende l’incremento retributivo di novembre prossimo. ( vedi http://www.confcommercio.it/-/contratto-terziario-sospeso-aumento-novembre)
Secondo questa notizia Confcommercio, Filcams–Cgil, Fisascat–CISL, Uiltucs–UIL hanno condiviso di sospendere l'erogazione della tranche di aumento contrattuale prevista per il mese di novembre dal CCNL del Terziario, Distribuzione e Servizi  del 30 marzo 2015. Le Parti, infatti, in virtù di consolidate e positive relazioni sindacali e delle analisi congiuntamente svolte, alla luce dell'ancora incerto andamento economico, hanno maturato tale decisione, concordando di rivedersi entro i primi del mese di dicembre per definire una nuova decorrenza degli aumenti contrattuali.
La sospensione dei livelli retributivi, per quanto è dato sapere, non significa  che gli stessi saranno sterilizzati  , tante’è che le parti si dovranno incontrare per definire una nuova decorrenza della scaletta temporale degli aumenti .
In quella sede , ad avviso di chi scrive , le parti disciplineranno anche il trattamento per il periodo intertemporale  tra  novembre p.v.  e e quello successivo  ove sarà prevista dal nuovo accordo  la decorrenza effettiva dello scaglione di aumento sia sulle retribuzioni correnti che su quelle differite .  
Sicuramamente le aziende e i  loro consulenti non daranno corso , fatto salvo ogni diverso avviso in sede aziendale  per effetto di accordi di secondo livello , agli  aumenti dello scaglione di novembre prossimo nell’attesa del nuovo accordo nazionale.
 
 

Approfondimento della Fondazione Studi sulla somministrazione illecita

La Fondazione Studi  dei Consulenti del Lavoro con l'approfondimento del 19 ottobre 2016 effettua una disamina sulla somministrazione di lavoro  focalizzando l’attenzione sul fenomeno delle somministrazioni di manodopera illecite , che alla luce della depenalizzazione rischia di espandersi in modo vertiginoso .
Il nuovo  regime sanzionatorio prevede una  sanzione  pecuniaria di  solo natura amministrativa appare poco stringente .
I Consulenti   infatti rilevano che  “Il contrasto ai fenomeni elusivi, sempre più presenti nel mercato del lavoro, deve essere una priorità per il decisore proprio per le distorsioni che detti fenomeni portano all'intero sistema. Il riferimento è alle tante forme di partecipazione alla gestione del rapporto di lavoro, che assumono per lo più la forma della cooperativa ma che di fatto coprono somministrazioni illecite di manodopera con corrispettivi di gran lunga inferiori a qualsiasi previsione contrattuale. In sostanza, un modo per eludere la normativa cogente non solo in campo retributivo e contributivo ma anche nella gestione del rapporto di lavoro, attività professionale di pubblico rilievo su cui è stata posta la necessaria tutela. “
L’esercizio non autorizzato e quindi abusivo  dell’attività di somministrazione è stato oggetto  come detto di depenalizzazione – si ricorda che già il DLgs 81/2015 non reca più l ’ipotesi della somministrazione fraudolenta normata prima  nel D.lgs 276/2003-  .
Ora l’esercizio abusivo è punito  con l’applicazione della pena pecuniaria ( vedasi art. 18 del Dlgs. 276/2003 e art. 1 del D.lgs. n. 8/2016).
La somministrazione abusiva è infatti  punita con una sanzione pecuniaria di natura amministrativa,  il cui minimo  non può essere inferiore a 5.000 € ed il massimo  a 50.000€.
Detti importi , senza la previsione dell’illecito penale, appaiono  di scarsa efficacia concreta nelle fattispecie di utilizzazione e somministrazione artatamente  fraudolente per le  quali la  sanzione amministrativa  non è un valido deterrente.
La Fondazione pertanto si auspica una riforma ulteriore della  normativa che riconduca i l’apparato sanzionatorio della somministrazione e dell’utilizzazione abusiva sotto l’alveo penale, come di recente fatto  in tema di caporalato e sfruttamento dei lavoratori.

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