Messaggio 1856 Istruttoria e concessione delle integrazioni salariali ordinarie – criteri interpretativi e applicativi – linee guida

No ai bollettini meteo nella relazione tecnica.
Con il messaggio in commento l’INPS  dopo le novità introdotte dal Jobs Act in materia , in particolare dal D.Lgs 148/2015 , indica criteri interpretativi e applicativi e  linee guida a cui dovranno attenersi  le sedi territoriali  in fase concessoria.

a)Carenza di elementi di valutazione – supplemento istruttorio (art. 11 DM 95442)

 In questo caso la sede , se intende rigettare la domanda di concessione del trattamento di integrazione salariale ordinaria per carenza di elementi valutativi,  deve necessaramente attivare la procedura di cui all'art. 11, comma 2, del DM 95442. In particolare la sede competente deve  chiedere all’azienda, che deve rispondere entro  15 giorni decorrenti dalla data di ricezione della richiesta,  gli elementi necessari alla definizione dell’istruttoria e  sanare le carenze documentali dell’istanza o della relazione tecnica.

Nel caso di  reiezione della  istanza di CIG  l’indicazione dell’avvenuta attivazione della predetta fase istruttoria e gli esiti della stessa andranno riportati nella motivazione del provvedimento a garanzia e corredo della completezza e correttezza del procedimento istruttorio e decisorio.
 

b) Avvenuta ripresa dell’attività lavorativa
 
La ripresa dell’attività aziendale deve essere valutata “a priori”, con riferimento agli elementi valutativi disponibili all’atto della presentazione della domanda di concessione della CIGO o integrati in esito alla richiesta di supplemento di istruttoria ex art. 11 del DM 95442.
 L’istruttoria  pertanto deve essere  celere . Ma  nei casi in cui nel periodo decorrente dalla presentazione della domanda di CIGO e l’adozione del provvedimento decisorio l’azienda abbia ripreso la normale attività lavorativa, gli uffici devono ritenere oggettivamente provato il requisito della transitorietà di cui all’art. 1, comma 2, del DM 95442.
 Pertanto la ripresa dell’attività sana di fatto anche l’eventuale carenza nell’istanza di elementi probatori a sostegno della “fondata previsione di ripresa dell’attività produttiva”.
c)Mancanza di lavoro o di commesse – nuovi ordinativi o commesse

 
Relativamente alle domande di CIGO con causale “mancanza di lavoro o commesse”, l’avvenuto conseguimento di nuovi ordinativi/commesse è uno degli indici  che denota la possibilità di ripresa dell’azienda ma non deve costituire l’ unico elemento imprescindibile ai fini di detta valutazione.

 
Tra gli indici di cui sopra , a titolo di esempio,  vi sono gli  elementi di valutazione i precedenti della azienda nel ricorso alla CIG, la situazione del mercato nella quale opera, il numero dei lavoratori posti in CIG rispetto all’organico complessivo, la durata delle richieste di CIG, la solidità sul piano finanziario, le iniziative volte a ricercare ulteriori occasioni di business.

 
d) Eventi meteo
 
Come noto , i criteri di massima per la valutazione delle istanze di CIGO relative ad eventi meteo sono stati  già specificati sia con il Messaggio n. 28336 del 1998 e ripresi nella Circolare n. 139 del 1.8.2016.
 
1.Gelo
Le temperature pari o al di sotto di 0 gradi centigradi sono considerate idonee a giustificare una contrazione dell'orario, in relazione al tipo di attività svolta, alla fase di lavoro in atto nell'unità produttiva nonché all'altitudine del cantiere.  Per l’edilizia, lo svolgimento al coperto o allo scoperto delle lavorazioni incide sulla valutazione, così come la natura del materiale usato che può essere più o meno sensibile al gelo.

 L'escursione termica  viene riferita all'intera giornata e può essere concessa, in particolare nel settore edile, l'autorizzazione al trattamento anche solo per le ore, di solito le prime del mattino, in cui si registrano le temperature più basse. Ma questo criterio può avere delle  eccezioni quando  le lavorazioni in atto nel cantiere non possano essere effettuate se non in presenza di temperature superiori a zero gradi.

E’ possibile concedere  l’intera giornata di CIGO anche se il gelo non si è protratto per tutte le 24 ore in particolare  quando le  lavorazioni in atto nel cantiere non possano essere effettuate se non in presenza di temperature superiori a zero gradi e i bollettini meteo abbiano registrato una temperatura pari o inferiore a 0° sino alle ore 10 del mattino della giornata interessata.
 

 
2.Temperature percepite

 
Le temperature eccezionalmente elevate (superiori a 35°) , in specie quando non vi siano luoghi ove proteggersi , possono costituire evento che può dare titolo alla CIGO.
 
3.Lavorazioni particolari
 
Per determinati tipi di lavoro (ad es. lavorazione nelle cave) va tenuto conto sia della eventuale presenza di neve o ghiaccio al suolo sia della quantità di pioggia caduta nei giorni precedenti. In questi casi potrebbe risultare pericoloso poter operare per le attività di trasporto persone e cose .  Pertanto   nella relazione tecnica dovrà essere riportata la circostanza e dovranno essere evidenziate  le tipologie di lavorazioni soggette a interruzione e che detta interruzione è dovuta agli eventi meteo (forti piogge, azione del gelo, ecc.), anche  se in giorni precedenti, e agli effetti sullo stato dei luoghi .
 
4.Bollettini meteo
 
L’art. 6, comma 2, del decreto ministeriale n. 95442 ha previsto che nelle istanze di CIGO determinate da “eventi meteo”, alla relazione tecnica devono essere allegati i bollettini meteo rilasciati da organi accreditati.

 L’INPS con nota di sollievo per aziende e consulenti  ricorda che ai sensi dell’art. 15, comma 1, della legge n. 183/2011 le Amministrazioni Pubbliche non possono  chiedere al cittadino dati ed elementi già in possesso di organi pubblici, fermo restando l’onere per le imprese di autocertificare nella relazione tecnica l’avversità atmosferica in relazione alla quale è inoltrata l’ istanza di concessione della CIGO. In tal caso l’Istituto  acquisirà d’ufficio i bollettini meteo.

Variazioni della date di fine prognosi in caso di malattia

Con la circolare 79  del 2.5.2017 l’INPS  si  sofferma sulla riduzione  del periodo di prognosi riportato nel certificato attestante la temporanea incapacità lavorativa per malattia.

Come noto le attestazioni di malattia sono  telematiche da tempo per effetto dei processi di digitalizzazione in atto che semplificano e rendono più celeri i dati informativi .  Il vantaggio  è sicuramente duplice  sia  per l’Istituto per le  successive attività del riconoscimento della prestazione previdenziale, sia per i datori di lavoro che mediante i servizi messi a disposizione dall’Inps possono visualizzare tempestivamente gli attestati di malattia dei propri lavoratori dipendenti.

L’Istituto con la nota di prassi ricorda l’importanza delle informazioni contenute nel certificato telematico, ed in particolare , la data di fine prognosi  che,  in assenza di ulteriore certificazione,  costituisce il termine ultimo ai fini dell’erogazione della prestazione economica di malattia.

Detta data rappresenta ovviamente un elemento    ”previsionale” sul decorso clinico e sull’esito dello stato patologico riportato in diagnosi  e pertanto  suscettibile di possibili ulteriori  variazioni sia in termini di prolungamento sia di riduzione, in base ad un decorso più lento o più rapido della malattia. Quindi nel caso  di un prolungamento della malattia  il lavoratore  deve provvedere a farsi rilasciare dal medico uno o più certificati / attestati di continuazione ai fini del riconoscimento dell’ ulteriore periodo di malattia e di giustificazione dell’assenza dal lavoro . Ma anche in casi di  guarigione anticipata il dipendente  è tenuto a richiedere una rettifica del certificato in corso per  documentare correttamente il periodo di incapacità temporanea al lavoro.

Proprio in ragione di quest’ultima ipotesi l’INPS precisa con la presente nota  gli adempimenti da seguire.  La rettifica della data di fine prognosi nel caso di una guarigione anticipata, rappresenta un obbligo  da parte del lavoratore, sia nei confronti del datore di lavoro, ai fini della ripresa anticipata dell’attività lavorativa, sia nei confronti dell’Inps, considerato che, mediante la presentazione del certificato di malattia, viene avviata l’istruttoria per il riconoscimento della prestazione previdenziale senza necessità di presentare alcuna specifica domanda . Il certificato, pertanto, per i lavoratori subordinati  cui è garantita la tutela dell’indennità economica di malattia  assume, di fatto, il valore di domanda di prestazione.

 Per quanto inerisce l’aspetto relativo al rapporto  di lavoro  ,  il datore di lavoro non può  consentire al lavoratore la ripresa dell’attività lavorativa ai sensi della normativa sulla salute e sicurezza dei posti di lavoro in presenza di una certificazione di malattia tuttora in corso .  Il dipendente assente per malattia che intenda riprendere anticipatamente il lavoro rispetto alla prognosi formulata dal proprio medico curante potrà essere riammesso in servizio solo in presenza di un certificato medico di rettifica della prognosi originariamente indicata.

L’obbligo del lavoratore sussiste ovviamente  anche nei confronti dell’Inps ,  in quanto il medesimo dipendente   è tenuto a comunicare, mediante la rettifica del certificato telematico, il venir meno della condizione morbosa di cui al rischio assicurato, presupposto della richiesta di prestazione economica all’Istituto.

Con la nota in discorso  l’INPS  precisa infine che in caso di mancata e/o  tempestiva comunicazione della variazione di fine prognosi  può attivare i provvedimenti sanzionatori nei confronti del lavoratore consistenti nelle sanzioni previste per i casi di assenza ingiustificata a visita di controllo, nella misura normativamente stabilita per tali fattispecie.

Più in particolare le sanzioni saranno :  il 100% dell'indennità per massimo 10 giorni, in caso di 1° assenza; 50% dell'indennità nel restante periodo di malattia, in caso di 2° assenza; 100% dell'indennità dalla data della 3° assenza (cosi come previsto dalla Circolare n. 166/1988 )

Pubblicato il Decreto 16 marzo 2017

E’ stato pubblicato , previa registrazione della Corte dei Conti , il Decreto del 16 marzo u.s.  firmato dai Dicasteri Lavoro ed Economia in merito alla assegnazione di fondi all’INPS per gli incentivi delle assunzioni dei lavoratori disabili da parte dei datori di lavoro  , come innovato dal Jobs Act recentemente.

Il decreto è rinvenibile su sito del Ministero alla sezione pubblicità legale :  http://www.lavoro.gov.it/documenti-e-norme/Pubblicita-legale/Pagine/default.aspx.
Si  tratta  in effetti di risorse disponibili ma ancora non  impegnate fino allo scorso anno.

Nel dettaglio le somme rese disponibili e trasferite sono pari a  :

I.    5.228.935,50 di  euro non impegnati dall’INPS lo scorso anno ;
II.    1.000.000,00  di euro non impegnati dal Ministero del Lavoro lo scorso anno ;
III.    7. 525.348,85 euro relativi alle somme versate dai datori di lavoro al Fondo per il diritto al lavoro dei disabili, con riferimento all’anno 2016 , per gli esoneri assunzionali;
IV.    1.915.742 euro dal Fondo per il diritto al lavoro dei disabili per l’anno 2017.

Le somme di cui sopra , finalizzate all’incentivo  dei disabili , spettano nelle seguente misura :

a)    70% della retribuzione mensile  imponibile ai fini previdenziali, per ogni lavoratore disabile, assunto con rapporto di lavoro a tempo indeterminato, che abbia una riduzione della capacità lavorativa superiore al 79% o minorazioni ascritte dalla prima alla terza categoria ( delle Tabelle del TU 915/1978 )  per un periodo di trentasei mesi;
b)    35% della retribuzione mensile lorda, per ogni lavoratore assunto a tempo indeterminato, che abbia una riduzione della capacità lavorativa compresa tra il 67 e il 79 % o minorazioni ascritte dalla quarta alla sesta categoria ( di cui al cit.  TU )   per un periodo di trentasei mesi
c)    L'incentivo è altresì  concesso, nella misura del 70% della retribuzione mensile lorda, per ogni lavoratore con disabilità intellettiva e psichica superiore al 45 %, per un periodo di 60 mesi in caso di assunzione a tempo indeterminato o, per assunzioni di almeno 12 mesi, per tutta la durata del contratto.

CISOA : nuove modalità per l cassa integrazione agricoli

Con la circolare 77 del 27 aprile del 2017  l’Inps   fornisce alcuni chiarimenti sulla disciplina della Cassa Integrazione Salariale Operai dell’Agricoltura (c.d. CISOA) unitamente alle    modalità di compilazione della domanda di questa prestazione .
Con il documento di prassi in commento  detta inoltre le modalità con le quali le aziende possono operare la compensazione delle integrazioni salariali e conseguentemente il contenuto dei nuovi campi introdotti nel flusso DMAG, fornendo le relative istruzioni
L’Inps ricorda che sono beneficiari della prestazione in discorso i lavoratori agricoli (operai, impiegati, quadri e apprendisti) dipendenti da aziende agricole con contratto di lavoro a tempo indeterminato che svolgono annualmente presso la stessa azienda oltre 180 giornate di effettivo lavoro. Fra i lavoratori dipendenti sono compresi i soci delle cooperative di lavoro che prestano attività retribuita per conto delle cooperative stesse.
Rientrano  altresì tra i beneficiari anche i dipendenti dei coltivatori diretti, sebbene questi ultimi non siano soggetti al versamento del contributo ordinario per tale prestazione. Per una puntuale determinazione della misura della prestazione, la domanda CISOA presenta alcune innovazioni :  ai fini del calcolo della prestazione è necessario infatti individuare l’ultimo mese antecedente la sospensione nel quale i lavoratori interessati sono stati retribuiti.
Pertanto, per le domande con periodo richiesto decorrente dal 1.4.2017 il datore di lavoro dovrà obbligatoriamente indicare, per ogni beneficiario, tale mese nell’apposito campo.
In caso di accoglimento dell’istanza della CISOA  il responsabile INPS  che ha curato l’istruttoria deve inviare il provvedimento alla ditta con comunicazione PEC.
Il provvedimento concessorio ha  il numero di autorizzazione necessario per poter effettuare il conguaglio.
La mancata indicazione, nel flusso DMAG, del numero di autorizzazione da parte dell’azienda precluderà alla stessa la possibilità della determinazione dell’importo dell’anticipazione delle integrazioni salariali in fase di tariffazione.
Per garantire un puntuale e automatizzato accredito della contribuzione figurativa sulla posizione assicurativa degli operai agricoli dipendenti a tempo indeterminato (OTI) per i quali è prevista l’anticipazione delle prestazioni a sostegno del reddito spettanti sono stati introdotti nuovi campi del flusso DMAG.
In relazione a quanto sopra pertanto a decorrere dalle denunce DMAG di competenza del 2° trimestre 2017, nel caso di indicazione di TR (tipo retribuzione) = “C” sarà richiesta la valorizzazione dei nuovi campi relativi ai seguenti elementi:


     “RG- retribuzione media giornaliera corrisposta nel mese precedente (vedi allegato n.1)  a quello in cui si è verificata la sospensione dell’attività lavorativa”
 
     “Numero di protocollo della domanda CISOA presentata”
 
     “Numero di autorizzazione CISOA” (paragrafo 3 della Prima Parte)
 
     “Numero giornate lavorate mese precedente” (vedi allegato n.1)
 
     “flag per una delle due opzioni “Lavoratore retribuito in misura fissa mensile” e “Lavoratore retribuito in misura  giornaliera”

Tali elementi vanno ad aggiungersi quindi agli elementi già presenti e inseriti con la circolare n. 174/2016 tra cui, in particolare, il “Numero Giornate Evento”, la “Retribuzione teorica giornaliera”, la “Retribuzione persa” e il “periodo dal/al”, elementi obbligatori in presenza di eventi che danno luogo ad accredito di contribuzione figurativa.
 
Gli aggiornamenti ulteriori  previsti  per il flusso DMAG del  1° trimestre 2017  verranno rinviati con la denuncia del 2° trimestre del 2017.
 
Il datore di lavoro, nella denuncia DMAG OTI (ElementoTipoManodopera Codice 2) Principale, di Variazione o Sostitutiva (ElementoTipoDichiarazione P/V/S) di competenza dell’evento per il quale è stata autorizzata l’integrazione salariale CISOA, dovrà, avvalorando il campo TR (tipo retribuzione) con la lettera “C”, indicare i seguenti elementi:

     numero di protocollo della domanda CISOA presentata;
     numero di autorizzazione CISOA;
     retribuzione teorica giornaliera;
     retribuzione persa giornaliera;
     retribuzione media giornaliera mese precedente (RG);
     numero di giornate lavorate mese precedente;
     numero giornate evento;
     periodo dal… (data compatibile con il mese);
     periodo al… (data compatibile con il mese);
     flag per una delle due opzioni “Lavoratore retribuito in misura fissa mensile” e “Lavoratore retribuito in giornate”.
 
 

       numero di protocollo della domanda CISOA presentata;

       numero di autorizzazione CISOA;

       retribuzione teorica giornaliera;

       retribuzione persa giornaliera;

       retribuzione media giornaliera mese precedente (RG);

       numero di giornate lavorate mese precedente;

       numero giornate evento;

       periodo dal… (data compatibile con il mese);

       periodo al… (data compatibile con il mese);

                 flag per una delle due opzioni “Lavoratore retribuito in misura fissa mensile” e “Lavoratore retribuito in giornate.
 
 
I suddetti elementi   saranno sottoposti ad un controllo automatizzato di compatibilità e congruità con i dati presenti negli archivi dell’Istituto.
I controlli pertanto saranno i seguenti :
 
     verifica dell’esistenza dell’autorizzazione indicata nella denuncia concessa all’azienda che ha inviato il flusso DMAG;
     verifica dell’esistenza del protocollo e del corretto abbinamento dello stesso con l’autorizzazione;
     verifica della coerenza dei periodi richiesti con quanto autorizzato;
     verifica della coerenza dei beneficiari indicati nel DMAG con quelli indicati nella domanda;
     verifica della capienza delle giornate richieste rispetto a quanto autorizzato;
     verifica del limite dei 90 giorni per ciascun beneficiario;
     calcolo della prestazione secondo i criteri esposti nell’allegato 1;
     verifica della congruenza della retribuzione giornaliera (RG) indicata ai fini del calcolo della prestazione.
 
In caso di  esito negativo dei controlli di cui sopra sarà data immediata comunicazione con dettagliata indicazione dell’errore rilevato.
 
Mentre in caso di esito positivo sarà fornito – in corrispondenza del Tipo Retribuzione “C” - il valore dell’ importo da compensare, a titolo di anticipazione prestazione CISOA, sulla contribuzione dovuta, diversamente dalle precedenti dichiarazioni.
 
Per  consentire alle aziende agricole di disporre di un quadro riepilogativo delle autorizzazioni di integrazione salariale CISOA concesse dalle competenti Commissioni provinciali, il Cassetto previdenziale aziende agricole è implementato con una apposita sezione denominata “Autorizzazioni CISOA”.

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