Indennità di malattia per i lavoratori del trasporto pubblico locale, anno di competenza 2016

La Direzione Generale per le politiche previdenziali ed assicurative  del Ministero del Lavoro con comunicato  del 3.3.207 ,presente sul sito istituzionale (http://www.lavoro.gov.it/notizie/pagine/indennita-di-malattia-per-i-lavoratori-del-trasporto-pubblico-locale-anno-di-competenza-2016.aspx/)  , ricorda che entro  il 31  prossimo , a pena di decadenza, dovrà essere trasmessa la documentazione per beneficiare del rimborso dell'indennità di malattia per le aziende del trasporto pubblico locale relativamente all’anno di competenza 2016.
Con il comunicato di che trattasi  il dicastero fa partire la procedura per acquisire tutti i  dati necessari all’istruttoria per l’emanazione del provvedimento  che ripartirà  le risorse finanziare da destinare alla copertura dei maggiori oneri anticipati dalle aziende del trasporto pubblico locale a titolo di integrazione delle indennità di malattia fruite dal proprio personale per l’anno 2016, secondo quanto stabilito dall’art. 1, comma 148, della L. 30/12/2004, n. 311.
Le aziende interessate ed  aventi titolo al rimborso faranno pervenire al  Ministero  del Lavoro la dichiarazione sostitutiva del certificato di iscrizione alla Camera di Commercio, Industria e Artigianato e la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà nonché la Tabella Oneri, allegate al comunicato  e rese pubbliche sul  predetto sito istituzionale.
La documentazione, debitamente compilata, sottoscritta, e corredata dal documento di identità del sottoscrittore  verrà  trasmessa a mezzo PEC entro il termine del 31 marzo 2017
all’ indirizzo: PEC: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. .
 
Gli allegati  da produrre indicati  presenti sul sito ministeriale sono i seguenti   :
alllegato 1: Dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.
Allegato 2: Dichiarazione sostitutiva del certificato di iscrizione alla Camera di Commercio, Industria e Artigianato.
Allegato 3: Tabella Oneri aggiuntivi anno di competenza 2016.
 
In merito alla Dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà e Dichiarazione sostitutiva del certificato di iscrizione alla Camera di Commercio, Industria e Artigianato (allegati 1 e 2) il Ministero ricorda che dovrà essere compilata in ogni sua parte in modo chiaroe leggibile;  ciascun allegato dovrà essere sottoscritto dal legale rappresentante con firma apposta per esteso e leggibile;  ai sensi dell’art. 40 del DPR 445/2000, i certificati e gli atti di notorietà, daprodurre nei rapporti con la Pubblica Amministrazione, sono sostituiti dalle dichiarazioni, di cui agli artt. 46 e 47 del D.P.R.citato , corredate da copia del documento di identità del sottoscrittore, in corso di validità. Non verrà acquisito il certificato rilasciato dalla Camera di Commercio Industria e Artigianato.  
Il termine del 31 marzo 2017 deve  essere osservato a pena di decadenza.
In merito alla  Tabella oneri (allegato 3) le aziende inseriranno solo  il numero dei dipendenti addetti specificamente al trasporto pubblico locale nell’anno di riferimento;   si dovrà inserire, nella casella “oneri sociali sul totale C”, negli appositi spazi, le percentuali di calcolo degli importi INPS ed INAIL.

Il titolo deve essere Novità per i call center del 2 marzo 2017

Dal 2 marzo obbligo di iscirzione al ROC per i call center  e sanzioni per chi non si adegua .
 
Come è noto la legge di stabilità per il 2017 ha ridefinito l’articolo 24 bis del DL  83/2012 con novità sensibili  per i  call center.
I soggetti che gestiscono call center con numerazioni nazionali si devono iscrivere al Registro degli Operatori di Comunicazione , ROC ,  presso l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ( AGCOM) entro la data del 2 marzo 2017.

Il  MISE con nota informativa del 31.1.2017  presente sul proprio sito ha dato informativa sulla novella legislativa .
L’ AGCOM  inoltre sia il 30 gennaio che  il 13 febbraio uu.ss.  ha puntualizzato ai fini operativi  su www.agcom.it  -sezione documentazione - che , nell’attesa dell’adeguamento dii sistemi informativi del ROC, gli operatori  gerenti call center trasmettono la domanda di iscrizione on line   fino al 30  giugno 2017 , allegando a tal fine  il modello telematico 25/ROC, disponibile sul sito web dell’Autorità.
Dopo tale date la domanda di iscrizione sarà attivata sul portale web  www.impresainungiorno.gov.it  con  la carta nazionale dei servizi.
Con l’ iscrizione l’operatore denuncia le numerazioni telefoniche messe a disposizione del pubblico ed utilizzate per i servizi di call center.
Si deve inoltre dare informativa all’utenza circa il  Paese nel quale è situato  l’operatore con cui si parla , sia per chiamate inbound che outbound.
La normativa impone altresì  che gli operatori economici che vogliano delocalizzare e/o esternalizzare con terzi imprenditori l’attività di call center al di fuori dell’UE devono entro i  30 gg precedenti porre in essere le seguenti attività :
 
a) informare il  Ministero del Lavoro, indicando i lavoratori coinvolti.
b) inofrmare il MISE , indicando le numerazioni telefoniche messe a disposizione del pubblico ed utilizzate per i servizi de localizzati.
c) informare il  Garante della Privacy, indicando le misure adottate per garantire il rispetto della legislazione in materia di privacy.
Gli imprenditori che hanno delocalizzato già  in paesi  extraUE l’attività prima del 1 gennaio 2017 devono effettuare  le comunicazioni entro il 2 marzo 2017.
 
Infine in caso di delocalizzazione extra UE  dopo il 1 gennaio 2017 si perdono le agevolazioni  fiscali e contributive ed assicurative previste per l’attività di questo settore.
 
Si ricorda altresì che le sanzioni sono pesanti sia per ogni  mancata comunicazione ai 3  enti di cui sopra ( 150.000 euro )  , sia per le mancate informazioni sul Paese extra UE ( 50.000 euro ) sia per la mancata iscrizione al ROC ( 50,000 euro).

Risoluzione 15 febbraio 2017 codice causale per Ente Bilaterale del Terziario

Risoluzione 15 febbraio 2017, n. 20/E: Istituzione della causale contributo per la riscossione, tramite modello F24, dei contributi da destinare al finanziamento dell’Ente Bilaterale del Terziario "EBILTER".
In base alla  convenzione del 9 gennaio 2008 ed ai successivi rinnovi, stipulata tra l’Agenzia delle entrate ed INPS è stato regolato il servizio di riscossione, mediante il modello F24, per il versamento dei contributi di spettanza dell’INPS, nonché di quelli previsti dalla legge 4 giugno 1973, n. 311.
Con la convenzione del 21.12.2016 , sottoscritta tra l’INPS e l’Ente Bilaterale del Terziario “EBILTER”, è stato affidato all’INPS il servizio di riscossione, mediante le deleghe  F24, dei contributi per il finanziamento dell’Ente Bilaterale, previsto dalla contrattazione collettiva di settore.

Per consentire il versamento dei contributi a favore dell’Ente Bilaterale del Terziario “EBILTER” con  F24, l’Agenzia ha istituito  la causale contributo:

"EBLE" denominata "Ente Bilaterale del Terziario EBILTER

Compilando il  modello di pagamento F24, la  causale viene esposta nella sezione “INPS”, nel campo “causale contributo”, in corrispondenza, esclusivamente, della colonna “importi a debito versati”, indicando:

- nel campo “codice sede”, il codice della sede Inps competente;

- nel campo “matricola INPS/codice INPS/filiale azienda”, la matricola Inps dell’azienda;
- nel campo “periodo di riferimento”, nella colonna “da mm/aaaa”, il mese e l’anno di riscossione del contributo, nel formato MM/AAAA. La colonna “a mm/aaaa” non deve essere valorizzata.

Novità importanti per i datori di lavoro domestico in caso di regolarizzazione dal 2017

La Circolare n. 13/2017 dell’Inps , come è noto , conferma le contribuzioni del 2016 anche per il corrente anno per i datori di lavoro domestico in quanto l’ISTAT ha comunicato, nella misura del -0,1%, la variazione percentuale verificatasi nell’indice dei prezzi al consumo, per le famiglie degli operai e degli impiegati, tra il periodo gennaio 2015-dicembre 2015 ed il periodo gennaio 2016-dicembre 2016.  

Detta Circolare però al paragrafo 2 introduce un importante chiarimento per i datori di lavoro domestico, che non è passato inosservato agli addetti ai lavori.

Infatti nella recente nota di prassi l’Istituto ricorda che già con la Circolare 173  del 1993  sono state  diramate indicazioni  in merito all’applicazione del DL 22 maggio 1993, n. 155, convertito con modificazioni nella legge 19 luglio 1993, n. 243.

Con la predetta circolare 173 l’Istituto ha dato notizia sulla scorta del citato decreto  delle  le tre fasce di retribuzione per le prestazioni lavorative sino a 24 ore settimanali e della quarta fascia per i rapporti di  lavoro  con  orario superiore alle 24 ore settimanali , con decorrenza del 16 maggio 1993.

Dette fasce determinano come noto gli importi contributivi dovuti  .

Con detta circolare del 1993  è stato precisato che i datori di lavoro devono fare riferimento alla quarta fascia di retribuzione in presenza di un numero di ore settimanali comprese tra le 25 e le 60 prestate o retribuite ad altro titolo   , quali ferie, malattia, preavviso,  presso lo stesso datore di lavoro.

Per l’Istituto ciò significa univocamente  che in caso di domanda di regolarizzazione presentata per integrare le ore di un rapporto di lavoro domestico, per il quale  siano state pagate almeno 25 ore per ogni settimana lavorata, deve essere mantenuto il più favorevole calcolo in quarta fascia contributiva.

 Questo chiarimento presente nella Circolare 13 in commento ,  si ribadisce,  è importante e pone fine ad una ondivaga posizione delle varie sedi territoriali INPS con conseguenti e divergenti posizioni datoriali ed amministrativi  . Ciò accadeva per l’assenza di una posizione di prassi univoca .  Spesso   ai fini della regolarizzazione per differenze orarie le sedi applicavano l’aliquota contributiva superiore con maggiori oneri per i datori di lavoro domestici  e non quella prevista per prestazioni  superiori alle 24 ore settimanali,  più bassa e , quindi , più favorevole per i datori .   

Dopo la Circolare 13 non dovrebbero più esistere situazioni ed interpretazioni difformi a livello territoriale con buona pace dei datori  di lavoro domestico e dei loro intermediari.

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