Alla cassa per i contributi dei domestici e badanti

Entro il 10 luglio  devono essere versati all’INPS i contributi dovuti in favore degli addetti ai servizi domestici e familiari per il secondo trimestre 2017.

Si ricorda a riguardo  che in relazione alla Circolare 13 del 2017 l’INPS  ha comunicato l’invarianza degli importi orari  dei contributi dovuti per colf e badanti   in vigore a decorrere dal 1° gennaio 2017.

La Circolare anzidetta infatti ha  precisato  che  :

1.    Per il 2017 sono confermate ai livelli del 2016 le fasce di retribuzione per calcolare i contributi dovuti  per i lavoratori domestici;

 
2.    per i rapporti di lavoro a tempo determinato , esclusi  quelli in sostituzione , vi è comunque , come previsto per legge ,   il  contributo  addizionale,  a  carico del  datore di lavoro, pari all’1,40% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali.
I contributi possono essere pagati  con una delle seguenti modalità :
a) rivolgendosi ai soggetti aderenti al circuito "Reti Amiche"

- le tabaccherie che aderiscono al circuito Reti Amiche ed espongono il logo "Servizi Inps";

- gli sportelli bancari di Unicredit S.p.a.;
- tramite il sito internet Unicredit S.p.a. per i clienti titolari del servizio Banca online;

- tutti gli sportelli di Poste Italiane, con le modalità previste per il circuito Reti Amiche;

b) on line sul sito internet www.inps.it, utilizzando la carta di credito per perfezionare il pagamento;

c) telefonando al contact center numero verde gratuito 803.164 (da rete fissa) o al numero 06164164 (da rete mobile) a pagamento, utilizzando la carta di credito;

d) utilizzando il bollettino MAV – Pagamento inviato dall'INPS o generato attraverso il sito dell’Istituto accedendo al portale dei pagamenti .

Si ricorda che con il versamento è dovuta anche la quota relativo al trimestre di riferimento   per l’iscrizione del collaboratore alla Cassa della bilateralità di settore prescelta.

Nuove Causali contributo istituite dall’Agenzia dell’Entrate dal 3 luglio

L’Agenzia delle Entrate con  recenti risoluzioni del 3 luglio u.s. ( le nn°80,  82, 83, 85 )  fornisce indicazioni per l’istituzione di nuovi codici per la  riscossione dei contributi versati per il  finanziamento di enti  bilaterali .  

Facendo seguito alle richieste dell’INPS  l’Agenzia istituisce  i seguenti codici :

-    ASI1 -  per il Fondo Assistenza Sanitaria Integrativa per i lavoratori di Cooperative    ASICOOP;
-    EBG1-  per l’Ente Bilaterale Generale E.BI.GEN. UGL/CONFIMEA;  
-    ENB1 - per l ’Ente Nazionale Bilaterale per l’Ambiente e per la Sicurezza ENBAS;
-    EBIC - per l’Ente Bilaterale per il Commercio i Servizi ed il Turismo EBICOST.
 

In sede di redazione  della delega di pagamento F24, la anzidette causali   sono esposte  da datori o loro intermediari  nella sezione INPS, nel campo “causale contributo”, in corrispondenza, esclusivamente, della colonna “importi a debito versati”, indicando:  - nel campo “codice sede”, il codice della sede INPS competente;  -   nel campo “matricola INPS/codice INPS/filiale azienda”, la matricola INPS dell’azienda;

- nel campo “periodo di riferimento”, nella colonna “da mm/aaaa”, il mese e l’anno di riscossione del contributo, nel formato “MM/AAAA”. La colonna “a mm/aaaa” non deve essere valorizzata.  

-   nel campo “matricola INPS/codice INPS/filiale azienda”, la matricola INPS dell’azienda; - nel campo “periodo di riferimento”, nella colonna “da mm/aaaa”, il mese e l’anno di riscossione del contributo, nel formato “MM/AAAA”. La colonna “a mm/aaaa” non deve essere valorizzata.  

EBIC” denominata “Ente Bilaterale per il Commercio i Servizi ed il Turismo EBICOST”.

Istituite le causali per il nuovo lavoro accessorio

L’INPS il 16 giugno ha  chiesto all’Agenzia dell’Entrate l’istituzione delle causali contributo per il versamento delle somme dovute per prestazioni di lavoro occasionale recentemente innovate dal legislatore con il decreto legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito in legge n. 96/2017 ,  da  utilizzare nelle deleghe F24 versamenti con elementi identificativi ( c.d F24 ELIDE) e in quelle enti pubblici” (c.d. F24 EP).

Come noto in luogo dei buoni o voucher di lavoro accessorio il legislatore ha introdotto con la legge citata  nuove modalità con forti limitazioni e diversi perimetri  per l’utilizzo di prestazioni occasionali per le famiglie e delle imprese.

Pertanto l’Agenzia con la risoluzione 81/e del 3 luglio  ha istituito le seguenti causali contributo:

LIFA” denominata “Finanziamento del Libretto Famiglia per l’accesso a prestazioni di lavoro occasionale – art. 54-bis D.L. n. 50/2017”;

CLOC” denominata “Finanziamento del contratto di lavoro occasionale – art. 54-bis D.L. n. 50/2017”-
Nella redazione della delega F24 ELIDE, sono indicati:
1)    nella sezione “CONTRIBUENTE”, il codice fiscale e i dati anagrafici del soggetto che effettua il versamento;
2)     nella sezione “ERARIO ED ALTRO”:
•    nel campo “tipo”, la lettera “I” (INPS);
•    nel campo “elementi identificativi”, nessun valore;
•    nel campo “codice”, la causale contributo LIFA o CLOC;
•    nel campo “anno di riferimento”, l’anno in cui si effettua il pagamento, nel formato “AAAA”.
 La causale “CLOC” è inserita anche  nella delega “F24 Enti pubblici”, in corrispondenza delle somme esposte nella colonna “importi a debito versati”, indicando:
1.    nella sezione “CONTRIBUENTE”, il codice fiscale e i dati anagrafici dell’ente che effettua il versamento;
2.    nella sezione “DETTAGLIO VERSAMENTO”:
•    nel campo “sezione”, la lettera “I” (INPS);
•    nel campo “codice tributo/causale”, la causale contributo CLOC;
•    nel campo “codice”, nessun valore; o nel campo “estremi identificativi”, nessun valore;
•    nel campo “riferimento A”, il mese in cui si effettua il pagamento, nel formato “00MM”;
•    nel campo “riferimento B”, l’anno in cui si effettua il pagamento, nel formato “AAAA”.

Il saldo delle ferie maturate nel 2015 devono essere godute entro il 30 .6.2017.

L’art. 10, comma 1 , del DLgs  66/2003, stabilisce che, fermo restando quanto previsto dall’art. 2109 del Codice civile, “il prestatore di lavoro ha diritto ad un periodo annuale di ferie retribuite non inferiore a quattro settimane. Tale periodo, salvo quanto previsto dalla contrattazione collettiva (…), va goduto per almeno due settimane, consecutive in caso di richiesta del lavoratore, nel corso dell’anno di maturazione e, per le restanti due settimane, nei 18 mesi successivi al termine dell’anno di maturazione”. La violazione di tale disposizione comporta ai sensi dell’art. 18 bis del citato Decreto la sanzione amministrativa pecuniaria da 100 a 600 euro. Se la violazione si riferisce a più di cinque lavoratori ovvero si è verificata in almeno due anni, la sanzione amministrativa è da 400 a 1.500 euro. Se la violazione si riferisce a più di dieci lavoratori ovvero si è verificata in almeno quattro anni, la sanzione amministrativa è da 800 a 4.500 euro e non è ammesso il pagamento della sanzione in misura ridotta.

Il Ministero del Lavoro  con Circolare  8 /2005 ha ricordato  che si possono individuare  in virtù della disciplina  di riferimento  tre periodi di ferie:

a)    un periodo, di almeno due settimane, da fruirsi nell’anno  maturazione e ,se richiesto dal lavoratore ,  deve essere goduto in modo ininterrotto. Terminato  l’anno di maturazione, nel caso il lavoratore non abbia  interamente goduto del periodo feriale di due settimane, il datore di lavoro sarà passibile di sanzione;

b)    un secondo periodo di ferie, di due settimane, da fruirsi anche in modo frazionato, ma entro diciotto mesi dal termine dell’anno di maturazione, salvi i diversi periodi previsti dalla contrattazione collettiva;

c)    un ultimo periodo, superiore al minimo di quattro settimane previsto dalla legge, che potrà essere fruito anche in modo frazionato nei termini stabiliti dall’autonomia privata.

Il periodo di ferie  minimo previsto dall’art. 10 del Decreto citato  non può essere sostituito dalla relativa indennità sostitutiva per ferie non godute, salvo il caso di risoluzione del rapporto di lavoro.

I contributi dovuti  sul compenso per ferie maturate e non godute e la loro collocazione temporale sono così determinati :

- entro il termine fissato dalla legge o dalla contrattazione collettiva per la fruizione delle ferie;

- nel mese in cui cade il termine differito per la fruizione delle ferie dai regolamenti aziendali o dalle pattuizioni individuali rispetto alla previsione legale o contrattuale;

- in assenza di norme contrattuali, regolamenti aziendali o pattuizioni individuali, entro il 18º mese successivo alla fine dell'anno solare di maturazione delle ferie .

Determinato  il momento dell’obbligo contributivo i datori di lavoro devono sommare alla retribuzione imponibile del mese successivo a quello di scadenza delle ferie anche l'importo corrispondente al compenso per ferie non godute.

Pertanto entro il 30 giugno 2017  i datori di lavoro sono obbligati a verificare l’avvenuto godimento di almeno due settimane delle ferie maturate nel 2015 nel caso in cui non vi siano norme contrattuali di differimento.

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