Novità importanti per i datori di lavoro domestico in caso di regolarizzazione dal 2017

La Circolare n. 13/2017 dell’Inps , come è noto , conferma le contribuzioni del 2016 anche per il corrente anno per i datori di lavoro domestico in quanto l’ISTAT ha comunicato, nella misura del -0,1%, la variazione percentuale verificatasi nell’indice dei prezzi al consumo, per le famiglie degli operai e degli impiegati, tra il periodo gennaio 2015-dicembre 2015 ed il periodo gennaio 2016-dicembre 2016.  

Detta Circolare però al paragrafo 2 introduce un importante chiarimento per i datori di lavoro domestico, che non è passato inosservato agli addetti ai lavori.

Infatti nella recente nota di prassi l’Istituto ricorda che già con la Circolare 173  del 1993  sono state  diramate indicazioni  in merito all’applicazione del DL 22 maggio 1993, n. 155, convertito con modificazioni nella legge 19 luglio 1993, n. 243.

Con la predetta circolare 173 l’Istituto ha dato notizia sulla scorta del citato decreto  delle  le tre fasce di retribuzione per le prestazioni lavorative sino a 24 ore settimanali e della quarta fascia per i rapporti di  lavoro  con  orario superiore alle 24 ore settimanali , con decorrenza del 16 maggio 1993.

Dette fasce determinano come noto gli importi contributivi dovuti  .

Con detta circolare del 1993  è stato precisato che i datori di lavoro devono fare riferimento alla quarta fascia di retribuzione in presenza di un numero di ore settimanali comprese tra le 25 e le 60 prestate o retribuite ad altro titolo   , quali ferie, malattia, preavviso,  presso lo stesso datore di lavoro.

Per l’Istituto ciò significa univocamente  che in caso di domanda di regolarizzazione presentata per integrare le ore di un rapporto di lavoro domestico, per il quale  siano state pagate almeno 25 ore per ogni settimana lavorata, deve essere mantenuto il più favorevole calcolo in quarta fascia contributiva.

 Questo chiarimento presente nella Circolare 13 in commento ,  si ribadisce,  è importante e pone fine ad una ondivaga posizione delle varie sedi territoriali INPS con conseguenti e divergenti posizioni datoriali ed amministrativi  . Ciò accadeva per l’assenza di una posizione di prassi univoca .  Spesso   ai fini della regolarizzazione per differenze orarie le sedi applicavano l’aliquota contributiva superiore con maggiori oneri per i datori di lavoro domestici  e non quella prevista per prestazioni  superiori alle 24 ore settimanali,  più bassa e , quindi , più favorevole per i datori .   

Dopo la Circolare 13 non dovrebbero più esistere situazioni ed interpretazioni difformi a livello territoriale con buona pace dei datori  di lavoro domestico e dei loro intermediari.

Messaggio 368 : l’Inps adegua l’esenzione fiscale dei trattamenti pensionistici dei supersititi delle vittime del dovere.

Con messaggio 368 del 26.1.2017 l’INPS comunica un’importante novità in tema di esenzione fiscale per alcune fattispecie  di pensione alle vittime del dovere ed ai loro  superstiti.

Infatti  la legge di stabilità per il 2017 , la L.n°232/2016 , all’art.1, comma 211, ha esteso, a decorrere dal periodo di imposta 2017 ai trattamenti pensionistici spettanti alle vittime del dovere e ai loro familiari superstiti, di cui alla legge 13 agosto 1980, n. 466, alla legge 20 ottobre 1990, n. 302, e all'articolo 1, commi 563 e 564, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, i benefici fiscali  della esenzione dall’ imposta sui redditi .

Quindi l’Istituto comunica che dal 2017   i trattamenti pensionistici spettanti ai soggetti  interessati dalla normativa di cui sopra vengono esentati dall’IRPEF, ed anche  dalle addizionali regionali e comunali.

 Però  l’Inps precisa che sui  sui ratei di pensione del 2017  continueranno necessariamente  ad essere applicate le trattenute addizionali regionali e comunali relative al periodo di imposta 2016 in quanto tali imposte vengono  trattenute e prelevate, a saldo, nell’anno successivo a quello di riferimento.

 L’esenzione fiscale ed il rimborso delle ritenute già operate verranno applicati d’ufficio, con lavorazione a livello centrale, a favore dei soggetti, titolari dei trattamenti pensionistici diretti o ai superstiti, individuati attraverso le informazioni  disponibili presso questo Istituto. L’istituto illustrerà successivamente l’attività massiva di esenzione

Aumenti quasi sterilizzati per i domestici nel 2017

Aumenti pressoché nulli  per i datori di lavoro  di collaboratori familiari e badanti per il 2017 , rimanendo   sostanzialmente invariati i minimi retributivi .

Il 20 u.s. è stato  sottoscritto al Ministero del Lavoro  l’accordo sui  nuovi minimi retributivi 2017 per i lavoratori domestici (colf, badanti e baby-sitter) derivanti dalla variazione del costo della vita (art. 36 CCNL Lavoro Domestico).

 I datori che hanno alle dipendenze un collaboratore ( colf , badante, etc.) da gennaio 2017 riconosceranno in busta paga ai dipendenti  domestici solo un impercettibile incremento di meno di 1 centesimo in più sulla retribuzione oraria. Per quelli  in regime di convivenza l’incremento  è di circa un euro .  

I minimi retributivi non hanno avuto variazione per l’indice Istat che nel periodo novembre 2015-novembre 2016 non ha registrato variazioni essendo aumentato solo dello 0,1%.

A valle di tali variazioni si attenderà la nota di prassi INPS su eventuali variazioni contributive , che , si presume , molto probabilmente non faranno registrare variazioni di rilievo ,come avvenuto lo scorso anno.
Per una rapido confronto  della variazione della retribuzione per lavoratori non conviventi ad ore  di seguito si riportano le due tabelle per i due anni a confronto:
 
 
 

LAVORATORI NON CONVIVENTI 2017

Tabella C - (valori orari)

Livello A

Livello AS

Livello B

Livello BS

Livello C

Livello CS

Livello D

Livello DS

€ 4,54

€ 5,36

€ 5,68

€ 6,02

€ 6,36

€ 6,70

€ 7,73

€ 8,07

 
 
 
LAVORATORI NON CONVIVENTI 2016
 
Tabella C - (valori orari)

Livello A

Livello AS

Livello B

Livello BS

Livello C

Livello CS

Livello D

Livello DS

€ 4,54

€ 5,36

€ 5,68

€ 6,02

€ 6,36

€ 6,70

€ 7,73

€ 8,07

 
 
 
 
 
 
 
 

IL CCNL Mobilità ed attività ferroviarie il recepimento della flessibilità derivante dalla riforma del mercato del lavoro .

Il CCNL della Mobilità rinnovato il 16 u.s.  recepisce  alcune  novità della riforma del mercato del lavoro apprestata dal JOBS ACT  .

Di seguito alcune brevi spunti di riflessione .

Come si ricorderà l’art. 24 del dlgs 151/2015 prevede,  nel rispetto del dlgs 66/2003 ,  che i lavoratori  possano cedere gratis  le proprie ferie e i riposi maturati ai lavoratori dipendenti dallo stesso datore di lavoro, impiegati in mansioni di pari livello e categoria, al fine di consentire a questi ultimi di assistere i figli minori che per le particolari condizioni di salute necessitano di cure costanti . Le modalità  e le condizioni sono  previste dalla contrattazione collettiva  . Il contratto di che trattasi a questo riguardo  prevede che i dipendenti del comparto possano  cedere le ferie non fruite nell'anno precedente o quelle maturate in corso d'anno che eccedono  i 20 o 24 giorni, a seconda che si presti attività su settimana corta a lunga. I lavoratori possono a loro scelta  cedere altresì i 4 giorni di ex festività. Titolari del beneficio della cessione sono quei dipendenti che devono assistere figli minori che necessitano di cure costanti e che abbiano esaurito ferie e permessi per ex festività. L'unità minima è la mezza giornata per le ferie e la giornata per le festività soppresse.

Il congedo parentale , rivisto dal dlgs 80/2015 , può essere fruito a ore, con un preavviso di 2 giorni, in misura pari a 1/2 giornata.

Per quanto concerne invece le lavoratrici vittime di violenza le stesse hanno  diritto ad un congedo massimo di 30 mesi nell'arco di 3 anni, da fruire su base giornaliera o oraria in misura pari a 1/2 giornata .Il congedo andrà preavvisato con 7 giorni e viene considerato nell’anzianità di servizio a tutti gli effetti, incluso il passaggio alla posizione retributiva superiore nell'ambito del livello, ai fini della maturazione delle ferie, della tredicesima e del t.f.r. La lavoratrice vittima di violenza ha un diritto alla trasformazione del contratto full time in contratto a tempo parziale.

Per quanto concerne il lavoro a tempo determinato si prende atto della riforma apportata dal dlgs 81/2015 con l’abolizione delle causali di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo .

Il CCNL pone dei limiti di contingentamento percentuali  per i contratti a termine come di seguito :

a)     aziende fino a 50 dipendenti, 35% dei lavoratori a tempo indeterminato in forza all'atto dell'assunzione, con un minimo di 5 contratti;
b)      aziende da 51 a 500 dipendenti, 25% dei lavoratori a tempo indeterminato in forza all'atto dell'assunzione e comunque in numero non inferiore a quello consentito nelle aziende fino a 50 dipendenti;
c)    ‐ aziende con più di 500 dipendenti, 20% dei lavoratori a tempo indeterminato in forza all'atto dell'assunzione e comunque in numero non inferiore a quello consentito nelle aziende fino a 500 dipendenti.
 
Viene stabilita una durata minima del contratto a termine in 30 giorni ad eccezione di quelli attivati per sostituzione. In caso di nuove assunzioni a tempo indeterminato le aziende del comparto rispettano la  precedenza nei confronti di quei  lavoratori , avviati a  termine  nella stessa unità produttiva o in una delle unità produttive nel territorio della medesima regione,  che abbiano svolto una prestazione con un contratto,   anche prorogato o rinnovato ,   e per la stessa posizione  professionale per un periodo superiore a 12 mesi e  con  contratto scaduto da non più di 9 mesi  ma che ne abbiano fatto richiesta scritta entro 2 mesi dalla cessazione del rapporto.

Per la somministrazione , mutato il quadro per effetto del citato dlgs 81/2015 , non sono previste più  le causali per l’attivazione di questi  contratti  . Per il contingentamento  vigono le percentuali previste per il rapporto a termine

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