La circolare 122 del 2012 INPS sugli incentivi per giovani e donne

E’ stato pubblicato la circolare  n. 122 del 17/10/2012 mediante la quale Inps fornisce le proprie istrizioni  operative  ai fini della richiesta del contributo straordinario  per le nuove assunzioni o trasformazioni di contratti a termine (anche comprese le stabilizzazioni di co.co.co, anche nella modalità  a progetto, ed associazione in partecipazione con apporto di lavoro).

Tale intervento a favore dell’occupazione è stato previsto dal DM 5 ottobre 2012  del Ministero delLavoro, pubblicato in GURI il 17.10.2012.

Tale decreto è stato emanato in attuazione delle previsioni contenute nell’art. 24, co. 27, decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito con modificazioni, con legge 22 dicembre 2011, n. 214; è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 243 del 17 ottobre 2012 ed è entrato immediatamente invigore. Da tale data fino a marzo al 31 marzo 2013 decorrono le potenziali agevolazioni in base alle richieste perrvenute in ordine cronologico.

Il decreto prevede un incentivo di  € 12.000,00 - per chi stabilizza, entro il 31marzo 2013,rapporti di lavoro a termine, di collaborazione coordinata – anche in modalità progetto – e di associazione in partecipazione con apporto di lavoro, in essere oppure cessati nei sei mesi precedentil’assunzione;il decreto prevede altresì incentivi di importo minore per chi effettua, entro il 31 marzo 2013, assunzioni a tempo determinato di durata minima di 12 mesi.
L’incentivo spetta nei limiti delle risorse stanziate con il decreto ministeriale citato e riguarda uomini fino a 29 anni di e donne di qualsiasi età.

L’Istituto pertanto ricorda che il beneficio è subordinato al rispetto delle seguenti condizioni:

1.  il rapporto per cui si chiede l’incentivo deve iniziare nel periodo compreso tra la pubblicazione del decreto del ministero del lavoro e il 31 marzo 2013;
2.  il lavoratore per il quale si chiede l’incentivo deve essere un uomo con meno di 30 anni oppure una donna, a prescindere dall’età;
3.  in caso di trasformazione o assunzione a tempo indeterminato, l’orario di lavoro deve essere pari o superiore alla metà dell’orario normale, di cui all’art. 3 del  d.l.vo 66/2003 e successive modifiche e integrazioni;
4.  in caso di assunzione a tempo determinato l’orario di lavoro deve essere pari all’orarionormale,di cui al  d.l.vo 66/2003 e successive modifiche e integrazioni;
5.  in caso di assunzione a tempo determinato deve realizzarsi un incremento della base occupazionale rispetto alla media dei
dipendenti dei dodici mesi precedenti;
6.  per poter fruire del beneficio è necessario mantenere in servizio il lavoratore almeno sei mesi;
7.  il datore di lavoro può essere ammesso fino ad un massimo di 10 incentivi per le stabilizzazioni e di 10 incentivi per le assunzioni a tempo determinato.

La domanda dovrà essere inviata telematicamente mediante il modello DON-GIOV accedendo all’applicativo Diresco.
L’applicativo rilascerà una ricevuta di presentazione, valida ai fini dell’ordine cronologico di arrivo, mentre solo successivamente l’Inps renderà note le funzionalità per conoscere l’esito della domanda.

Le domande – secondo quanto stabilito dal DM - saranno accolte in base all’ordine cronologico diarrivo, fino ad esaurimento delle risorse stanziate.
Il datore di lavoro potrà essere destinatario al massimo di n. 10 incentivi per le assunzioni e di n. 10 incentivi per le stabilizzazioni.
 
 
Michele Regina

21-10.2012

La Circolare 40/E/2012 dell’Agenzia dell Entrate e l’Interpello 32/2012 del Ministero del Lavoro sulla durata dei 36 mesi dei rapporti a termine, compresa la somministazione

Agentrate : solidarietà fiscale.

La Circolare 40/E dell’Agenzia dell’Entrate interviene sulle modifiche poste in essere dal DL 183/2012 (decreto crescita dell’estate ultima scorsa) in tema di responsabilità solidale fiscale tra appaltatori e subappaltori.

L’AgEntrate precisa che tale novella interviene per contratti stipulati dal 12 agosto 2012 e per pagamenti posti in essere dall’11.10.2012.
In particolare bisogna ricordare che – posto che più di qualche commentatore non è concorde che tale disposizione si ponga per tutti gli appalti ma solo per l’edilizia - che tale nuova disposizione inerisce gli appalti soltanto .
Ciò detto non inerisce la novella legislativa l’istituto della somministrazione, in quanto per espressa previsione normativa non intendesi quest’ultimo quale appalto ( art. 29, comma 1, D.Lgs 276/2003).

In particolare, però, la somministrazione potrebbe essere coinvolta solo nel caso in cui l’utilizzatore sia un appaltatore ovvero un subapplataore. In tali casi entrambi questi ultimi soggetti possono/debbono essere chiamati a dimostrare che per gli appalti o subapplati in essere siano in regola con il versamento per le ritenute da lavoro dipendente ovvero dell’IVA, inerente l’appalto medesimo.

E’ di tutta evidenza, nelle more di ulteriori necessari chiarimenti del Ministero delle Finanze, che ove vi siano lavoratori interinali nell’appalto tale richiesta possa, dall’appaltore o subapplatore utilizzatori, essere ribaltata sull’agenzia somministratice di lavoratori temporanei.
In tal caso sarà necessario porre in essere una dichiarazione ai fini del DPR 445/2000 – come suggerito da Agentrate - concernente l’assolvimento degli obblighi fiscali a cura degli uffici amministrativi.
Ancorchè non conferente con l’argomento , in caso di richiesta di regolarità contributiva,
potrà essere rilasciato a privati DURC aggiornato per quanto concerne i relativi obblighi contributivi, assicurativi anche nei confronti delle CCEE.

Interpello 32 del Ministero del Lavoro sui 36 mesi.

Il Ministero del Lavoro con Interpello di Assolavoro n° 32 del 2012, presente sul sito ministeriale, ritorna sulla questione dei 36 mesi nei rapporti a tempo determinato, come innovato dalla Legge 92/2012.
In buona sostanza il Ministero ribadisce con l’Interpello in discorso quanto già detto con la Circolare 18 del 2012 a valle dell’entrata in vigore della Legge Fornero.

“In particolare, l’istante chiede se sia possibile per un’azienda utilizzatrice, una volta esaurito il periodo massimo di trentasei mesi consentito dalla legge, far ricorso al contratto di somministrazione a tempo determinato nei confronti del medesimo lavoratore.

In via preliminare, occorre ricordare che prima dell’entrata in vigore della Legge n. 92/2012, l’articolo 5, comma 4 bis, D.Lgs. n. 368/2001 prevedeva che “qualora per effetto di successione di contratti a termine per lo svolgimento di mansioni equivalenti il rapporto di lavoro fra lo stesso datore di lavoro e lo stesso lavoratore abbia complessivamente superato i trentasei mesi comprensivi di proroghe e rinnovi (…) il rapporto di lavoro si considera a tempo indeterminato”.

Rispetto alla previgente disciplina, la nuova formulazione stabilisce che, ai fini del calcolo del periodo massimo di trentasei mesi, “si tiene altresì conto dei periodi di missione aventi ad oggetto mansioni equivalenti, svolti fra i medesimi soggetti, ai sensi del comma l bis dell’articolo 1 del presente decreto e del comma 4 dell’articolo 20 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n.276, e successive modificazioni, inerente alla somministrazione di lavoro a tempo determinato”.

La novella normativa è, principalmente, finalizzata a scongiurare l’elusione della disciplina limitativa. Conseguentemente, come già chiarito da questo Ministero con circ. n. 18/2012, a far data dal 18 luglio u.s. “nel limite dei 36 mesi andranno computati anche i periodi di occupazione – sempre con mansioni equivalenti – formalizzati attraverso una somministrazione a tempo determinato”. È stato, altresì, chiarito con la citata circolare che il periodo massimo costituisce solo “un limite alla stipulazione di contratti a tempo determinato e non – invece - al ricorso alla somministrazione di lavoro”. Ne deriva che, una volta raggiunti i trentasei mesi, il datore di lavoropotrà ricorrere alla somministrazione a tempo determinato con lo stesso lavoratore.”

Il Ministero argomenta, anche in assenza invedro di una chiarezza normativa in tal senso della Legge 92/2012, che la legge Fornero medesima non ha posto dei limiti alla durata del somministrazione a termine, prevista dal D.Lgs 276/2003, la quale invece trova dei limiti solo per via contrattuale, vedasi CCNL del 24 /7/2008 delle ApL: la stessa legge intende limitare e limita l’elusione o evasione del dettato previsto dal D.Lgs 368/2001, che si applica agli interinali per quanto compatibile e con esclusione della disciplina delle proroghe e dei rinnovi nonché della loro durata.

Del resto, per il Ministero, il convincimento normativo nasce dalla lettura della direttiva europea sul lavoro a termine – fonte preordinata alla quale la normativa nazionale si adegua - che esclude il lavoro interinale.
Pertanto per il Ministero “alla luce delle considerazioni sopra svolte, in risposta al quesito avanzato, ritiene dunque che un datore di lavoro, una volta esaurito il periodo massimo di trentasei mesi, possa impiegare il medesimo lavoratore ricorrendo alla somministrazione di lavoro a tempo determinato”

Michele Regina
21.10 2012

La circolare 118 dell’Inps e i dubbi ancora presenti per le istanze di emersione di cittadini extracomunitari, dipendenti irrregolari

Secondo l’INPS, con un cambiamento di impostazione rispetto a quanto detto in precedenza, la verifica della regolarità degli adempimenti previdenziali e assistenziali riguarda solo i lavoratori destinatari del procedimento di emersione e non tutti gli altri dipendenti impiegati nell’azienda.

Rispetto a quanto prima segnalato con la Circ. n° 113/2012 la regolarità contributiva, certificata mediante DURC, non inerisce tutti i dipendenti dell’azienda ma solo quelli coinvolti nella regolarizzazione. La rettifca è indicata nella Circolare n. 118 del 28 settembre u.s., con la quale l’INPS indica ulteriori istruzioni operative per i datori di lavoro che si avvalgono della procedura di emersione, anche per quanto riguarda il procedimento di verifica del DURC e le modalità di rilascio della relativa certificazione richiesta dallo Sportello Unico per l’Immigrazione.

Inoltre i Consulenti del lavoro indicano due anomalie:
1) carenze di certezze sui documenti utili a provare la presenza in Italia del lavoratore occupato irregolarmente;
2) l’introduzione del vincolo del DURC (per tutti i lavoratori occupati) non indicato dalla norma D.Lgs. n. 109/12.

Una delle cause di rinvio della presentazione dell'istanza consiste nel fatto che la individuazione dei documenti per portare a temine la regolarizzazione è un’attività difficile e si rimane ancora in attesa dei chiarimenti del Ministero dell'interno.

Tra i requisiti essenziali per accedere alla regolarizzazione degli stranieri occupati irregolarmente almeno dal 9 maggio 2012, una delle difficoltà consiste nella la presenza provata in modo ininterrotto in Italia dell'extracomunitario almeno dal 31 dicembre 2011.
Tale presenza deve essere attestata da documentazione proveniente da organismi pubblici con valenza probataria.

Il DLgs n.109/12 ed i succcessivi atti regolamanteri e di prassi non chiariscono quali siano le certificazioni valide, né tantomeno quali siano gli organismi pubblici che potrebbero aver titolo per attestare detta presenza: ciò lascia ampi margini di discrezionalità allo Sportello Unico che valuterà l'istanza e la documentazione relativa presentata dal datore di lavoro.

Una volta dichiarata la presenza in Italia dal 31.12.11, la mancata interruzione si deve presumere salvo evidenze contrarie .
Tale aleatorietà sulla documentazione atta a provare i requisiti di permanenza, in relazione alle conseguenze sanzionatorie collegate al buon fine dell'istanza, fa rallentare sicuramente l'invio delle domande in scadenza il 15 ottobre 2012.

Michele Regina

L’INAIL interviene sulle modifiche alla solidarietà contributiva

La normantiva di che trattasi ha avuto, come noto , delle modifiche. La prima dovuta al DL 5/2012,l’ultima in ordine di tempo al DL 83/2012.
L’Inail pertanto ricorda la solidarietà e le diverse decorrenze negli appalti a valle delle ultime novità legislative.

In primis la solidarietà prevista dall’art. 29 del D.Lgs.276/2003 , come modificato dal DL 5/2012:
“…il committente imprenditore o datore di lavoro è obbligato in solido con l'appaltatore, nonché con ciascuno degli eventuali subappaltatori entro il limite di due anni dalla cessazione dell'appalto, a corrispondere ai lavoratori i trattamenti retributivi, comprese le quote di trattamento di fine rapporto, nonché i contributi previdenziali e i premi assicurativi dovuti in relazione al periodo di esecuzione del contratto di appalto, restando escluso qualsiasi obbligo per le sanzioni civili di cui risponde solo il responsabile dell'inadempimento.

Il committente imprenditore o datore di lavoro è convenuto in giudizio per il pagamento unitamente all'appaltatore e con gli eventuali ulteriori subappaltatori. Il committente imprenditore o datore di lavoro è convenuto in giudizio per il pagamento unitamente all'appaltatore e con gli eventuali ulteriori subappaltatori.

Il committente imprenditore o datore di lavoro può eccepire, nella prima difesa, il beneficio della preventiva escussione del patrimonio dell'appaltatore medesimo e degli eventuali subappaltatori. In tal caso il giudice accerta la responsabilità solidale di tutti gli obbligati, ma l'azione esecutiva può essere intentata nei confronti del committente imprenditore o datore di lavoro solo dopo l'infruttuosa escussione del patrimonio dell'appaltatore e degli eventuali subappaltatori. Il committente che ha eseguito il pagamento può esercitare l'azione di regresso nei confronti del coobbligato secondo le regole generali …“.

Pertanto secondo l’INAIL con decorrenza dal 10 febbraio u.s. il Committente è obbligato in solido
con l’appaltatore e i subappaltatori, per l’importo del premio dovuto all’Istituto, ma senza sanzioni con le specifiche ricordate sopra .

Per il D.lgs. 276/2003 la solidarietà cessa entro due anni dalla cessazione dell’appalto. Il dies a quo dovuto alla nuova normativa per la quale il committente non rispoonde anche delle sanzioni decorre dal 10 febbraio 2012 .

Mentre in base alla normativa fissata dall’ art. 35 del DL 223/2006, la solidarietà contributiva ed assicurativa vige per la durata di 5 anni ma fino al 28 aprile 2012, da questa data in poi entra in vigore il DL 16/2012, che modifica l’art. 35 del DL 223/2006.
Successivamente tale ultimo artciolo è stato nuovamente rivisto dal DL 83/2012 , apportando modifiche sulla responsabilità solidale fiscale del Committente.

Michele Regina
14 ottobre 2012

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