Assunzione disoccupati di lunga durata il messaggio INPS del 3.12.2012

L’azienda che ha proceduto al licenziamento di alcuni dipendenti  entro i sei mesi successivi assume un numero superiore di lavoratori, usufruendo delle agevolazioni previste dalla Legge n. 407/90 all’art. 8, comma 9. Tali benefici  si ricorda ineriscono i contributi previdenziali ed assistenziali, nonchè quelli assicurativi INAIL.
Le agevolazioni contributive  sono pari al 50 % cento  di riduzione per un periodo di trentasei mesi, nelle zone del Centro Nord ed al 100 % per le zone del Sud  o per le aziende artigiane. La sede Inps competente, accertata tale situazione, non riconosce all’azienda il benefcio  delle agevolazioni contributive per tutti i lavoratori assunti nei sei mesi successivi a detto licenziamento.
L'interpello n. 37/2010  del Ministero del Lavoro aveva  chiarito che il datore di lavoro non possa fruire dei benefici contributivi, qualora nei sei mesi precedenti alle nuove assunzioni, abbia effettuato licenziamenti per giusta causa o receda dal contratto per mancato superamento del periodo di prova.
Ma  l’art. 8, comma 9, della legge 407/90 fa riferimento, quale condizione di inapplicabilità, al solo concetto di sostituzione. Quindi le assunzioni effettuate potrebbero essere considerate in sostituzione solo in misura di quelle corrispondenti al numero dei licenziamenti posti in essere. Con il riconoscimento, per gli altri lavoratori, delle agevolazioni di cui alla legge 407/90.
L’Inps con il messaggio  di che trattasi individua una soluzione:  poiché l’azienda  ha dapprima licenziato alcuni lavoratori (con causale del recesso per mancato superamento del periodo di prova e  per giustificato motivo soggettivo) e poi ne ha assunti ulteriori - richiedendo il riconoscimento dei benefici contributivi -  in numero superiore a quelli licenziati, il beneficio dovrà essere riconosciuto per un numero di lavoratori corrispondenti alla differenza.
I problemi interpretativi- tra le altre cose -  legati a questa norma sono parzialmente superati - per le assunzioni a decorrere dal 18 luglio 2012 - in seguito alla riforma del mercato del lavoro: la legge Fornero  ha previsto, con modifica  della normativa  e restringendo il campo delle limitazioni, come condizione ostativa al riconoscimento dei benefici contributivi, il fatto che le assunzioni siano effettuate in sostituzione di lavoratori dipendenti dalle stesse imprese licenziati per giustificato motivo oggettivo o per riduzione di personale o sospesi. Le indicazioni sono fornite al riguardo anche in relazione al coordinamento del nuovo art. 8, co. 9, con i principi generali della Legge n. 92/2012, art. 4, commi 12 e 13.
 
Michele Regina
9.12.2012
 
 
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  9. A decorrere dal 1º gennaio 1991 nei confronti dei datori di lavoro di cui ai commi 1, 2 e 3 in caso di assunzioni con contratto a tempo indeterminato di lavoratori disoccupati da almeno 24 mesi o sospesi dal lavoro e beneficiari di trattamento straordinario di integrazione salariale da un periodo uguale a quello suddetto, quando esse non siano effettuate in sostituzione di lavoratori dipendenti dalle stesse imprese licenziati per giustificato motivo oggettivo o per riduzione del personale o sospesi, i contributi previdenziali ed assistenziali sono applicati nella misura del 50% per un periodo di 36 mesi. A tal fine sarà costituita in ogni regione apposita lista dalla quale le assunzioni possono essere effettuate con richiesta nominativa, secondo le modalità indicate entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale. Nelle ipotesi di assunzione di cui al presente comma effettuate da imprese operanti nei territori del Mezzogiorno di cui al testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 6 marzo 1978, n. 218, ovvero da imprese artigiane, non sono dovuti i contributi previdenziali e assistenziali per un periodo di trentasei mesi (modifica l. 92/2012).

L’Inps ed il Messaggio 20123 del 6.12.2012 sul de minimis ed apprendistato

L’Istituto , come si ricorderà, è intervenuto con la Circolare 128 del 2012 sull’apprendistato.
Ora, riprendendo in parte argomenti già trattati nella circolare, con il nuovo messaggio in epigrafe  dopo  una veloce trattazione  dei codici di contribuzione degli apprendisti,  s’intrattiene sull’argomento de minimis per ricordare l’obbligo di dichiarazione ai datori  con numero di dipendenti fino a 9  e che assumono apprendisti dal 2012 al 2016  per i quali fruiscono dell’agevolazione contributiva che prevede l’azzeramento dei contributi per il solo periodo dal 2012 al 2016 (legge stabilità per il 2012).
Per accedere allo sgravio contributivo previsto appunto dalla legge n. 183/2011 in relazione alle assunzioni di apprendisti, i datori di lavoro dovranno provvedere come detto  all’invio della dichiarazione“de minimis”.
Le sedi INPS solo  successivamente  attribuiranno il codice autorizzazione “4R”.
Secondo l’Istituto ai fini della dichiarazione de minimis si deve considerare che “Ai fini dell’articolo 107 del Trattato, una misura agevolativa può rientrare nella nozione di aiuto di stato qualora sia diretta a favorire in modo selettivo “ imprese”. Il Trattato CE non contieneuna definizione di impresa, pur facendo riferimento a tale concetto in diverse disposizioni.
L’art.1 della Raccomandazione CE n. 361/2003 considera impresa “ogni entità,a prescindere dalla forma giuridica rivestita, che eserciti un'attività economica. In particolare sono considerate tali le entità che esercitano un'attività artigianale o altre attività a titolo individuale o familiare, le società di persone o le associazioni che esercitino un'attività economica”. Tale definizione è stata recepita anche dalla costante giurisprudenza della Corte di giustizia, chedefinisce “impresa” qualsiasi entità che esercita un'attività economica, consistente nell’offrire beni e servizi in un mercato. Sono ininfluenti lo status giuridico dell’impresa, le sue modalità di finanziamento, e la circostanza che il soggetto sia stato costituito o meno per conseguire degli utili.“
Pertanto “Così come previsto dalla circolare n. 128/2012, punto 8.4, la dichiarazione “de minimis”, deve essere inviata da parte delle aziende nel più breve tempo possibile dall’assunzione del lavoratore. Si evidenzia, infatti, che l’inserimento del codice di autorizzazione sulla posizione aziendale avverrà solo in seguito all’acquisizione della suddetta dichiarazione e decorrerà dalla data (mese) in cui è intervenuta l’assunzione dell’apprendista, evento che realizza la condizione per fruire dello sgravio di cui alla legge n. 183/11.“
Pertanto in assenza di tale dichiarazione da inviare on line non saranno fruibili le agevolazioni previste dalla legge di stabilità del 2012.
Con l’occasione l’Inps ricorda le ulteriori situazioni per cui è prevista la suddetta dichiarazione in tema previdenziale:  
1.1. art. 33 comma 28 legge 12 novembre 2011 n. 183 (definizione agevolata dei contributi sospesi a seguito del sisma in Abruzzo del 2009);
1.2. Decreto Ministero della Gioventù del 19 novembre 2010 (istituzione della banca datigiovani genitori);
1.3.Decreto Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali del 5 ottobre 2012, in attuazione art.24, co. 27, decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito con modificazioni, con legge 22 dicembre 2011, n. 214 (istituzione del “Fondo per il finanziamento di interventi a favore dell’incremento in termini quantitativi e qualitativi dell’occupazione giovanile e delle donne”), incentivo per stabilizzazione, entro il 31 marzo 2013, di rapporti di lavoro a termine, di collaborazione coordinata – anche in modalità progetto – e di associazione in partecipazione con apporto di lavoro e incentivi per assunzioni a tempo determinato di durata minima di 12 mesi.
 
Michele Regina 9.12.2012

Interpello n°36 al Ministero del lavoro sulla comunicazione alle OOSS annuale da parte degli utilizzatori sanzioni.

Interpello n°36 al Ministero del lavoro sulla comunicazione alle OOSS annuale da parte degli  utilizzatori  sanzioni.
Nell‘ipotesi di contratti di somministrazione, l’utilizzatore deve comunicare  entro il 31 gennaio di ogni anno, ovvero nel  maggior termine ove  previsto dal contratto collettivo applicato, il numero e i motivi dei contratti di somministrazione di lavoro conclusi, la durata degli stessi, il numero e la qualifica dei lavoratori interessati.
A valle della riforma  disciplinata dal d.Lgs. 24/2012 la Federalberghi ha avanzato istanza di interpello al Ministero del Lavoro per chiedere chiarimenti in merito all’applicabilità del regime sanzionatorio di cui all’art. 18, c. 3, D.Lgs. n. 276/2003.
La normativa prevede l’obbligo, da parte dell’utilizzatore di comunicare “alla rappresentanza sindacale unitaria, ovvero alle rappresentanze aziendali e, in mancanza, alle associazioni territoriali di categoria aderenti alle confederazioni dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale (…) ogni dodici mesi, anche per il tramite della associazione dei datori di lavoro alla quale aderisce o conferisce mandato, il numero e i motivi dei contratti di somministrazione di lavoro conclusi, la durata degli stessi, il numero e la qualifica dei lavoratori interessati”.
Tale adempimento va effettuato entro il 31 gennaio di ogni anno in relazione ai contratti sottoscritti l’anno precedente, pena l’applicazione della sanzione amministrativa che va da € 250,00 a € 1.250,00.
Con l’interpello in discorso il Ministero ha precisato  che la contrattazione collettiva può individuare anche un termine che vada oltre quello del 31 gennaio.
Pertanto l’apparato sanzionatorio sarà applicabile qualora la comunicazione in questione non venga effettuata entro il termine del 31 gennaio ovvero entro il più ampio termine individuato dal contratto collettivo applicato.
L’occasione  consente di ricordare a tal proposito  che la Direzione Generale per l'Attività Ispettiva del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con  nota del 3/7/2102, aveva  fornito alcune note interpretative in ordine alla comunicazione periodica sul lavoro tramite agenzia interinale, prevista dall'art. 24, comma 4, lett. b),D.Lgs 276/2003 D.L.vo n. 276/2003 e dall'art. 3, D.L.vo n. 24/2012.
 
Tale  disposizione stabilisce  appunto l'obbligo dell'utilizzatore di comunicare "il numero ed i motivi dei contratti di somministrazione di lavoro conclusi, la durata degli stessi, il numero e la qualifica dei lavoratori interessati" alla RSU  ovvero alle RSA , ed in mancanza alle associazioni territoriali di categoria aderenti alle confederazioni dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.
 
L'obbligo deve essere adempiuto ogni 12 mesi, anche mediante l'associazione dei datori di lavoro alla quale l'utilizzatore aderisce.
 
Si ricorda altresì  che tale adempimento  è ulteriore  rispetto all'altro di  più immediata esecutività, previsto dalla lettera a) del citato art. 24.   
 
Gli obblighi di che trattasi , come previsto  previsto dal D.Lgs 276/2003 , ma il cui inadempimento   dal 6 aprile u.s.  è sanzionato   in caso di inadempimento a carico degli Utilizzatori per effetto del D.Lgs 24/2012 di recepimento della Direttiva europea sul lavoro in somministrazione.
 
Si riporta lo stralcio dell'art 24 del D.Lgs 276/2003  , come innovato dalla direttiva europea che nel caso è di ns. interesse :
"4. L'utilizzatore comunica alla rappresentanza sindacale unitaria, ovvero alle rappresentanze aziendali e, in mancanza, alle associazioni territoriali di categoria aderenti alle confederazioni dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale:
a) il numero e i motivi del ricorso alla somministrazione di lavoro prima della stipula del contratto di somministrazione; ove ricorrano motivate ragioni di urgenza e necessità di stipulare il contratto, l'utilizzatore fornisce le predette comunicazioni entro i cinque giorni successivi;
b) ogni dodici mesi, anche per il tramite della associazione dei datori di lavoro alla quale aderisce o conferisce mandato, il numero e i motivi dei contratti di somministrazione di lavoro conclusi, la durata degli stessi, il numero e la qualifica dei lavoratori interessati."
La lettera del Ministero- come l’interpello 36 /2012-  di che trattasi  attiene appunto al caso b)  del predetto articolo .
Ogni anno pertanto  , oltre all'obbligo più tempestivo di cui alla predetta lettera a) - anch'esso sanzionato in caso di inadempimento -  , l'utilizzatore deve effettuare la comunicazione  cumulativa ed anonima di legge sul numero ed i motivi dei contratti di somministrazione effettuati , la durata e il numero e la qualifica dei lavoratori somministrati.
L'obbligo di cui alla lettera b) è annuale e l'adempimento deve essere assolto al 31.1. dell'anno successivo, ovvero come ricordato con Interpello 36 nel più ampio termine ove previsto dal CCNL. Per il 2012 tale informativa , è riferito dalla data di entrata in vigore della Direttiva  : dal 6.4.2012  fino al 31.12.2012.
Per gli anni successivi l'adempimento riguarderà il periodo gennaio/dicembre.
Michele Regina
25.11.2012

Il Ministero interviene ritorna su contratto a termine e somministrazione.

Il Ministero del Lavoro, dopo recenti  posizioni assunte in tema  di  assenza di vincoli  sul rispetto dell’intervallo (60 o 90 gg) tra un rapporto a termine  ed un altro successivo  ma  sempre per ragioni sostitutive legate appunto alla sostituzione di donna in maternità  e dopo quello inerente i lavoratori assunti dalle liste di mobilità, interviene tramite back office il 17.10.2012  su un quesito inerente la somministrazione.  E’ appena il caso di sottolineare che lo stesso Ministero  e’ già intervenuto sulla somministrazione con la Circolare 18/2012 e con l’Interpello 32/2012.   
In generale, come  noto, il D.Lgs  368/01 limita la riassunzione a termine di uno stesso lavoratore ma  la stessa è legittima se vi sia il rispetto della c.d.  vacatio tra un rapporto ed un altro successivo.  La legge Fornero , come noto ,  dal 18 luglio 2012 ha allungato i termini di intervallo a 60 giorni per i contatti di al di sotto dei 6 mesi e a 90 giorni per i contratti di durata superiore. Poi la legge di conversione del DL Crescita di questa estate  ha regolamentato - in modo meno restrittivo - che la riassunzione a termine in attività stagionali e in ogni altra ipotesi prevista dai contratti collettivi stipulati a ogni livello  da organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, è legittima  se il secondo rapporto è instaurato dopo 20 giorni in caso di contratto fino a 6 mesi e 30 giorni in caso di contratto di durata superiore.
Il problema del 17.10.2012  è relativo all’ utilizzo dello stesso lavoratore  nell’ambito di una somministrazione da parte di un’impresa, che lo abbia avuto  con rapporto  a termine diretto, senza il rispetto del periodo di vacatio citato.
La posizione del Ministero è chiara, ed espressa anche con il richiamato Interpello 32/2012.
Alla disciplina del rapporto del  lavoratore temporaneo in base all’art. 22, comma 2, del D.Lgs 276/2003 si applica il D.Lgs 368/2001  per quanto compatibile ma  con espressa esclusione di quanto previsto da questo ultimo decreto all’art. 5  comma 3  e seguenti. In particolare sono i commi riferiti alla succesione dei contratti con il rispetto delle vacatio e della durata dei 36 mesi  ai fini della costituzione del rapporto a tempo indeterminato.
Pertanto basandosi su tale convicimento  il Ministero ritiene che si possa attivare un rapporto in somministrazione  con un utilizzatore  dopo che questi abbia avuto  una rapporto a termine di diretto  con l’interinale successivamente somministrato e senza soluzione di continuità, come si possono avviare rapporti di lavoro interinale  senza soluzioni di continuità per  missioni in somministrazione successive per diversi utilizzatori. Ovviamente, ad avviso di chi scrive ,  rimangono ferme le attenzioni da prestare per le eventuali condizioni di legge stabilite dai diritti di precedenza come ad esempio nel caso dei lavoratori stagionali.
 
Michele Regina
18.11.2012

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