Tirocini all’estero.

 
Con Interpello n° 20 del 2013 il Ministero fornisce risposta al Centro Studi Marco Biagi di Modena sui tirocini all’estero .

Infatti l’università degli Studi di Modena e Reggio Emilia ha proposto  interpello al fine di conoscere il parere del Ministero su quale sia la disciplina si a applicabile ai tirocini formativi e di orientamento non curriculari da espletarsi fuori dai confini nazionali.

Più nel dettaglio è stato chiesto di fornire specifiche sulle  fattispecie di tirocini: quelli da svolgersi in territorio straniero, nonché quelli da espletarsi all’esterno dei confini nazionali ma in territorio italiano, quali ad esempio i tirocini attivati presso le ambasciate.
Il Ministero risponde “Il tirocinio costituisce uno strumento rivolto a soggetti che abbiano già assolto l’obbligo scolastico, finalizzato a realizzare momenti di alternanza tra studio e lavoro e ad agevolare le scelte professionali mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro e che possono aver luogo nell’ambito di processi formativi (c.d. tirocini curriculari) o nell’ambito di percorsi di inserimento/reinserimento lavorativo (c.d. tirocini non curriculari).

Attualmente la disciplina dell’istituto trova le sue fonti in diverse disposizioni di legge, sia nazionali che regionale.Sul piano nazionale si ricordano, in particolare, l’art. 18 della L. n. 196/1997 e relativo D.M. 142/1998, nonché l’art. 11 del D.L. n. 138/2011 (conv. da L. n. 148/2011), che introduceva dei livelli di tutela essenziali per l’attivazione dei tirocini.

Tale ultima disposizione è stata tuttavia dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale con sent. n. 287/2012, secondo la quale l’art. 11 citato “si pone in contrasto con l’art. 117, quarto comma, Cost., poiché va ad invadere un territorio di competenza normativa residuale delle Regioni”.

Sulla base dell’art. 1, comma 34, della L. n. 92/2012 sono state invece sottoscritte, in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, in data 24 gennaio 2013, delle “Linee guida in materia di tirocini” destinate ad orientare la disciplina regionale in materia.
Il quadro normativo che emerge non sembra tuttavia del tutto compatibile con le fattispecie rappresentate dall’istante, tenuto peraltro conto che le stesse Linee guida, come riportato a loro interno, non si applicano ai tirocini transnazionali.

Per tali fattispecie occorre dunque far riferimento ad un diverso impianto regolatorio, tenendo anzitutto presente che, per quanto concerne i tirocini non curriculari svolti all’esterno dei confini nazionali ed in territorio straniero, trova evidentemente applicazione, in virtù del principio di territorialità, la normativa del Paese estero dove viene realizzato il tirocinio stesso o specifiche convenzioni tra Italia e Paese estero.
Diversamente, nelle ipotesi di tirocini non curriculari, svolti presso le ambasciate ovvero all’esterno dei confini nazionali, ma in territorio italiano, non può trovare applicazione sulla base del medesimo principio di territorialità la normativa del Paese straniero ospitante ma la disciplina interna.

In questa ultima ipotesi, tuttavia, non essendo rintracciabile una disciplina regionale di riferimento del soggetto ospitante (ambasciata), appare possibile configurare una fattispecie di tirocinio sui generis regolata anzitutto dalla convenzione tra il soggetto promotore e il soggetto ospitante, nonché sulla base del progetto formativo individuale a quest’ultima allegato, nel rispetto delle tutele inderogabili del tirocinante già contemplate dalla normativa nazionale (art. 18, L. n. 196/1997 e D.M. 142/1998), così come del resto in parte già chiarito con risposta ad interpello n. così come del resto in parte già chiarito con risposta ad interpello n. 7/2010 in materia di tirocini “atipici”.

Tale soluzione assicura peraltro, in linea con il principio di parità di trattamento, l’applicazione di uno stesso regime normativo nell’eventualità di tirocini contestualmente promossi da Università situate in Regioni diverse da realizzarsi presso la medesima ambasciata”.
 
Michele Regina

Aspi in unica soluzione: pubblicato il decreto ecco i casi.

Dopo la registrazione da parte della Corte dei Conti è stato pubblicato in GURI dell'8 Giugno 2013 il decreto che stabilisce le modalità di erogazione in unica soluzione dell'indennità ASpI e mini-ASpI, i soggetti beneficiari e specifica, fra l'altro, che la domanda deve essere trasmessa telematicamente all'INPS.

In effetti il decreto del Ministro del Lavoro, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sono stati individua coloro i quali sono i  destinatari dell'intervento di cui all'art. 2, comma 19, della legge n. 92 del 28 Giugno 2012 consistente nell'erogazione in una unica soluzione dei trattamenti ASPI e mini-ASPI .
Il decreto riguarda i  lavoratori  che  hanno  perso involontariamente la propria occupazione e che attualmente  sono beneficiari dell'indennità mensile ASpI o mini-ASpI.  

Coloro che intendono intraprendere un'attività di lavoro autonomo  o  avviare un'attività di auto  impresa  o  di  microimpresa o associarsi in cooperativa, possono avere la possibilità della  liquidazione  in  unica  soluzione dell'indennità mensile  per un numero di mensilità pari a quelle spettanti e non ancora percepite.

La prestazione è pari alla liquidazione in unica soluzione dell'indennità mensile ASpI o mini-ASpI, per un numero di mensilità pari a quelle spettanti che non sono state ancora percepite. La liquidazione della prestazione è effettuata dall'Inps secondo le modalità descritte nel decreto in commento. Si attenderà a riguardo la relativa  Circolare operativa dell’Istituto.
 
Tali prestazioni relative alla liquidazione in un'unica soluzione delle mensilità spettanti e non ancora percepite dell'indennità ASpI o mini-ASpI sono in ogni caso riconosciute nel limite massimo complessivo di 20 milioni di euro.
I lavoratori  destinatari che intendano avvalersi della liquidazione  unica della prestazione ASpI e mini-ASpI dovranno inivare telematicamente all'INPS la domanda relativa.

L'istanza dovrà essere corredata dalla documentazione comprovante l’effettiva atttività autonoma che si intederà svolgere.

Nel caso in cui per un’attività autonoma  sia richiesta specifica autorizzazione ovvero iscrizione ad albi professionali o di categoria, dovrà essere documentato il rilascio dell'autorizzazione ovvero l'iscrizione agli albi medesimi. Per quanto concerne l'attività di lavoro associato in cooperativa, dovrà essere documentata l'avvenuta iscrizione della cooperativa nel registro delle società presso il Tribunale di competenza territoriale nonchè nell'Albo nazionale degli enti cooperativi.

Se il lavoratore, associandosi ad una cooperativa già esistente o partecipando alla costituzione di una nuova cooperativa, instauri un rapporto di lavoro subordinato, la liquidazione della prestazione per le mensilita' spettanti ma non ancora percepite compete alla cooperativa o deve essere conferita dal lavoratore al capitale sociale della cooperativa.

La domanda deve essere trasmessa entro i termini di fruizione della prestazione mensile ASpI e mini-ASpI e, comunque, entro 60 giorni dalla data di inizio dell'attività autonoma o dell'associazione in cooperativa.
 
L'indennità anticipata dovrà essere restituita quando il lavoratore instauri un rapporto di lavoro subordinato prima della scadenza del periodo spettante di indennità corrisposta in forma anticipata. Il lavoratore dovrà, pertanto, dare comunicazione scritta dell'avvenuta assunzione alla sede dell'INPS che ha liquidato l'anticipazione medesima, entro 10 giorni dall'inizio dell'attività dipendente.

Michele Regina
Martedì 11 Giugno

Notizia: gli svantaggiati nota del Ministero del Lavoro del 5.6.2013

Il Ministero del Lavoro ricorda che il 16 maggio 2013 è stato registrato dalla Corte dei Conti il Decreto del 20 marzo 2013 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Il Decreto dovrà entrare in G.U.R.I..

 

Dal sito ministeriale.

Come previsto dal D.lgs. 24/2012 , il decreto favorisce l’occupazione delle categorie svantaggiate di lavoratori, per i quali, nel caso di stipulazione di un contratto di lavoro in somministrazione a tempo determinato, sarà possibile derogare alle ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo e sostitutivo che sarebbero ordinariamente necessarie per avviare il rapporto di lavoro.

La norma stabilisce che sono da considerarsi lavoratori svantaggiati quanti

- “non hanno un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi”, ovvero i soggetti che negli ultimi sei mesi non hanno prestato attività lavorativa di natura subordinata della durata di almeno sei mesi oppure hanno svolto attività lavorativa autonoma o parasubordinata dalla quale derivi un reddito inferiore al reddito annuale minimo personale escluso da imposizione

- “non possiedono un diploma di scuola media superiore o professionale”, ovvero coloro che non abbiano conseguito un titolo di studio d’istruzione secondaria superiore, rientrante nel livello terzo della classificazione internazionale sui livelli d’istruzione

- “sono occupati in uno dei settori economici dove c’è un tasso di disparità uomo-donna che supera di almeno il 25% la disparità media uomo-donna in tutti i settori economici italiani” e appartengono al genere sottorappresentato, considerando a tal fine i settori annualmente individuati dalla Rilevazione Continua sulle Forze di lavoro effettuata dall’ISTAT.

 

Michele Regina
Martedì 11 Giugno 2013

L’Inps dà il via ai bonus per le assunzioni.

Con messaggio n° 88 del 2013  del 30.5. 2013 l’Istituto dà il via ai contributi di che trattasi.

Trattasi del contributo già comunicato con precedente Circolare.
Infatti con la circolare n. 122 del 17 ottobre 2012 sono state illustrate la disciplina  e le modalità di invio delle istanze riguardanti l’incentivo straordinario per la creazione di rapporti di lavoro stabili o di durata ampia, in favore di uomini under 30 e donne di qualunque età, ai sensi del Decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali del 5 ottobre 2012 (pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 243 del 17 ottobre 2012).

Sono ammessi a fruire dell’incentivo i datori di lavoro che hanno inoltrato l’istanza e le i dichiarazioni di responsabilità mediante il modulo “DON-GIOV” dell’applicazione “Di.Res.Co”presente sul sito dell’INPS.

L’ammissione al beneficio è determinata in base all’ordine cronologico di presentazione delle istanze, in relazione alla risorsa complessivamente stanziata dal decreto ministeriale citato, pari a € 232.108.953.
L’ammissione verrà comunicata all’interno della piattaforma “Di.Res.Co.” mediante avviso apposto al modulo di istanza inviato.
Le istanze per le quali no viene comunicato l’esito di ammissione al neficio  si devono intendere non accolte, perché inviate dopo l’esaurimento della risorsa stanziata.
 
Ciascun datore di lavoro non può complessivamente fruire di più di 10 incentivi per le stabilizzazioni a tempo indeterminato e di più di 10 incentivi per le assunzioni a tempo determinato.
 
In caso di part time si ricora che l’orario deve essere pari o superiore alla metà dell’orario normale e -  come ha chiarito il Ministero del lavoro e delle politiche sociali - l’importo del beneficio deve essere proporzionalmente ridotto.
 
Modalità operative:
I sistemi informativi centrali dell’INPS  attribuiranno alle posizioni contributive interessate il Codice Autorizzazione “2T”, che assume il significato di “Datore di lavoro ammesso all’incentivo straordinario, di cui al DM 5 ottobre 2012”.
Il codice di autorizzazione 2T verrà attribuito per i mesi di giugno, luglio e agosto 2013.
 
I datori di lavoro autorizzati dovranno verificare   che le posizioni contributive interessate siano state effettivamente aggiornate con l’attribuzione del Codice Autorizzazione 2T. Qualora il Codice non sia stato attribuito, il datore di lavoro  avrà cura di inviare una segnalazione alla Sede, mediante la funzionalità “contatti” del Cassetto. La Sede verificherà se la mancata attribuzione del Codice 2T dipenda da una preesistente anomalia dell’inquadramento aziendale; qualora il beneficio spetti, la Sede attribuirà manualmente il Codice autorizzazione 2T  per i periodi di giugno, luglio e agosto 2013 e ne darà comunicazione al datore di lavoro; qualora la Sede ritenga che il beneficio non spetti informerà anche la direzione centrale entrate, mediante l’indirizzo di posta elettronica Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 
I datori di lavoro autorizzati, che operano con il sistema Uniemens, potranno fruire del beneficio mediante  conguaglio con i contributi previdenziali dovuti per i mesi di giugno, luglio e agosto 2013, esponendo l’importo a credito secondo le seguenti modalità:
 
     valorizzeranno nell’elemento <CausaleACredito> di <AltrePartiteACredito> di <DenunciaAziendale>, il nuovo codice causale “L430”, avente il significato di “Incentivo straordinario per l’assunzione di donne o giovani, ai sensi del DM 5 ottobre 2012 e dell’art. 24, co. 27, dl 6.12.2011, n. 201, conv. con modd., con l. 22.12.2011, n. 214”;
     indicheranno nell’elemento <SommaACredito> l’importo del beneficio spettante.
 
Nell’ipotesi in cui il datore di lavoro abbia effettuato più assunzioni agevolate, indicherà la somma degli importi spettanti per i lavoratori in carico alla stessa posizione contributiva.
In osservanza di quanto precisato nel paragrafo “1”, in fine, nell’ipotesi in cui siano state effettuate assunzioni a tempo parziale sarà cura del datore di lavoro ridurre proporzionalmente l’importo del bonus spettante.
 
Nell’eventualità in cui dovesse fruire di benefici non spettanti, il datore di lavoro dovrà restituire le somme indebitamente conguagliate secondo le seguenti modalità:
 
     valorizzerà nell’elemento <CausaleADebito> di <AltrePartiteADebito> di <DenunciaAziendale> il nuovo codice causale “M430 “ avente il significato di “Restituzione Incentivo straordinario per l’assunzione di donne o giovani, ai sensi del DM 5 ottobre 2012 e dell’art. 24, co. 27, dl 6.12.2011, n. 201, conv. con modd., con l. 22.12.2011, n. 214”;
     indicherà nell’elemento <SommaADebito> l’importo da restituire.

Michele Regina cdl
2.6.2013

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