INAIL : parte il click day per i finanziamenti alla sicurezza.

E’ stato fissato al 18 aprile dalle 16,00 alle 17,00 il clck day da parte dell’Istituto, il quale ha diffuso le istruzioni per gli addetti ai lavori e le imprese, anche in forma individuale,  interessati.
Il bando è relativo all’anno 2012 e vi è una disponibilità di 155 mio di €  ed è teso a finanziare le imprese per  realizzare interventi finalizzati al miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Possono essere presentati progetti di investimento e progetti per l'adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale.
Il contributo massimo ottenibile  è di  100.000 €  mentre quello minimo è pari a 5.000 euro.
Però l’'incentivo è costituito da un contributo in conto capitale nella misura del 50% dei costi del progetto.
Per le imprese  con organico fino a  50 addetti con rapporto di lavoro suboridnato  che presentano progetti per l'adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale non è fissato il limite minimo di spesa. Per i progetti che comportano contributi pari o superiori a € 30.000 è possibile richiedere un'anticipazione del 50% del finanziamento.
In buona sostanza si tratta di inviare nel giorno e nell’ora  indicati  le domande precaricate dai datori dal 15 gennaio al 14 marzo: in particolare  ciò è riferito a quelle che  hanno superato il minimo dei 120 punti ed  il 18 marzo u.s. hanno attivato la procedura informatica per il download del codice identificativo.
La procedura non è semplice è prevede tre fasi secondo fonte Istituto .
1. Autenticazione e acquisizione indirizzo per l’invio dall’11 Aprile ore 15
L’utente si autenticherà al sito www.inail.it dalle ore 15.00 del giorno 11 Aprile e, tramite la sezione PUNTO CLIENTE, richiamerà l’applicazione INCENTIVI ALLE IMPRESE - ISI, già utilizzata per la compilazione della domanda. Da tale data, sarà disponibile la voce di menù “Accesso allo sportello” che funzionerà da canale di accesso allo sportello informatico. Selezionando tale voce di menù, si accede alla pagina contenente l’indirizzo relativo al canale di accesso allo sportello informatico. Tale indirizzo dovrà essere copiato e conservato a cura dell’utente.
 2. “Pagina di accesso” allo sportello: disponibile 2 ore prima dell’apertura dello sportello informatico
L’indirizzo acquisito e copiato al termine della fase di autenticazione permetterà di richiamare la pagina di accesso allo sportello informatico. Tale pagina sarà disponibile 2 ore  prima dell’inizio della sessione di invio.
 3. Visualizzazione indirizzo della “pagina di invio”: 10 minuti prima dell’ora di inizio dell’invio
Nei 10 minuti precedenti l’orario stabilito, sulla “pagina di accesso” sarà visualizzato l’indirizzo della “pagina di invio”, che funzionerà da sportello informatico e in cui sarà inserito a cura dei partecipanti il proprio codice identificativo per l’inoltro della domanda.

La procedura  come si vede non solo non è semplice , ma articolata ed a tappe forzate molto ristrette.
Nel passato vi sono stati problemi da parte dell’INAIL nell’acqusire queste domande : temiamo – non per fare i menagrami- che ce ne siano  anche quest’anno.
13.4.2013
Michele Regina CdL

Detassazione 2013. I chiarimenti del MLPS con la circolare 15 del 2013 del 3 aprile

La retribuzione di produttività trova il commento del Ministero del Lavoro   con la Circolare 15/2013 a valle del  D.P.C.M..
Per il Dicastero in tale retribuzione rientrano le erogazioni  retributive individuate nell’ambito della contrattazione collettiva di secondo livello  suscettibili di variazione in relazione all’andamento dell’impresa.
Più in particolare:
“L’art. 2 del D.P.C.M. 22 gennaio 2013 fornisce la definizione della “retribuzione di produttività” ai fini dell’applicazione del regime fiscale agevolato.
Il Decreto stabilisce anzitutto che “per retribuzione di produttività si intendono le voci retributive erogate, in esecuzione di contratti, con espresso riferimento ad indicatori quantitativi di produttività/redditività/qualità/efficienza/innovazione”.
Trattasi pertanto di voci retributive separatamente valorizzate all’interno della contrattazione collettiva, suscettibili di variazione in relazione all’andamento dell’impresa. Più in particolare tali voci possono variare sulla base di indicatori quantitativi che vadano a remunerare un apporto lavorativo finalizzato ad un miglioramento della produttività in senso lato e quindi anche ad una “efficientazione” aziendale. Tali voci retributive possono infatti far riferimento alternativamente ad indicatori di produttività, redditività, qualità, efficienza o innovazione e pertanto è sufficiente la previsione della correlazione ad uno solo di essi da parte della contrattazione collettiva per l’applicabilità della agevolazione. In ogni caso deve trattarsi di importi collegati ad indicatori quantitativi e che possono essere anche incerti nella loro corresponsione o nel loro ammontare.
A titolo puramente esemplificativo, tali voci possono essere collegate:
- all’andamento del fatturato;
- ad una maggior soddisfazione della clientela rilevabile dal numero dei clienti cui si dà riscontro;
- a minori costi di produzione a seguito dell’utilizzo di nuove tecnologie;
- alla lavorazione di periodi di riposo di origine pattizia (ad es. ROL);
- a prestazioni lavorative aggiuntive rispetto a quanto previsto dal contratto nazionale di categoria;
- a premi di rendimento o produttività (quali ad es. quelli che già fruiscono dello sgravio contributivo ai sensi dell’art. 1, comma 67, della L. n. 247/2007) ovvero a quote retributive ed eventuali maggiorazioni corrisposte in funzione di particolari sistemi orari adottati dall’azienda come: a ciclo continuo, sistemi di “banca delle ore”, indennità di reperibilità, di turno o di presenza, clausole flessibili o elastiche;
- ai ristorni ai soci delle cooperative nella misura in cui siano collegati ad un miglioramento della produttività come sopra specificato.
Qualora, ai fini del raggiungimento degli obiettivi di miglioramento della produttività, gli accordi collettivi territoriali o aziendali prevedano, in particolare:
- modifiche alla distribuzione degli orari di lavoro esistenti in azienda;
- modifiche orientate alla gestione di turnazioni o giornate aggiuntive (ad es. lavoro domenicale o festivo), e/o a orari a scorrimento su giornate non lavorative e/o alla gestione delle modalità attuative dei regimi di flessibilità previsti dai contratti collettivi nazionali di categoria e/o ad analoghi interventi tesi al miglioramento dell’utilizzo degli impianti e dell’organizzazione del lavoro, tali modifiche potranno comportare l’applicazione della agevolazione sulle corrispondenti quote orarie ed eventuali maggiorazioni, agevolazione cumulabile con quella riconosciuta sui premi di produttività.
In via alternativa il Decreto introduce una ulteriore definizione di retribuzione di produttività, intendendo per essa le voci retributive erogate in esecuzione di contratti che prevedano l’attivazione di almeno una misura in almeno 3 delle aree di intervento di seguito elencate:
a) ridefinizione dei sistemi di orari e della loro distribuzione con modelli flessibili, anche in rapporto agli investimenti, all’innovazione tecnologica e alla fluttuazione dei mercati finalizzati ad un più efficiente utilizzo delle strutture produttive idoneo a raggiungere gli obiettivi di produttività convenuti mediante una programmazione mensile della quantità e della collocazione oraria della prestazione;
b) introduzione di una distribuzione flessibile delle ferie mediante una programmazione aziendale anche non continuativa delle giornate di ferie eccedenti le due settimane;
c) adozione di misure volte a rendere compatibile l’impiego di nuove tecnologie con la tutela dei diritti fondamentali dei lavoratori, nel rispetto dell’art.4 della L. n. 300/1970, per facilitare l’attivazione di strumenti informatici, indispensabili per lo svolgimento delle attività lavorative;
d) attivazione di interventi in materia di fungibilità delle mansioni e di integrazione delle competenze, anche funzionali a processi di innovazione tecnologica, nel rispetto dell’art. 13 della L.n. 300/1970.
In sostanza, in questa seconda ipotesi, il Decreto prevede l’applicabilità della agevolazione qualora si dia esecuzione a contratti collettivi che prevedano congiuntamente l’introduzione di almeno una misura in almeno 3 delle aree di intervento di cui alle lett. a), b), c), e d).
Tali interventi migliorativi possono dunque consistere, anche in tal caso a titolo puramente esemplificativo, nella introduzione di turnazioni orarie che consentano un più efficiente utilizzo delle strutture produttive, unitamente alla distribuzione delle ferie che consenta un utilizzo continuativo delle stesse strutture, nonché in una più ampia fungibilità di mansioni tale da consentire un impiego più flessibile del personale.“

L’agevolazione fiscale  consiste nella possibilità per i lavoratori – titolari di un reddito di lavoro dipendente fino a 40mila euro - di poter subire  ritenute ai fini IRPEF  con la sola aliquota del 10% sui premi di produttività , ma nel limite massimo di  un imponibile fiscale di 2.500,00  euro annui.
Tale imposta sostitutiva sostituisce appunto l’aliquota ordinaria, che sarebbe applicabile e le addizionali. Ovviamente andrà analizzata caso per caso l’effettiva convenienza per l’imposta sostitutiva: in specie  in caso di presenza di particolari detrazioni e deduzioni in capo ai diretti percipienti che potrebbero far propendere per una tassazione ordinaria.
Le somme di che trattasi, come detto, devono trarre origine normativa ed essere erogate  in esecuzione di contratti collettivi di lavoro sottoscritti a livello aziendale o territoriale  nel rispetto della normativa e degli  accordi interconfederali vigenti, da associazioni dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, ovvero dalle loro rappresentanze sindacali operanti in azienda.
Per le aziende prive di rsa o rsu vi è  la possibilità di sottoscrivere contratti con una o più associazioni dei lavoratori a livello territoriale.
I datori di lavoro  secondo il DPCM  sono  tenuti a “depositare i contratti presso la Direzione territoriale del lavoro territorialmente competente entro trenta giorni dalla loro sottoscrizione, con allegata autodichiarazione di conformità dell’accordo depositato alledisposizioni del presente Decreto”.
Ma per i contratti già sottoscritti alla data della pubblicazione del  DPCM  la data per il deposito  decorre dall’ entrata in vigore dello stesso decreto.
Viene confermato che  l’agevolazione non potrà applicarsi per il periodo anteriore alla data di sottoscrizione del contratto collettivo di secondo livello: per un contratto sottoscritto pertanto il 1° febbraio sarà possibile applicare l’agevolazione solo a partire da tale mese, senza possibilità di far “retroagire” l’efficacia delle previsioni collettive.
I contratti sottoscritti in vigenza pregressa normativa – secondo il Ministero -  che prevedano l’erogazione di una retribuzione di produttività coincidente con una o entrambe le nozioni contenute del decreto, sarà possibile l’applicazione dell’agevolazione sin dal 1° gennaio del corrente anno;  ma in tal caso necesiterà una autodichiarazione  che dovrà  confermare la corrispondenza dei contenuti del contratto con le condizioni stabilite dal Decreto.
Detta autodichiarazione di conformità  dovrà essere allegata  ai contratti da depositare.
Per i contratti invece che siano stati  già depositati presso le Direzioni territoriali del lavoro a qualsiasi titolo sarà sufficiente che l’autodichiarazione indichi gli estremi di tali contratti, senza necessità di un nuovo deposito.
L’autodichiarazione potrà essere inviata ai fini ella certezza della alla DTL anche tramite posta certificata e la data dell’invio sarà equiparata al deposito.
 
Michele Regina ,CdL
7.4.2013

Novità lavoro di fine mese di marzo 2013

Novità lavoro di fine mese di marzo 2013  :
a) Svantaggiati per il settore interinale e incentivi per le donne assunte fino al 2012 con contratto di inserimento  ;
b) contributo Aspi ordinario e addizionale ( precisazioni ) ;
c) lavoro accessorio ;
d) le nuove modalità di  comunicazione avvio lavoro intermittente.

 

 

a) E’ stato adottato   il Decreto sugli svantaggiati , in attesa di pubblicazione su GURI , per quanto concerne l’ atteso approfondimento normativo  ,  la cui assunzione consente di somministrare a termine senza i vincoli previsti dal comma 4 art. 20 del Dlgs 276/2003 . Si ricorda che tale novità è stata introdotta dal Dlgs 24/2012 di recepimento della direttiva europea sul lavoro interinale.
Tale novella offre maggiori opportuntià commerciali per le agenzie per il lavoro e per gli stessi utilizzatori ai fini della somministrazione di tali particolari categorie : in particolare  assenza di causale specifica e  assenza di contigentamento previsto dai CCNL degli utilizzatori.
Solo per precisazione  se tali assunzioni sono riferite a soggetti over 50 anni disoccupati da oltre 12 mesi  e donne di qualsiasi età disoccupate da almeno  sei mesi ( per alcune regioni ) o da almeno 24 mesi per tutte le regioni  ci sono anche le riduzioni contributive previste dalla Legge Fornero per la cui fruizione si  è ancora  in attesa dei decreti attuativi.

Ma venendo al decreto appena varato la norma , art. 20 , comma 5 ter del citato Dlgs  ,  consente quanto di seguito  :
5-ter. Le disposizioni di cui al comma 4 non operano qualora il contratto di somministrazione preveda l'utilizzo: a) di soggetti disoccupati percettori dell'indennità' ordinaria di disoccupazione non agricola con requisiti normali o ridotti, da almeno sei mesi; b) di soggetti comunque percettori di ammortizzatori sociali, anche in deroga, da almeno sei mesi. Resta comunque fermo quanto previsto dei commi 4 e 5 dell'articolo 8 del decreto-legge 21 marzo 1988, n. 86, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 maggio 1988, n. 160; c) di lavoratori definiti "svantaggiati" o "molto svantaggiati" ai sensi dei numeri 18) e 19) dell'articolo 2 del regolamento (CE) n. 800/2008 della Commissione, del 6 agosto 2008. Con decreto di natura non regolamentare del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, si provvede all'individuazione dei lavoratori di cui alle lettere a), b) ed e) del n. 18) dell'articolo 2 del suddetto regolamento (CE) n. 800/2008.

Come detto il decreto in questione , previsto dallo stesso comma 5 ter, è stato adottato  dalla Ministra Fornero – in attesa di pubblicazione su GURI per la sua efficacia-  e prevede nel suo unico articolo
che sono da considerarsi lavoratori svantaggiati quanti:

a) non hanno un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi, ovvero i soggetti che, negli ultimi sei mesi, non hanno prestato attività lavorativa di natura subordinata della durata di almeno sei mesi o che, negli ultimi sei mesi, hanno svolto attività lavorativa di natura autonoma o parasubordinata dalla quale derivi un reddito inferiore al reddito annuale minimo personale escluso da imposizione;

b) non possiedono un diploma di scuola media superiore o professionale (ISCED 3), ovvero coloro che non abbiano conseguito un titolo di studio d’istruzione secondaria superiore, rientrante nel livello terzo della classificazione internazionale sui livelli d’istruzione;

c) sono occupati in uno dei settori economici dove c’è un tasso di disparità uomo-donna che supera di almeno il 25% la disparità media uomo-donna in tutti i settori economici italiani e appartengono al genere sottorappresentato, considerando a tal fine i settori annualmente individuati dalla Rilevazione Continua sulle Forze di lavoro effettuata dall’ISTAT.

Il Ministero del lavoro ha anche adottato , tra l’altro ,  il decreto , atteso in verità da molto  tempo , che  concerne la agevolazioni per le assunzioni con contratto di inserimento di donne  fino al 2012  .  Anche tale decreto è in attesa di pubblicazione in GURI . Si ricorda che tale provvedimento consente di riconoscere incentivi economici in favore dei datori di lavoro che abbiano assunto, negli anni dal 2009 al 2012, donne prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi e residenti in regioni caratterizzate da elevati tassi di disoccupazione femminile.

b) Per quanto concerne l’ASPI  con la circolare 44 del 2013 l’INPS tra le altre cose ritorna sulla contribuzione ordinaria ed addizionale .
Per quella ordinaria l’Istituto rammenta che per le Agenzie per il lavoro  la stessa  per i lavoratori somministrati ( esclusi quelli di struttura quindi ) è pari all’1,31 % , mentre quella addizionale dell’1,4%  potrebbe subire – ove presenti-  i decrementi previsti per le eventuali agevolazioni  previste dalla normativa  per l’assunzione di determinate categorie di lavoratori  ( contratto di  inserimento fino al 31.12.2012 , donne e over 50 anni di cui alla L. 92/2012 ), mentre non è dovuta per le assunzioni di lavoratori dalle liste di mobilità per effetto di una lettura sistematica della Legge 92.

 

c) La circolare 49/2013 approfondisce le novità a valle della citata Legge 92/2012 introdotte sul lavoro c.d. accessorio  .
Infatti a differenza della precedente normativa, che indicava specifiche tipologie di attività e categorie di prestatori, il lavoro occasionale di tipo accessorio nella nuova disciplina non è soggetto ad alcuna esclusione, sia di tipo soggettivo che oggettivo, ad eccezione del richiamo esplicito a studenti e pensionati per le attività agricole stagionali e dei soggetti iscritti l'anno precedente negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli, per le attività agricole svolte a favore dei soggetti di cui all’articolo 34, comma 6, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633.
Pertanto, a decorrere dal 18 luglio 2012, data di entrata in vigore della legge n. 92/2012, con riferimento ai buoni lavoro acquistati a far tempo da tale data, il lavoro occasionale accessorio può essere svolto per ogni tipo di attività e da qualsiasi soggetto (disoccupato, inoccupato, lavoratore autonomo o subordinato, full-time o part-time, pensionato, studente, percettore di prestazioni a sostegno del reddito), ovviamente nei limiti del compenso economico previsto.
In considerazione di finalità antielusive, si ritiene di confermare che il ricorso all’istituto del lavoro occasionale non è compatibile con lo status di lavoratore subordinato (a tempo pieno o parziale), se impiegato presso lo stesso datore di lavoro titolare del contratto di lavoro dipendente.

Importi massimi da considerare al lordo dei contributi .
Infatti  la nuova normativa sui buoni lavoro modifica il parametro di riferimento economico che qualifica il lavoro occasionale accessorio, spostandolo sul prestatore a cui riferire tale nuovo limite.
Si prevede  pertanto che il compenso complessivamente percepito dal prestatore non possa essere superiore:

  • a 5.000 euro nel corso di un anno solare, con riferimento alla totalità dei committenti, da intendersi come importo netto per il prestatore, pari a 6.666 € lordi;
  • a 2.000 euro per prestazioni svolte a favore di imprenditori commerciali o professionisti, con riferimento a ciascun committente, da intendersi come importo netto per il prestatore, pari a 2.666 € lordi;
  • a 3.000 euro per anno solare per i prestatori percettori di prestazioni integrative del salario o con sostegno al reddito che, per l’anno 2013, possono effettuare lavoro accessorio in tutti i settori produttivi compresi gli enti locali, da intendersi come importo netto per il prestatore, corrispondenti a 4000 € lordi.

Per i buoni lavoro che rientrano nella fase transitoria e quindi fino al 31 maggio 2013 continuano, invece, come precisato successivamente, ad operare i previgenti limiti economici-

Per  la categoria dei  “pensionati”  possono beneficiare del lavoro accessorio i titolari di trattamenti di anzianità o di pensione anticipata, pensione di vecchiaia, pensione di reversibilità, assegno sociale, assegno ordinario di invalidità e pensione agli invalidi civili nonché tutti gli altri trattamenti che risultano compatibili con lo svolgimento di una qualsiasi attività lavorativa.
Resta escluso che possa accedere alla prestazione di lavoro occasionale accessorio il titolare di trattamenti, per i quali è accertata l’assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa, quale il trattamento di inabilità.
Per i disoccupati si prevede che il “compenso è esente da qualsiasi imposizione fiscale e non incide sullo stato di disoccupato o inoccupato del prestatore di lavoro accessorio” per cui si conferma che l’utilizzatore del buono lavoro (ossia il prestatore) possa essere rispettivamente disoccupato o inoccupato.

 

 

d) Per il lavoro intermittente è stato adottato dal Ministero il decreto , in attesa di pubblicazione , circa le modalità  di comunicazione di avvio dei lavoratori c.d. intermittenti.
Saranno ammesse  due sole modalità con deroghe solo in caso di malfunzionamento dei sistemi informatici .

Il decreto, che entrerà in vigore il quindicesimo giorno successivo alla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, introduce il modello di comunicazione 'UNI- intermittente' come strumento per l’adempimento della comunicazione. Il modello deve contenere i dati identificativi del lavoratore e del datore di lavoro e la data di inizio e fine cui la chiamata si riferisce.

Il modulo deve essere trasmesso esclusivamente secondo una delle seguenti modalità:

• via email all’indirizzo di posta elettronica certificata
• attraverso il servizio informatico reso disponibile sul portale Cliclavoro

La modalità SMS è ammessa esclusivamente in caso di prestazione da rendersi non oltre le 12 ore dalla comunicazione. L’SMS deve contenere almeno il codice fiscale del lavoratore.

E’ stata reintrodotta la possibilità di utilizzare il fax, ma solo in caso di malfunzionamento dei sistemi sopracitati (i sistemi di trasmissione del modello UNI- intermittente). In questo caso il datore di lavoro può inviare un fax alla Direzione territoriale del lavoro competente. Costituisce prova dell’adempimento dell’obbligo la comunicazione del malfunzionamento del sistema unitamente alla ricevuta di trasmissione del fax.

 

Michele Regina

1 aprile 2013

Novità lavoro di fine mese di marzo 2013

Novità lavoro di fine mese di marzo 2013  :

a) Svantaggiati per il settore interinale e incentivi per le donne assunte fino al 2012 con contratto di inserimento  ;
b) contributo Aspi ordinario e addizionale ( precisazioni ) ;
c) lavoro accessorio ;
d) le nuove modalità di  comunicazione avvio lavoro intermittente.

 

 

a) E’ stato adottato   il Decreto sugli svantaggiati , in attesa di pubblicazione su GURI , per quanto concerne l’ atteso approfondimento normativo  ,  la cui assunzione consente di somministrare a termine senza i vincoli previsti dal comma 4 art. 20 del Dlgs 276/2003 . Si ricorda che tale novità è stata introdotta dal Dlgs 24/2012 di recepimento della direttiva europea sul lavoro interinale.
Tale novella offre maggiori opportuntià commerciali per le agenzie per il lavoro e per gli stessi utilizzatori ai fini della somministrazione di tali particolari categorie : in particolare  assenza di causale specifica e  assenza di contigentamento previsto dai CCNL degli utilizzatori.
Solo per precisazione  se tali assunzioni sono riferite a soggetti over 50 anni disoccupati da oltre 12 mesi  e donne di qualsiasi età disoccupate da almeno  sei mesi ( per alcune regioni ) o da almeno 24 mesi per tutte le regioni  ci sono anche le riduzioni contributive previste dalla Legge Fornero per la cui fruizione si  è ancora  in attesa dei decreti attuativi.

Ma venendo al decreto appena varato la norma , art. 20 , comma 5 ter del citato Dlgs  ,  consente quanto di seguito  :
5-ter. Le disposizioni di cui al comma 4 non operano qualora il contratto di somministrazione preveda l'utilizzo: a) di soggetti disoccupati percettori dell'indennità' ordinaria di disoccupazione non agricola con requisiti normali o ridotti, da almeno sei mesi; b) di soggetti comunque percettori di ammortizzatori sociali, anche in deroga, da almeno sei mesi. Resta comunque fermo quanto previsto dei commi 4 e 5 dell'articolo 8 del decreto-legge 21 marzo 1988, n. 86, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 maggio 1988, n. 160; c) di lavoratori definiti "svantaggiati" o "molto svantaggiati" ai sensi dei numeri 18) e 19) dell'articolo 2 del regolamento (CE) n. 800/2008 della Commissione, del 6 agosto 2008. Con decreto di natura non regolamentare del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, si provvede all'individuazione dei lavoratori di cui alle lettere a), b) ed e) del n. 18) dell'articolo 2 del suddetto regolamento (CE) n. 800/2008.

Come detto il decreto in questione , previsto dallo stesso comma 5 ter, è stato adottato  dalla Ministra Fornero – in attesa di pubblicazione su GURI per la sua efficacia-  e prevede nel suo unico articolo
che sono da considerarsi lavoratori svantaggiati quanti:

a) non hanno un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi, ovvero i soggetti che, negli ultimi sei mesi, non hanno prestato attività lavorativa di natura subordinata della durata di almeno sei mesi o che, negli ultimi sei mesi, hanno svolto attività lavorativa di natura autonoma o parasubordinata dalla quale derivi un reddito inferiore al reddito annuale minimo personale escluso da imposizione;

b) non possiedono un diploma di scuola media superiore o professionale (ISCED 3), ovvero coloro che non abbiano conseguito un titolo di studio d’istruzione secondaria superiore, rientrante nel livello terzo della classificazione internazionale sui livelli d’istruzione;

c) sono occupati in uno dei settori economici dove c’è un tasso di disparità uomo-donna che supera di almeno il 25% la disparità media uomo-donna in tutti i settori economici italiani e appartengono al genere sottorappresentato, considerando a tal fine i settori annualmente individuati dalla Rilevazione Continua sulle Forze di lavoro effettuata dall’ISTAT.

Il Ministero del lavoro ha anche adottato , tra l’altro ,  il decreto , atteso in verità da molto  tempo , che  concerne la agevolazioni per le assunzioni con contratto di inserimento di donne  fino al 2012  .  Anche tale decreto è in attesa di pubblicazione in GURI . Si ricorda che tale provvedimento consente di riconoscere incentivi economici in favore dei datori di lavoro che abbiano assunto, negli anni dal 2009 al 2012, donne prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi e residenti in regioni caratterizzate da elevati tassi di disoccupazione femminile.

b) Per quanto concerne l’ASPI  con la circolare 44 del 2013 l’INPS tra le altre cose ritorna sulla contribuzione ordinaria ed addizionale .
Per quella ordinaria l’Istituto rammenta che per le Agenzie per il lavoro  la stessa  per i lavoratori somministrati ( esclusi quelli di struttura quindi ) è pari all’1,31 % , mentre quella addizionale dell’1,4%  potrebbe subire – ove presenti-  i decrementi previsti per le eventuali agevolazioni  previste dalla normativa  per l’assunzione di determinate categorie di lavoratori  ( contratto di  inserimento fino al 31.12.2012 , donne e over 50 anni di cui alla L. 92/2012 ), mentre non è dovuta per le assunzioni di lavoratori dalle liste di mobilità per effetto di una lettura sistematica della Legge 92.

 

c) La circolare 49/2013 approfondisce le novità a valle della citata Legge 92/2012 introdotte sul lavoro c.d. accessorio  .
Infatti a differenza della precedente normativa, che indicava specifiche tipologie di attività e categorie di prestatori, il lavoro occasionale di tipo accessorio nella nuova disciplina non è soggetto ad alcuna esclusione, sia di tipo soggettivo che oggettivo, ad eccezione del richiamo esplicito a studenti e pensionati per le attività agricole stagionali e dei soggetti iscritti l'anno precedente negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli, per le attività agricole svolte a favore dei soggetti di cui all’articolo 34, comma 6, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633.
Pertanto, a decorrere dal 18 luglio 2012, data di entrata in vigore della legge n. 92/2012, con riferimento ai buoni lavoro acquistati a far tempo da tale data, il lavoro occasionale accessorio può essere svolto per ogni tipo di attività e da qualsiasi soggetto (disoccupato, inoccupato, lavoratore autonomo o subordinato, full-time o part-time, pensionato, studente, percettore di prestazioni a sostegno del reddito), ovviamente nei limiti del compenso economico previsto.
In considerazione di finalità antielusive, si ritiene di confermare che il ricorso all’istituto del lavoro occasionale non è compatibile con lo status di lavoratore subordinato (a tempo pieno o parziale), se impiegato presso lo stesso datore di lavoro titolare del contratto di lavoro dipendente.

Importi massimi da considerare al lordo dei contributi .
Infatti  la nuova normativa sui buoni lavoro modifica il parametro di riferimento economico che qualifica il lavoro occasionale accessorio, spostandolo sul prestatore a cui riferire tale nuovo limite.
Si prevede  pertanto che il compenso complessivamente percepito dal prestatore non possa essere superiore:

  • a 5.000 euro nel corso di un anno solare, con riferimento alla totalità dei committenti, da intendersi come importo netto per il prestatore, pari a 6.666 € lordi;
  • a 2.000 euro per prestazioni svolte a favore di imprenditori commerciali o professionisti, con riferimento a ciascun committente, da intendersi come importo netto per il prestatore, pari a 2.666 € lordi;
  • a 3.000 euro per anno solare per i prestatori percettori di prestazioni integrative del salario o con sostegno al reddito che, per l’anno 2013, possono effettuare lavoro accessorio in tutti i settori produttivi compresi gli enti locali, da intendersi come importo netto per il prestatore, corrispondenti a 4000 € lordi.

Per i buoni lavoro che rientrano nella fase transitoria e quindi fino al 31 maggio 2013 continuano, invece, come precisato successivamente, ad operare i previgenti limiti economici-

Per  la categoria dei  “pensionati”  possono beneficiare del lavoro accessorio i titolari di trattamenti di anzianità o di pensione anticipata, pensione di vecchiaia, pensione di reversibilità, assegno sociale, assegno ordinario di invalidità e pensione agli invalidi civili nonché tutti gli altri trattamenti che risultano compatibili con lo svolgimento di una qualsiasi attività lavorativa.
Resta escluso che possa accedere alla prestazione di lavoro occasionale accessorio il titolare di trattamenti, per i quali è accertata l’assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa, quale il trattamento di inabilità.
Per i disoccupati si prevede che il “compenso è esente da qualsiasi imposizione fiscale e non incide sullo stato di disoccupato o inoccupato del prestatore di lavoro accessorio” per cui si conferma che l’utilizzatore del buono lavoro (ossia il prestatore) possa essere rispettivamente disoccupato o inoccupato.

 

 

d) Per il lavoro intermittente è stato adottato dal Ministero il decreto , in attesa di pubblicazione , circa le modalità  di comunicazione di avvio dei lavoratori c.d. intermittenti.
Saranno ammesse  due sole modalità con deroghe solo in caso di malfunzionamento dei sistemi informatici .

Il decreto, che entrerà in vigore il quindicesimo giorno successivo alla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, introduce il modello di comunicazione 'UNI- intermittente' come strumento per l’adempimento della comunicazione. Il modello deve contenere i dati identificativi del lavoratore e del datore di lavoro e la data di inizio e fine cui la chiamata si riferisce.

Il modulo deve essere trasmesso esclusivamente secondo una delle seguenti modalità:

• via email all’indirizzo di posta elettronica certificata
• attraverso il servizio informatico reso disponibile sul portale Cliclavoro

La modalità SMS è ammessa esclusivamente in caso di prestazione da rendersi non oltre le 12 ore dalla comunicazione. L’SMS deve contenere almeno il codice fiscale del lavoratore.

E’ stata reintrodotta la possibilità di utilizzare il fax, ma solo in caso di malfunzionamento dei sistemi sopracitati (i sistemi di trasmissione del modello UNI- intermittente). In questo caso il datore di lavoro può inviare un fax alla Direzione territoriale del lavoro competente. Costituisce prova dell’adempimento dell’obbligo la comunicazione del malfunzionamento del sistema unitamente alla ricevuta di trasmissione del fax.

 

Michele Regina

1 aprile 2013

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