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Anche l’INPS interviene sull’operatività della sanatoria immigrati

L’INPS con Circolare 113 del 14.09.2012 interviene sull’operatività sanatoria con propria nota a ridosso della apertura della procedura telematica.
Si ricorda che dal 15 settembre ( dalle ore 8,00) al 15 ottobre ( fino alle 24,00) è possibile regolarizzare la posizione di stranieri presenti irregolarmente sul territorio italiano almeno alla data del 31 dicembre 2011.

Già si è intervenuti con precedente commento sull’argomento , pertanto vediamo gli aspetti particolari evidenziati dall’Istituto e non commentati in precedenza.
In particolare l’Isituto analizza le caratteristiche dei datori di lavoro.
“Le disposizioni di cui all’art. 5 citato individuano i destinatari della norma di seguito indicati: datori di lavoro che occupano alle proprie dipendenze personale addetto al lavoro
domestico e di sostegno al bisogno familiare.
Si ricorda che il datore di lavoro domestico è persona fisica ma, in alcuni particolari casi,anche la persona giuridica può esservi assimilata. Infatti, alle comunità stabili, senza fini di lucro, che sostituiscono sotto il profilo morale ed organizzativo le famiglie di coloro che ne fanno parte, è riconosciuta la possibilità di assumere un lavoratore domestico in
quanto le sue prestazioni sono destinate a rispondere alle consuete esigenze di servizi domestici, caratteristiche della vita familiare.
Possono quindi essere datori di lavoro domestico:
- le comunità religiose
- le convivenze militari
- le case famiglia
- le comunità di recupero e/o assistenza disabili
- le comunità focolari
- datori di lavoro non agricoli e i datori di lavoro agricoli”
 
I datori devono possedere i seguenti redditi al fine di poter attivare l’istanza:

- non inferiore a 20.000 euro annui in caso di nucleo familiare composto da un solo soggetto percettore di reddito;
- non inferiore a 27.000 euro annui in caso di nucleo familiare inteso come famiglia anagrafica composta da più soggetti conviventi (il coniuge ed i parenti entro il 2° grado possono concorrere alla determinazione del reddito anche se non conviventi);
- non è richiesto il requisito reddituale al datore di lavoro affetto da patologie o handicap che ne limitano l’autosufficienza, che effettui la dichiarazione di emersione per un lavoratore straniero addetto alla sua assistenza.
Nel caso di presentazione della dichiarazione di emersione da parte di un datore di lavoro non domestico, persona fisica, ente o società i limiti di reddito ai sensi dell’art. 3 comma 1 del decreto interministeriale del 29 agosto 2012 non possono essere inferiori a 30.000 euro annui.
DURC
Un aspetto importante sottolineato dall’INPS è quello relativo alla regoilarità contributiva.
Il datore di lavoro infatti all’atto della stipula del contratto di soggiorno dovrà attestare anche il corretto versamento dei contributi dovuti per i rapporti di lavoro emersi a partire dalla decorrenza del rapporto di lavoro oggetto di emersione avviato in data più remota e fino alla data di stipula del contratto e comunque per un periodo non inferiore a sei mesi.
La correntezza e la correttezza dei versamenti contributivi vengono attestate con il DURC per le aziende non agricole ed il certificato di regolarità per le aziende agricole.
Entrambi i documenti saranno richiesti a cura dello Sportello Unico per l’Immigrazione. La regolarità deve essere riferita alla contribuzione per tutti i lavoratori impiegati in azienda anche, quindi, per quelli non interessati al procedimento di emersione. In assenza di tale regolarità la stessa si ripercuote negativamente sulla stessa istanza di emersione.
 
Michele Regina
16.09.2012

Dal 15 settembre al via la sanatoria immigrati

Termini per la presentazione della dichiarazione di emersione e costi
La dichiarazione è presentata on line dal 15 settembre al 15 ottobre 2012 .
La dichiarazione di emersione è presentata previo pagamento di un contributo forfettario di 1.000,00 euro per ciascun lavoratore.
Il contributo di cui sopra non è deducibile ai fini dell'imposta sul reddito.
Si procede al versamento utilizzando il modello F24 Versamenti con elementi identificativi. I codici da utilizzare sono
REDO “Datori di lavoro domestico – regolarizzazione extracomunitari - art. 5, comma 5, del d.lgs. n. 109/2012”;
RESU “Datori di lavoro subordinato – regolarizzazione extracomunitari - art. 5, comma 5, del d.lgs. n. 109/2012”.

L’iter della regolarizzazione

Nella dichiarazione di emersione da presentare al SUI è indicata la retribuzione convenuta non inferiore a quella prevista dal vigente contratto CCNL di riferimento . Per il lavoro domestico soltanto l'orario lavorativo non inferiore 25 ore.

Il SUI verifica l'ammissibilità della dichiarazione ed acquisisce il parere della Questura sull'insussistenza di motivi ostativi all'accesso alle procedure ovvero al rilascio del permesso di soggiorno. Acquisisce altresì il parere della DTL competente in ordine alla capacità economica del datore di lavoro e alla congruità delle condizioni di lavoro applicate.
Il SUI convoca le parti per la stipula del contratto di soggiorno e per la presentazione della richiesta del permesso di soggiorno per lavoro subordinato, previa esibizione dell'attestazione di avvenuto pagamento del contributo forfetario e della regolarizzazione.
La mancata presentazione delle parti senza giustificato motivo comporta l'archiviazione del procedimento. All’atto della stipula del contratto di soggiornoil datore di lavoro deve effettuare la CO on line di assunzione al Centro per l'Impiego ed in caso di rapporto di lavoro domestico all'INPS.
Sono esclusi dalla procedura di regolarizzazione i rapporti di lavoro part time con esclusione , come detto, in tema di lavoro domestico e di sostegno al bisogno familiare.
Il datore dovrà provvedere a regolarizzare gli aspetti contributivi e fiscali relativi al periodo di emersione (non inferiore a sei mesi) e dalla domanda di emersione sulle somme erogate ai lavoratori si dovranno prevedere gli ordinari termini di versamento di contributi ed imposte entro il giorno 16 del mese successivo.
 
Michele Regina
09.09.2012

Breve sintesi su alcune principali novità degli istituti interessati dalla Riforma del mercato del lavoro

La riforma entrerà in vigore il 18.7.2012 . Alcune norme entrano in vigore subito ed altre successivamente alla data del 18.7.2012.

Nella breve sintesi di seguito si propongono alcune riflessioni , seppur non complete e comunque nell’attesa sia delle auspicate modifiche alla normativa appena varata sia della lettura di prassi da parte del Ministero del Lavoro.
Questi ultimi necessari , come i provvedimenti regolamentari già previsti dalla normativa, per le aree di dubbio ed incertezza operativi.
1) Nei contratti a termine e somministrazione viene introdotta la possibilità di stipulare un (solo) contratto a tempo determinato per lo svolgimento di qualunque tipo di mansione senza necessità di indicare le ragioni tecnicoorganizzative dell'azienda che lo giustificano per un periodo non superiore a 12 mesi. Tale contratto non è prorogabile. Per quanto concerne la somministrazione è da chiarire subito se:

a) la acasualità è riferita al contratto commerciale, come apparirebbe logico;
b) ovvero è riferito al solo contratto di prestazione di lavoro, ma questo dovrebbe essere scontato vista l’attrazione di tale contratto nel D.Lgs 368/2001.

Sempre con riferimento ai contratti a termine viene stabilito che decorrenza 1.1.2013 la contribuzione a carico dei datori per questi contratti di lavoro sia incrementata di 1,4%, rispetto al costo contributivo attuale. Per le Apl, con stessa decorrenza, il contributo è assorbito con una riduzione del contributo dovuto al FORMATEMP, che si ridurrà dall’attuale 4% al 2,6%.
Altro elemento di rilievo per tale contratto è l’introduzione nel periodo dei 36 mesi ai fini della maturazione del diritto all’assunzione a tempo indeterminato per i titolari di rapporti a termine dei periodi anche di somministrazione per lo stesso datore.
Tale aspetto andrà chiarito quanto prima ai fini delle effettiva decorrenza e se riferito ai rapporti successivi all’entrata in vigore della legge.
Viene abrogato il contratto di inserimento , ma esplicano i loro effetti a disciplina vigente i contratti stipulati entro il 31.12.2012.
2) I contratti a progetto, stipulati dall’entrata in vigore della legge, non potranno essere stipulati per attività di carattere esecutivo e ripetitivo, con l’eliminazione delle fasi e/o programma di lavoro. Viene poi introdotta una presunzione di subordinazione, se le attività assegnate al collaboratore si svolgono con modalità analoghe a quelle espletate da dipendenti del committente. Viene disposto l’innalzamento delle aliquote contributive per l’utilizzo di tale contratto: infatti fino al 2018 le aluquote si innalzeranno progressivamente fino al 33 % per coloro i quali non abbiano coperture assicurative ed al 24 % per coloro che siano già previdenzialmente coperti o pensionati.
3) Nelle prestazioni rese da titolari di partite IVA, il rapporto si presume, fino a prova contraria, di collaborazione coordinata e continuativa se la collaborazione ha una durata complessiva superiore a 8 mesi nell'arco dell'anno solare, più dell'80% del fatturato del prestatore d'opera è costituito dalle somme a lui versate dal committente, o sue controllate/collegate, e il
collaboratore dispone di una postazione fissa di lavoro presso il committente.
È sufficiente che ricorrano almeno due delle suddette condizioni.
Tale disciplina è esclusa per coloro i quali svolgano attività per il commitente per la cui prestazione è effettivamente necessaria l’iscrizione in Ordini o Albi.
La nuova disciplina entra in vigore con l’entrata in vigore della legge e per i rapporti pregressi vi sono 12 mesi per allineare i rapporti ai nuovi obblighi di legge.
4) Il contratto di apprendistato diventerà il contratto predominante mediante un sistema incentivante sia sotto il profilo dei benefici contributivi, che sotto quello dei limiti percentuali di assunzione. Rispetto alla prima stesura del disegno di legge, il testo definitivo prevede una durata minima non inferiore a 6 mesi.
Viene confermata la possibilità di avviare apprendisti solo nell’ambito di contratti di somministrazione a tempo indeterminato (staff leasing).
5) In caso di dimissioni o risoluzioni consensuali da parte di lavoratrici madri e lavoratori padri entro il terzo anno di vita del bambino, o del suo ingresso in famiglia, le stesse devono essere convalidate dalla DTL. La convalida di che trattasi è causa di condizione sospensiva dell’efficacia delle stesse. Per gli altri casi diversi da quelli come sopra viene rieditata una procedura articolata per la convalida delle dimissioni ed anche delle risoluzioni consensuali : le stesse dall’entrata in vigore della legge dovranno essere convalidate o presso la DTL, o presso il CPI, o altra sede indicata dai CCNL.
In alternativa il datore di lavoro dovrà invitare il lavoratore dimissionario a far sottoscrivere in calce alla dichiarazione di cessazione del rapporto al CPI la propria volontà in tal senso.
Il datore di lavoro dovrà formalmente invitare il dimissionario a far convalidare le dimissioni o presso le sedi istituzionali di cui sopra o fargli sottoscrivere la dichiarazione entro sette giorni, durante i quali le dimissioni o la risoluzione consensuale non esplicano la propria efficacia. Se il datore di lavoro non effettua entro 30 gg l’invito di cui sopra le dimissioni sono prive di effetto.
6) Dal 1.1.2013 vengono ridisegnati i tempi massimi di utilizzo di sgravio dovuti per l’assunzione di persone in mobilità. I periodi di agevolazione contributiva sono sommati a quelli di somministrazione presso lo stesso utilizzatore. La comunicazione tardiva dell’assunzione o dell’avvio della somministrazione fa perdere il diritto alle agevolazioni contributive.
 
Con riserva di maggiori approfondimenti.
 
 
Michele Regina
09.07.2012

Credito di imposta per l'assunzioni di personale altamente qualificato

Il Ministero del Lavoro e degli Interni con nota congiunta 6291 ritornano sull’argomento degli imminenti adempimenti previsti dal D.Lgs. 109/2012.
Dal prossimo 15 settembre ( dalle ore 8,00) al 15 ottobre ( fino alle 24,00) è possibile regolarizzare la posizione di stranieri presenti irregolarmente sul territorio italiano almeno alla data del 31 dicembre 2011.
Il datore di lavoro che intende presentare domanda di emersione dovrà versare un contributo di euro 1000,00, per il versamento i codici tributo sono stati resi di recente dall’Agenzia dell’Entrate. Si può procedere al versamento già dal 7 settembre 2012.
Quando è ammessa la regolarizzazione?

Il decreto legislativo prevede segue:
- i datori di lavoro italiani o cittadini di uno Stato membro dell'Unione europea
- i datori di lavoro stranieri in possesso del titolo di soggiorno previsto dall'articolo 9 del T.U. di cui al D.lgs. 25 luglio 1998, n. 286 che, alla data di entrata in vigore del decreto legislativo (9 agosto 2012)
- occupano irregolarmente alle proprie dipendenze da almeno 3 mesi,
- continuano ad occupare alla data di presentazione della domanda di regolarizzazione stranieri presenti nel territorio nazionale in modo ininterrotto dalla data del 31 dicembre 2011, o precedentemente, possono dichiarare la sussistenza del rapporto di lavoro allo sportello unico per l'immigrazione (SUI).
La presenza sul territorio nazionale dal 31 dicembre 2011 deve essere attestata da documentazione proveniente da organismi pubblici.
L'art. 24 del DL sviluppo individua un incentivo sotto forma di credito di imposta per la ricerca e l'occupazione. Infatti detto articolo riguarda la fruzione e concessione di un contributo tramite credito di imposta per le nuove assunzioni di profili altamente qualificati.
In particolare, viene concesso un incentivo per tutte le imprese, a prescindere dalla forma giuridica, dalle dimensioni aziendali, dal settore economico in cui operano, nonché dal regime contabile adottato, per le assunzioni a tempo indeterminato di personale in possesso di un dottorato di ricerca universitario conseguito presso una università italiana o estera se riconosciuta equipollente in base alla legislazione vigente in materia ovvero in possesso di laurea magistrale in discipline di ambito tecnico o scientifico impiegato nelle attività di Ricerca e Sviluppo dettagliatamente indicate nel comma 3 dell'articolo 24.
Tale elenco delle attività risulta uguale a quello contenuto nell'art. 2 del regolamento interministeriale 28 marzo 2008, n. 76 di attuazione del credito d'imposta, in materia di Ricerca e sviluppo, introdotto dai commi 280-284 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296.
L'incentivo è pari al 35%, con un limite massimo pari a 200 mila euro annui per ogni impresa impresa, del costo aziendale sostenuto per le nuove assunzioni.
Come per l'altro credito d'imposta per le assunzioni di svantaggiati dovrebbero rientrare i costi salariali che comprendono la retribuzione lorda, prima delle imposte, i contributi obbligatori, quali gli oneri previdenziali, e i contributi assistenziali per figli e familiari.
Diversamente da altre agevolazioni di natura fiscale concessi per le attività di Ricerca e sviluppo questa si specifica per essere strutturale (è autorizzata la spesa di 50 milioni l'anno; per il 2012 sono stati stanziati 25 milioni) e per essere finalizzata ad incentivare l'occupazione in tale attività ovvero l'assunzione di personale in possesso di dottorato di ricerca. Quindi in tale agevolazione non subentrano altre voci quali ,ad esempio, le quote di ammortamento delle attrezzature destinate alla R&S ovvero dei beni immobili in cui è svolta l'attività di R&S etc.
Tale incentivo è quindi una commistione tra incentivo per l'occupazione di personale altamente qualificato ed un incentivo per la stessa Ricerca e Sviluppo (desumibile dalla destinazione a tale attività del personale in possesso di laurea magistrale in discipline di ambito tecnico o scientifico).
L'incentivo si caratterizza quale misura gnerale in quanto:

1. il credito d'imposta è attribuibile a tutte le imprese, a prescindere dalla loro dimensione, dalla localizzazione e dal settore di appartenenza;
2. non esiste alcuna restrizione per quanto riguarda la localizzazione delle attività di ricerca ammissibili al credito d'imposta;
3. l'amministrazione non dispone di alcun potere discrezionale; le imprese dovrebbero beneficiare del credito d'imposta al ricorrere delle condizioni stabilite dalla legge.
 
I controlli dell'amministrazione avranno unicamente lo scopo di verificare l'effettiva esistenza dei requisiti.

In attesa delle disposizioni regolamentari e di prassi che dovranno essere emanate con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze, tali benefici potrebbero cumularsi con quelle previsti dall'art. 2 del D.L. n. 70/2011, allorquando nell'assumere il personale di cui sopra , siano rispettate anche le condizioni richieste da quest'ultima disciplina.
Le assunzioni ai fini del mantenimento del bonus devono, come detto, essere a tempo indeterminato e tali rapporti dovranno essere conservati per almeno 3 anni ( 2 per le piccole e
medie imprese). Il bonus si perde se vengono definitivamente accertate violazioni non formali alla normativa fiscale e contributiva in materia di lavoro dipendente e per le quali siano state irrogate sanzioni non inferiori a 5.000 euro. Inoltre si perdono altresì in casi di violazioni sulla normativa di igiene e sicurezza sui luoghi di lavoro ed in caso di comportamento sindacale del datore di lavoro.
 
Michele Regina
24.06.2012