Partono le procedure per le agevolazioni delle assunzioni previste dalla Legge Fornero per i lavoratori con almeno cinquant’anni, disoccupati da oltre dodici mesi.

La Circolare 111 del 2013 dell’INPS in breve.
La Legge Fornero dal 1.1.2013 (in particlare l’ articolo 4, commi 8-11) ha previsto la concessione di una riduzione contributiva del 50% della contribuzione dovuta dal datore di lavoro per l’assunzione di
1. uomini o donne con almeno cinquant’anni di età e “disoccupati da oltre dodici mesi”;
2. donne di qualsiasi età, residenti in aree svantaggiate e “prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi”;
3. donne di qualsiasi età, con una professione o di un settore economico caratterizzati da
un’accentuata disparità occupazionale di genere e “prive di un impiego regolarmente
retribuito da almeno sei mesi”;
4. donne di qualsiasi età, ovunque residenti e “prive di un impiego regolarmente retribuito daalmeno ventiquattro mesi”.
Però nell’attesa che venga emanata dal Ministero del lavoro la circolare esplicativa del Decreto 30.3.2013, l'Inps forniosce informazioni solo per l’applicazione dell’incentivo in relazione agli uomini e alle donne con almeno cinquant’anni di età e disoccupati da oltre dodici mesi.
Infatti per tali  lavoratori si prescinde dalla residenza, dalla professione esercitata e dal settore economico di impiego; l’età deve essere considerata al momento di decorrenza dell’originaria assunzione.
Misura e durata dell’incentivo
Assunzione diretta
Fattispecie generali
L’incentivo spetta per:
-    le assunzioni a tempo indeterminato;
-    le assunzioni a tempo determinato;
-    le trasformazioni a tempo indeterminato di un precedente rapporto agevolato
-    il part-time
-    per l’assunzione a scopo di somministrazione
-    per i rapporti di lavoro subordinato instaurati in attuazione del vincolo associativo stretto con una cooperativa di lavoro, ai sensi della legge 142/2001.
Non sono previste agevolazioni  per i rapporti di lavoro domestico, intermittente, ripartito, accessorio.
L’incentivo è rappresentata dalla riduzione del 50% dei contributi a carico del datore di lavoro.
In caso di assunzione a tempo indeterminato: la riduzione spetta per diciotto mesi.
In caso di assunzione a tempo determinato: la riduzione spetta fino a dodici mesi.
Se il rapporto viene trasformato a tempo indeterminato la riduzione è riconosciuta per complessivi diciotto mesi.
L’incentivo è previstro anche per la proroga del rapporto – effettuata in conformità alla disciplina del D.lgs 368/2001 -  ma nel limite complessivo di dodici mesi.
Ai fini del riconoscimento dell’incentivo, la trasformazione a tempo indeterminato deve intervenire entro la scadenza del beneficio.
In applicazione dei limiti di cumulo della legge 92/2012 spetta solo l’incentivo residuo per l’assunzione effettuata da un datore di lavoro che presenti assetti proprietari sostanzialmente coincidenti con quelli di chi abbia già goduto dell’incentivo; la stessa limitazione si applica nei casi in cui intercorra un rapporto di collegamento o controllo tra il datore di lavoro che assume e il precedente datore di lavoro ovvero il precedente utilizzatore.
Assunzione a scopo di somministrazione
L’incentivo spetta all’agenzia di somministrazione sia per le assunzioni a tempo indeterminato che determinato.
Nella ipotesi  di assunzione a tempo indeterminato o trasformazione a tempo indeterminato di un rapporto a termine agevolato, l’incentivo spetta sia per la somministrazione a tempo indeterminato che per i periodi di somministrazione a tempo determinato; spetta anche mentre il lavoratore è in disponibilità .
In caso di assunzione a tempo indeterminato l’agenzia potrà fruire del beneficio per un periodo continuativo di 18 mesi, eventualmente diminuito per evitare che il singolo utilizzatore ne fruisca per un periodo complessivo superiore a diciotto mesi, in conseguenza di precedenti godimenti dell’incentivo. Il periodo agevolato non è diminuito se, tra il precedente e l’attuale godimento da parte dell’utilizzatore, il lavoratore abbia cessato di essere disoccupato e sia poi tornato ad esserlo, iniziando a maturare da zero un nuovo periodo di disoccupazione superiore a dodici mesi.
In caso di assunzione a tempo determinato il limite massimo di durata dell’incentivo (12 mesi) non deve essere riferito all’agenzia, ma al singolo utilizzatore.
La stessa agenzia può pertanto bypassare il limite di 12 mesi complessivi previsti per l’assunzione a tempo determinato dello stesso lavoratore; è necessario però che, al momento di ogni assunzione, il lavoratore mantenga lo stato di disoccupazione da oltre 12 mesi e la somministrazione sia effettuata in favore di utilizzatori diversi e non collegati tra loro.
Assunzione diretta successiva a utilizzazione con somministrazione
Nel caso di un soggetto che utilizzi un lavoratore mediante una somministrazione agevolata e successivamente lo assuma alle proprie dirette dipendenze, l'incentivo spetta per il periodo residuo non goduto, se – al momento dell’assunzione – il lavoratore possieda ancora lo stato di disoccupazione superiore a dodici mesi.
Spetta l’incentivo residuo, a prescindere dall’anzianità di disoccupazione posseduta dal lavoratore al momento dell’assunzione diretta, nelle ipotesi in cui il lavoratore viene prima somministrato a tempo determinato, nell’ambito di un rapporto a tempo anch’esso determinato – e poi venga assunto alle dirette dipendenze dell’ex utilizzatore, a condizione che:
- l’assunzione diretta sia effettuata senza soluzione di continuità rispetto all’utilizzazione indiretta;
- l’assunzione diretta sia effettuata entro la scadenza dell’incentivo, computata rispetto alla situazione dell’ex utilizzatore.
Utilizzazione con somministrazione successiva ad assunzione diretta
Nei casi in cui un soggetto svolga con lo stesso lavoratore un rapporto di lavoro subordinato - agevolato o non agevolato - e poi lo utilizzi mediante contratto di somministrazione, l'incentivo relativo alla somministrazione spetta – ricorrendo tutti gli altri presupposti di legge -, a condizione che il lavoratore sia disoccupato da almeno dodici mesi nel momento dell'assunzione.
Condizioni di spettanza dell’incentivo
Gli incentivi sono subordinati:
-    alla regolarità prevista dall’articolo 1, commi 1175 e 1176, della legge 296/2006, inerente:
-    • l’adempimento degli obblighi contributivi;
-    • l’osservanza delle norme poste a tutela delle condizioni di lavoro;
-    • il rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali nonché di quelli regionali, territoriali o aziendali, laddove sottoscritti, stipulati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale;
-    • all’applicazione dei principi stabiliti dall’articolo 4, commi 12, 13 e 15, della legge 92/2012;
-    • alle condizioni generali di compatibilità con il mercato interno, previste dagli articoli 1 e 40 del regolamento (CE) n. 800/2008 della Commissione del 6 agosto 2008 ;
Le condizioni di regolarità previste dall’articolo 1, commi 1175 e 1176, della legge 296/2006
Nel caso di somministrazione, la condizione di regolarità contributiva riguarda l’agenzia di somministrazione, in quanto l’agenzia è in via principale gravata degli obblighi contributivi; invece la condizione di osservanza delle norme poste a tutela delle condizioni di lavoro riguarda sia l’agenzia di somministrazione che l’utilizzatore, in quanto su entrambi incombono obblighi di sicurezza nei confronti del lavoratore somministrato.
Le condizioni derivanti dai principi stabiliti dall’articolo 4, commi 12, 13 e 15, della legge 92/2012
Assunzioni in attuazione di preesistente obbligo
Vengono esclusi  incentivi quando l’assunzione è effettuata in attuazione di un obbligo preesistente, derivante dalla legge o dalla contrattazione collettiva.
Assunzioni che violano un diritto altrui di precedenza all’assunzione.
Parimenti  sono ecsclusi gli incentivi quando l’assunzione viola un diritto di precedenza alla riassunzione di un altro lavoratore ovvero quando l’utilizzazione mediante somministrazione non sia preceduta dalla offerta di riassunzione in favore del lavoratore titolare del diritto di precedenza.
Datori di lavoro e utilizzatori presso i quali sono in atto sospensioni dell'attività lavorativa per crisi o riorganizzazione
Per  ogni assunzione, proroga e trasformazione a tempo indeterminato, va valutata la condizione prevista dall’articolo 4, comma 12, lett. c), l. 92/2012: gli incentivi sono esclusi se il datore di lavoro o l'utilizzatore con contratto di somministrazione abbiano in atto – nella stessa unità produttiva - sospensioni dal lavoro connesse ad una crisi o riorganizzazione aziendale, salvi i casi in cui siano acquisite professionalità sostanzialmente diverse da quelle dei lavoratori sospesi.
Coincidenza sostanziale di assetti proprietari e rapporti di collegamento
L’incentivo è altresì escluso “con riferimento a quei lavoratori che siano stati licenziati, nei sei mesi precedenti, da parte di un datore di lavoro che, al momento del licenziamento, presenti assetti proprietari sostanzialmente coincidenti con quelli del datore di lavoro che assume ovvero risulti con quest'ultimo in rapporto di collegamento o controllo; in caso di somministrazione tale condizione si applica anche all'utilizzatore” (articolo 4, comma 12, lett. d), l. 92/2012).
I limiti di cumulo dell’incentivo.
L’incentivo deve essere applicato in conformità ai limiti di cumulo (ex art. 4, comma 13, della legge 92/2012).
Le condizioni di compatibilità con il mercato interno.
L’incentivo, già nella sua astratta disciplina legale, è conforme alle prescrizioni dei paragrafi 2, 3 e 5, dell’articolo 40 del regolamento comunitario 800/2008.
L’incremento netto dell’occupazione
La condizione inerente l’incremento occupazionale, deve essere invece verificata in concreto, in relazione alle singole assunzioni agevolate.
L’incentivo spetta se l’assunzione, la proroga e la trasformazione realizzano  un incremento netto del numero dei dipendenti del datore di lavoro interessato rispetto alla media dei dodici mesi precedenti; l’incentivo è comunque applicabile, qualora l’incremento non avvenga per:
1.    dimissioni volontarie del lavoratore;
2.    invalidità sopravvenuta o decesso del lavoratore;
3.    pensionamento per raggiunti limiti di età;
4.    riduzione volontaria dell’orario di lavoro;
5.    licenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo.
L’incremento deve essere attualmente valutato in relazione all’intera organizzazione del datore di lavoro e non rispetto alla singola unità produttiva presso cui si svolge il rapporto di lavoro.
La base imponibile  della forza aziendale per la valutazione dell’incremento occupazionale comprende le varie tipologie di lavoratori a tempo determinato e indeterminato, salvo il lavoro cosiddetto accessorio; devono essere considerati anche i lavoratori che sono somministrati nell’ambito di un rapporto di lavoro a tempo determinato intercorrente con l’agenzia. Il lavoratore assunto (o utilizzato mediante somministrazione) in sostituzione di un lavoratore assente non si computa; si computa il lavoratore sostituito.
Per la proroga e la trasformazione a tempo indeterminato, l’incentivo è subordinato ad una nuova.
In caso di assunzione o trasformazione a tempo indeterminato a scopo di somministrazione (a tempo determinato o indeterminato), ai fini dell’incremento occupazionale la qualità formale di datore di lavoro dell’agenzia di somministrazione deve essere ritenuta prevalente rispetto al suo ruolo economico di intermediario. Pertanto l’incremento occupazionale deve essere valutato rispetto ai dipendenti dell’agenzia; nella base di computo della forza aziendale dell’agenzia devono essere considerati i lavoratori assunti a tempo indeterminato a scopo di somministrazione e gli altri dipendenti (rispetto a questi ultimi si computano sia i lavoratori a tempo determinato che indeterminato); l’incremento deve essere valutato rispetto all’intera organizzazione dell’agenzia; non devono essere considerati i lavoratori assunti a tempo determinato a scopo di somministrazione (come già detto, questi devono essere compresi nella forza aziendale dell’utilizzatore).
Ai fini della valutazione dell’incremento occupazionale il numero dei dipendenti è calcolato in Unità di Lavoro Annuo (U.L.A.), secondo il criterio convenzionale proprio del diritto comunitario.
Coordinamento con altri incentivi
Articolo 4, commi 8, 9 e 10, l. 92/2012 e articolo 8, comma 9, l. 407/1990 (agevolazioni contributive per l’assunzione di disoccupati di qualunque età disoccupati da almeno 24 mesi): si applica quest’ultimo
Ricorrendo particolari condizioni è possibile godere prima dell’incentivo previsto dalla legge 92/2012, per un rapporto a tempo determinato, e poi dell’incentivo della legge 407/1990 per la trasformazione a tempo indeterminato.
Infatti spetta l’incentivo previsto dalla legge 407/1990, nell’ipotesi in cui si trasformi a tempo indeterminato un rapporto a termine agevolato ai sensi dell’articolo 4, comma 8, a condizione – tra l’altro – che, al momento della trasformazione , il lavoratore avrebbe avuto un’anzianità di disoccupazione di almeno 24 mesi, se il rapporto di lavoro fosse cessato invece di essere trasformato a tempo indeterminato; non spetta se il lavoratore ha maturato nel frattempo il diritto di precedenza all’instaurazione del rapporto a tempo indeterminato. L’incentivo spetta per 36 mesi dalla data di decorrenza della trasformazione.
Indicazioni operative. Adempimenti dei datori di lavoro
Per fruire dell’incentivo tutti i datori di lavoro interessati devono inoltrare apposita comunicazione all’INPS; la comunicazione deve essere presentata avvalendosi del modulo di istanza on-line “92- 2012", che verrà messo a breve a disposizione all’interno del Cassetto previdenziale Aziende, presso il sito internet www.inps.it (dell’avvenuto rilascio del modulo telematico sarà dato avviso mediante pubblicazione di specifico messaggio); la comunicazione deve essere presentata prima dell’invio della denuncia contributiva ove viene indicata la contribuzione agevolata.
Per assunzioni già effetuate  nel corso del 2013  c’è tempo fino ad ottobre p.v. per le istanze.

News dalla CNCE sul DURC e novità assoluta: il DURT.

DURC  news dalla CNCE: Comunicazione del 15.7.2013
 
La CNCE  (Commissione Paritetica Nazionele per Le Casse Edili) ha informato con nota del 15.7.2013 che dal prossimo 2 settembre 2013 le richieste di rilascio di Durc devono  obbligatoriamente contenere l'indirizzo PEC  (posta certificata) al quale sarà recapitato il documento.
 
L’obbligo riguarderà le richieste presentate non solo dalle Stazioni appaltanti, dagli Enti aggiudicatori o dalle SOA ma anche quelle che perverranno dalle imprese; queste ultime potranno indicare il loro indirizzo PEC o quello del consulente, secondo quanto previsto all'art. 31 del Dlgs 69/2013.
 
Dal 2 settembre 2013 le Casse Edili, con le sedi territoriali competenti  di INPS e INAIL, recapiteranno i Durc solo tramite PEC agli indirizzi indicati dai richiedenti.
L’adempimento, oltra ad essere previsto dalla normativa  ha molti vantaggi legati alla riduzione dei tempi di consegna, diminuzione dei rischi di falsificazione, riduzione dei costi per gli enti gestori.
 
L'eventuale necessità di una trasmissione del Durc - ricevuto dall'impresa via PEC - a soggetti non tenuti all'utilizzo di tale strumento (quali per esempio  i committenti privati o le amministrazioni di altri Paesi) viene superata dalla possibilità di utilizzare la stampa del documento allegato alla mail certificata.
 
Infatti l’'apposizione sul Durc del cosiddetto "glifo", cioè di un contrassegno generato elettronicamente, assicura  la provenienza e la conformità all'originale del documento cartaceo.
 
Il DURT (documento unico di regolarità tributaria)
In arrivo novità  in sede di  emendamenti al DL 69/2013 ( c.d. DL del Fare).
In buona sostanza appaltatori e subappaltatori per ricevere i pagamenti dovranno esibire il DURT. Tale documento  emesso dall’Agenzia dell’Entrate, dovrà certificare la regolarità fiscale da utilizzare nella catena degli appalti e liberare committenti  ed appaltatori dai vincoli della solidarietà fiscale nel versamento delle ritenute fiscali ai dipendenti.

Come si ricorderà il DL aveva cancellato la solidarietà per quanto attiene l’IVA nella filiera degli appalti – ed aveva mandato in soffitta tra l’altro il 770 mensile.  Ora con tale emendamento gli imprenditiori appaltatori  dovranno munirsi di DURT, ma l’Agenzia dell’Enttrate per rilasciarlo dovrà ricevere i dati degli imponibili contributivi e fiscali con relative ritenute operate sui sostituiti  si presume mensilmente.
 
Si cerca di risolvere un problema ma se ne aprono altri 3 per le imprese….
 
Inoltre se il DURT servirà agli applatatori nella catena degli appalti  e lo stesso documento dichiarerà irregolarità per adempimenti non legati alle ritenute da lavoro dipendente , ma , ad esempio, da IVA   saranno da chiarire i termini di azionabilità del recupero.
Verificheremo nel prosiguo come tale proposta – che tale ancora è - andrà in porto!
 
Michele Regina, cdl
21.7.2013

L’INPS con la Circolare 108 del 2013 riordina la disciplina delle rateazioni dei debiti contributivi in fase amministrativa.

A seguito della soppressione di Inpdap ed Enpals  e con le determine del 2012 del 2013  l’Inps fa il punto sulle dilazioni contributive con la circolare 108 del  12.07.2013.
L’uniformità  del quadro normativo di riferimento ha costituto  il presupposto per procedere all’armonizzazione dei criteri regolatori, alla definizione del procedimento amministrativo con il quale dovranno essere gestite le istanze di pagamento in forma dilazionata.
 
Il nuovo Regolamento si attiva quando  non sia stato ancora formato l’Avviso di Addebito e sostituisce, abrogandole, tutte le precedenti disposizioni impartite sulla materia.
Il contribuente per ottenere la dilazione  del proprio debito per contributi e sanzioni, deve presentare un’unica domanda, che comprenda tutti i debiti contributivi in fase amministrativa, maturati nei confronti di tutte le Gestioni amministrate dall'Inps, che risultano denunciati dal contribuente e accertati alla data di presentazione dell’istanza medesima.
 
Nel caso in cui  non siano state denunciate tutte le esposizioni da parte del contribuente l’istanza  verrà respinta.
Il contribuente per ovviare potrà proporre una nuova istanza che comprenda l'intera esposizione debitoria denunciata e/o accertata alla data di presentazione della medesima.
 
La domanda può avere ad oggetto il debito per contribuzione in fase amministrativa.
Sono da intendersi in fase amministrativa i crediti dell’Istituto per i quali, alla data di presentazione della domanda di rateazione, non risulti ancora formato l’Avviso di Addebito di cui all’art. 30 del D.L. 31 maggio 2010, n. 78 convertito, con modificazioni, dalla Legge n. 122 del 30 luglio 2010, nonché i crediti in gestione presso gli uffici legali che, alla medesima data, non siano stati affidati per il recupero agli Agenti della Riscossione, ai sensi dell’art. 7-quater, comma 6, della Legge 9 aprile 2009, n. 33.
Il contribuente può richiedere la rateizzazione di tutte le partite a debito dovute a titolo di omissione o di evasione, comprese le somme dovute a titolo di ritenute previdenziali e assistenziali a carico dei lavoratori.
 
Le rateazioni dei debiti contributivi-come in passato - in fase amministrativa possono essere concesse fino ad un massimo di 24 mesi.
 
Rimane tuttavia vigente la possibilità per il contribuente di chiedere al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali il prolungamento della rateazione fino a 36 rate.
 
Rimane altrettanto vigente per particolari specifici casi che il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministro dell’Economia e Finanze, può concedere con decreto il pagamento dilazionato fino a 60 mensilità.
Per accedere alla rateazione il contribuente si deve impegnare a riconoscere integralmente tutti i debiti esposti nel piano  e si deve impegnare anche ad evitare contenziosi giudiziari volti al recupero delle somme a debito: in buona sostanza se si riconosce il debito non si deve fare causa all’INPS per il successivo disconoscimento dello stesso.
Ci si deve altresì impegnare a rispettare la correntezza contributiva.
Per favorire l’utilizzo dell’istituto della rateazione come strumento idoneo ad agevolare il recupero dei crediti in funzione del definitivo superamento dello stato di insolvenza, potranno essere compresi nella rateazione anche gli importi relativi all’ultimo periodo contributivo - mese/trimestre/rata in relazione alla specificità di ciascuna Gestione - scaduto alla data di presentazione della domanda stessa.
Come precisato, il pagamento in forma dilazionata è finalizzato al recupero della condizione di regolarità del contribuente che, pertanto, per tutta la durata della rateazione concessa deve provvedere al regolare versamento, oltre che delle rate accordate, anche della contribuzione dovuta mensilmente o periodicamente per ciascuna Gestione, alle rispettive scadenze di legge.
 
In relazione a ciò, per espressa previsione del Regolamento, il contribuente non potrà inserire nell’istanza di rateazione un’esposizione debitoria che si sia determinata nel corso di una precedente dilazione.
 
Il requisito di correntezza contributiva, infatti, costituisce una delle condizioni essenziali per il permanere del titolo al pagamento in forma rateale.
Si mantiene il diritto alla dilazione , una volta autorizzata,  se nel corso della rateazione il contribuente provveda al regolare versamento sia della contribuzione dovuta per ciascuna Gestione, alle rispettive scadenze di legge, sia delle rate accordate.
Infatti in sede di domanda  il contribuente si impegna ad effettuare  il versamento delle rate mensili accordate e definite nel piano di ammortamento ed il versamento dei contributi correnti mensili o periodici nei confronti di tutte le Gestioni previdenziali dell'Istituto.
Il venir meno di una o di entrambe le condizioni comporta l’immediata revoca della dilazione accordata.
 
 
Si procederà  all’immediata revoca della rateazione accordata laddove sia accertato il mancato pagamento da parte del contribuente di due rate mensili consecutive, pur in presenza della condizione di regolarità nel versamento della contribuzione dovuta mensilmente o periodicamente.
 
Competenze decisionali  per le dilazioni.
Ai Direttori provinciali dell’Istituto è attribuito il potere di:
- decidere le rateazioni fino a 24 rate dei debiti contributivi in fase amministrativa, nel limite d'importo di euro 500.000,00;
- esprimere il parere sull'estensione della rateazione fino a 36 rate, nel limite del predetto importo;
- dare esecuzione all'autorizzazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali sull'estensione della dilazione a 36 rate.
 
Ai Direttori regionali dell’Istituto, è attribuito il potere di:
- decidere le rateazioni fino a 24 rate dei debiti contributivi in fase amministrativa, nel limite d'importo superiore ad euro 500.000,00 e fino a euro 1.000.000,00;
- esprimere il parere sull'estensione della rateazione fino a 36 rate, entro i predetti limiti d'importo.
 
Al Direttore Centrale Entrate, titolare della funzione di monitoraggio e verifica della puntuale ed uniforme applicazione della normativa in materia di rateazione dei debiti contributivi da parte delle strutture territoriali finalizzata all’individuazione delle eventuali azioni correttive, compete il potere di:
- decidere le domande di rateazione nel limite di 24 rate per i crediti di importo superiore a euro 1.000.000,00;
- esprimere il parere sull’estensione della rateazione fino a 36 rate nell’ambito degli importi di competenza.
 
Michele Regina, cdl
14.07.2013

Cambia ancora il regime di solidaretà negli appalti.

L’art. 50, D.L. n. 69/2013  (c.d. dl del fare) modifica ancora  l’art. 35, co 28, D.L. n. 223/2006 e limita il c.d.  regime della responsabilità solidale dell’appaltatore/subcommittente, nei limiti del corrispettivo dovuto per le  ritenute fiscali sui redditi da lavoro dipendente “dovute dal subappaltatore all’erario in relazione alle prestazioni effettuate nell’ambito del rapporto di subappalto”.
E’ stata eliminata, come richiesto a gran voce dagli operatori ed addetti ai lavori, la responsabilità solidale sul versamento dell’IVA eventualmente dovuta.
Era prevista una rigida verifica prima da parte del commitente e appaltatori/subappaltori prodromica al pagamento dello stato di avanzamento lavori, o comunque di un pagamento.
Si arrivava all’assurdo di bloccare, ad esempio, a fronte di debiti per euro 5.000,00 ai fini IVA  pagamenti per euro  50.000,00!
Ovviamente, come detto , è venuto meno solo  l’aspetto più complesso, quello inerente l’IVA, nella filiera della responsabiltà solidale ma rimane tutta quella relativa alle ritenute di lavoro dipendente con le conseguenti attività previste dalla norma.
 
L’art 9, c. 1, D.L. n. 76/2013  relativo all’occupazione allarga le maglie della responsabilità solidale a favore dei lavoratori autonomi che prestano la loro attività negli appalti. Si ricorda che tale regime di solidarietà era normato per i lavoratori subordinati.
Tale responsabilità vige  nei limiti temporali dei due anni dalla cessazione dell’appalto: si ricorda che è attivabile con le caratteristiche proprie di tale istituto quali il  beneficio della preventiva escussione ed azione di regresso di cui all’art. 29 del d.lgs. n. 276/2003.
Ora sarà da chiarire in via operativa, in relazione  alla formulazione lata indicata in DL 76 di contratto di lavoro autonomo,   se tale vincolo solidarisitico, come appare in evidenza, si debba applicare  a tutte le prestazioni d’opera ed intellettuali  quali quelle previste  dagli art. 2229 c.c., art. 2222 c.c., cococo; cocopro, contratti d’opera occasionali.
Per le cocopro inoltre, come è stato osservato da più di qualche esperto, l’ampliamento della della responsabilità solidale ha un rilievo  maggiore se correlato all’obbligo del Committente  di adeguare i compensi dei prestatori alla disciplina del CCNL, ove previsto, ed  in mancanza,  come previsto dal D.lgs 276/2003  art. 63, come rivisto dalla L.92/2012   “alle retribuzioni minime previste dai contratti collettivi nazionali di categoria applicati nel settore di riferimento alle figure professionali il cui profilo di competenza e di esperienza sia analogo a quello dei collaboratori a progetto”.  Questa norma, rivista dal DL 76,  esclude che la contrattazione collettiva ai sensi dell’art. 29 d.lgs n. 276/2003 possa fare venire meno la responsabilità solidale in materia di obblighi contributivi e assicurativi, prevedendo l’esclusione dell’applicazione solidarisitca per le PP.AA. negli appalti.
 
Michele Regina, CdL
07.07.2013

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