News dalla CNCE sul DURC e novità assoluta: il DURT.

DURC  news dalla CNCE: Comunicazione del 15.7.2013
 
La CNCE  (Commissione Paritetica Nazionele per Le Casse Edili) ha informato con nota del 15.7.2013 che dal prossimo 2 settembre 2013 le richieste di rilascio di Durc devono  obbligatoriamente contenere l'indirizzo PEC  (posta certificata) al quale sarà recapitato il documento.
 
L’obbligo riguarderà le richieste presentate non solo dalle Stazioni appaltanti, dagli Enti aggiudicatori o dalle SOA ma anche quelle che perverranno dalle imprese; queste ultime potranno indicare il loro indirizzo PEC o quello del consulente, secondo quanto previsto all'art. 31 del Dlgs 69/2013.
 
Dal 2 settembre 2013 le Casse Edili, con le sedi territoriali competenti  di INPS e INAIL, recapiteranno i Durc solo tramite PEC agli indirizzi indicati dai richiedenti.
L’adempimento, oltra ad essere previsto dalla normativa  ha molti vantaggi legati alla riduzione dei tempi di consegna, diminuzione dei rischi di falsificazione, riduzione dei costi per gli enti gestori.
 
L'eventuale necessità di una trasmissione del Durc - ricevuto dall'impresa via PEC - a soggetti non tenuti all'utilizzo di tale strumento (quali per esempio  i committenti privati o le amministrazioni di altri Paesi) viene superata dalla possibilità di utilizzare la stampa del documento allegato alla mail certificata.
 
Infatti l’'apposizione sul Durc del cosiddetto "glifo", cioè di un contrassegno generato elettronicamente, assicura  la provenienza e la conformità all'originale del documento cartaceo.
 
Il DURT (documento unico di regolarità tributaria)
In arrivo novità  in sede di  emendamenti al DL 69/2013 ( c.d. DL del Fare).
In buona sostanza appaltatori e subappaltatori per ricevere i pagamenti dovranno esibire il DURT. Tale documento  emesso dall’Agenzia dell’Entrate, dovrà certificare la regolarità fiscale da utilizzare nella catena degli appalti e liberare committenti  ed appaltatori dai vincoli della solidarietà fiscale nel versamento delle ritenute fiscali ai dipendenti.

Come si ricorderà il DL aveva cancellato la solidarietà per quanto attiene l’IVA nella filiera degli appalti – ed aveva mandato in soffitta tra l’altro il 770 mensile.  Ora con tale emendamento gli imprenditiori appaltatori  dovranno munirsi di DURT, ma l’Agenzia dell’Enttrate per rilasciarlo dovrà ricevere i dati degli imponibili contributivi e fiscali con relative ritenute operate sui sostituiti  si presume mensilmente.
 
Si cerca di risolvere un problema ma se ne aprono altri 3 per le imprese….
 
Inoltre se il DURT servirà agli applatatori nella catena degli appalti  e lo stesso documento dichiarerà irregolarità per adempimenti non legati alle ritenute da lavoro dipendente , ma , ad esempio, da IVA   saranno da chiarire i termini di azionabilità del recupero.
Verificheremo nel prosiguo come tale proposta – che tale ancora è - andrà in porto!
 
Michele Regina, cdl
21.7.2013

L’INPS con la Circolare 108 del 2013 riordina la disciplina delle rateazioni dei debiti contributivi in fase amministrativa.

A seguito della soppressione di Inpdap ed Enpals  e con le determine del 2012 del 2013  l’Inps fa il punto sulle dilazioni contributive con la circolare 108 del  12.07.2013.
L’uniformità  del quadro normativo di riferimento ha costituto  il presupposto per procedere all’armonizzazione dei criteri regolatori, alla definizione del procedimento amministrativo con il quale dovranno essere gestite le istanze di pagamento in forma dilazionata.
 
Il nuovo Regolamento si attiva quando  non sia stato ancora formato l’Avviso di Addebito e sostituisce, abrogandole, tutte le precedenti disposizioni impartite sulla materia.
Il contribuente per ottenere la dilazione  del proprio debito per contributi e sanzioni, deve presentare un’unica domanda, che comprenda tutti i debiti contributivi in fase amministrativa, maturati nei confronti di tutte le Gestioni amministrate dall'Inps, che risultano denunciati dal contribuente e accertati alla data di presentazione dell’istanza medesima.
 
Nel caso in cui  non siano state denunciate tutte le esposizioni da parte del contribuente l’istanza  verrà respinta.
Il contribuente per ovviare potrà proporre una nuova istanza che comprenda l'intera esposizione debitoria denunciata e/o accertata alla data di presentazione della medesima.
 
La domanda può avere ad oggetto il debito per contribuzione in fase amministrativa.
Sono da intendersi in fase amministrativa i crediti dell’Istituto per i quali, alla data di presentazione della domanda di rateazione, non risulti ancora formato l’Avviso di Addebito di cui all’art. 30 del D.L. 31 maggio 2010, n. 78 convertito, con modificazioni, dalla Legge n. 122 del 30 luglio 2010, nonché i crediti in gestione presso gli uffici legali che, alla medesima data, non siano stati affidati per il recupero agli Agenti della Riscossione, ai sensi dell’art. 7-quater, comma 6, della Legge 9 aprile 2009, n. 33.
Il contribuente può richiedere la rateizzazione di tutte le partite a debito dovute a titolo di omissione o di evasione, comprese le somme dovute a titolo di ritenute previdenziali e assistenziali a carico dei lavoratori.
 
Le rateazioni dei debiti contributivi-come in passato - in fase amministrativa possono essere concesse fino ad un massimo di 24 mesi.
 
Rimane tuttavia vigente la possibilità per il contribuente di chiedere al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali il prolungamento della rateazione fino a 36 rate.
 
Rimane altrettanto vigente per particolari specifici casi che il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministro dell’Economia e Finanze, può concedere con decreto il pagamento dilazionato fino a 60 mensilità.
Per accedere alla rateazione il contribuente si deve impegnare a riconoscere integralmente tutti i debiti esposti nel piano  e si deve impegnare anche ad evitare contenziosi giudiziari volti al recupero delle somme a debito: in buona sostanza se si riconosce il debito non si deve fare causa all’INPS per il successivo disconoscimento dello stesso.
Ci si deve altresì impegnare a rispettare la correntezza contributiva.
Per favorire l’utilizzo dell’istituto della rateazione come strumento idoneo ad agevolare il recupero dei crediti in funzione del definitivo superamento dello stato di insolvenza, potranno essere compresi nella rateazione anche gli importi relativi all’ultimo periodo contributivo - mese/trimestre/rata in relazione alla specificità di ciascuna Gestione - scaduto alla data di presentazione della domanda stessa.
Come precisato, il pagamento in forma dilazionata è finalizzato al recupero della condizione di regolarità del contribuente che, pertanto, per tutta la durata della rateazione concessa deve provvedere al regolare versamento, oltre che delle rate accordate, anche della contribuzione dovuta mensilmente o periodicamente per ciascuna Gestione, alle rispettive scadenze di legge.
 
In relazione a ciò, per espressa previsione del Regolamento, il contribuente non potrà inserire nell’istanza di rateazione un’esposizione debitoria che si sia determinata nel corso di una precedente dilazione.
 
Il requisito di correntezza contributiva, infatti, costituisce una delle condizioni essenziali per il permanere del titolo al pagamento in forma rateale.
Si mantiene il diritto alla dilazione , una volta autorizzata,  se nel corso della rateazione il contribuente provveda al regolare versamento sia della contribuzione dovuta per ciascuna Gestione, alle rispettive scadenze di legge, sia delle rate accordate.
Infatti in sede di domanda  il contribuente si impegna ad effettuare  il versamento delle rate mensili accordate e definite nel piano di ammortamento ed il versamento dei contributi correnti mensili o periodici nei confronti di tutte le Gestioni previdenziali dell'Istituto.
Il venir meno di una o di entrambe le condizioni comporta l’immediata revoca della dilazione accordata.
 
 
Si procederà  all’immediata revoca della rateazione accordata laddove sia accertato il mancato pagamento da parte del contribuente di due rate mensili consecutive, pur in presenza della condizione di regolarità nel versamento della contribuzione dovuta mensilmente o periodicamente.
 
Competenze decisionali  per le dilazioni.
Ai Direttori provinciali dell’Istituto è attribuito il potere di:
- decidere le rateazioni fino a 24 rate dei debiti contributivi in fase amministrativa, nel limite d'importo di euro 500.000,00;
- esprimere il parere sull'estensione della rateazione fino a 36 rate, nel limite del predetto importo;
- dare esecuzione all'autorizzazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali sull'estensione della dilazione a 36 rate.
 
Ai Direttori regionali dell’Istituto, è attribuito il potere di:
- decidere le rateazioni fino a 24 rate dei debiti contributivi in fase amministrativa, nel limite d'importo superiore ad euro 500.000,00 e fino a euro 1.000.000,00;
- esprimere il parere sull'estensione della rateazione fino a 36 rate, entro i predetti limiti d'importo.
 
Al Direttore Centrale Entrate, titolare della funzione di monitoraggio e verifica della puntuale ed uniforme applicazione della normativa in materia di rateazione dei debiti contributivi da parte delle strutture territoriali finalizzata all’individuazione delle eventuali azioni correttive, compete il potere di:
- decidere le domande di rateazione nel limite di 24 rate per i crediti di importo superiore a euro 1.000.000,00;
- esprimere il parere sull’estensione della rateazione fino a 36 rate nell’ambito degli importi di competenza.
 
Michele Regina, cdl
14.07.2013

Cambia ancora il regime di solidaretà negli appalti.

L’art. 50, D.L. n. 69/2013  (c.d. dl del fare) modifica ancora  l’art. 35, co 28, D.L. n. 223/2006 e limita il c.d.  regime della responsabilità solidale dell’appaltatore/subcommittente, nei limiti del corrispettivo dovuto per le  ritenute fiscali sui redditi da lavoro dipendente “dovute dal subappaltatore all’erario in relazione alle prestazioni effettuate nell’ambito del rapporto di subappalto”.
E’ stata eliminata, come richiesto a gran voce dagli operatori ed addetti ai lavori, la responsabilità solidale sul versamento dell’IVA eventualmente dovuta.
Era prevista una rigida verifica prima da parte del commitente e appaltatori/subappaltori prodromica al pagamento dello stato di avanzamento lavori, o comunque di un pagamento.
Si arrivava all’assurdo di bloccare, ad esempio, a fronte di debiti per euro 5.000,00 ai fini IVA  pagamenti per euro  50.000,00!
Ovviamente, come detto , è venuto meno solo  l’aspetto più complesso, quello inerente l’IVA, nella filiera della responsabiltà solidale ma rimane tutta quella relativa alle ritenute di lavoro dipendente con le conseguenti attività previste dalla norma.
 
L’art 9, c. 1, D.L. n. 76/2013  relativo all’occupazione allarga le maglie della responsabilità solidale a favore dei lavoratori autonomi che prestano la loro attività negli appalti. Si ricorda che tale regime di solidarietà era normato per i lavoratori subordinati.
Tale responsabilità vige  nei limiti temporali dei due anni dalla cessazione dell’appalto: si ricorda che è attivabile con le caratteristiche proprie di tale istituto quali il  beneficio della preventiva escussione ed azione di regresso di cui all’art. 29 del d.lgs. n. 276/2003.
Ora sarà da chiarire in via operativa, in relazione  alla formulazione lata indicata in DL 76 di contratto di lavoro autonomo,   se tale vincolo solidarisitico, come appare in evidenza, si debba applicare  a tutte le prestazioni d’opera ed intellettuali  quali quelle previste  dagli art. 2229 c.c., art. 2222 c.c., cococo; cocopro, contratti d’opera occasionali.
Per le cocopro inoltre, come è stato osservato da più di qualche esperto, l’ampliamento della della responsabilità solidale ha un rilievo  maggiore se correlato all’obbligo del Committente  di adeguare i compensi dei prestatori alla disciplina del CCNL, ove previsto, ed  in mancanza,  come previsto dal D.lgs 276/2003  art. 63, come rivisto dalla L.92/2012   “alle retribuzioni minime previste dai contratti collettivi nazionali di categoria applicati nel settore di riferimento alle figure professionali il cui profilo di competenza e di esperienza sia analogo a quello dei collaboratori a progetto”.  Questa norma, rivista dal DL 76,  esclude che la contrattazione collettiva ai sensi dell’art. 29 d.lgs n. 276/2003 possa fare venire meno la responsabilità solidale in materia di obblighi contributivi e assicurativi, prevedendo l’esclusione dell’applicazione solidarisitca per le PP.AA. negli appalti.
 
Michele Regina, CdL
07.07.2013

Svantaggiati : il DM è in Gazzetta Ufficiale.

Come comunicato con nota del 5.6.2013 finalmente il Decreto sugli svantaggiati è in GURI   ai fini della sua efficacia.

Infatti è  sulla Gazzetta Ufficiale n. 153 del 2 luglio 2013, il Decreto 20 marzo 2013 con l'individuazione dei lavoratori svantaggiati.

In conformità a quanto previsto dalle lettere a), b) ed e) del punto 18 dell'articolo 2 del Regolamento (CE) n. 800/2008, sono svantaggiati:

a) "chi non ha un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi", ovvero coloro che negli ultimi sei mesi non hanno prestato attivita' lavorativa riconducibile ad un rapporto di lavoro subordinato della durata di almeno sei mesi ovvero coloro che negli ultimi sei mesi hanno svolto attività lavorativa in forma autonoma o parasubordinata dalla quale derivi un reddito inferiore al reddito annuale minimo personale escluso da imposizione;

b) "chi non possiede un diploma di scuola media superiore o professionale" (ISCED 3) ovvero coloro che non abbiano conseguito un titolo di studio di istruzione secondaria superiore, rientrante nel livello terzo della classificazione internazionale sui livelli d'istruzione;

c) "chi è occupato in uno dei settori economici dove c'è un tasso di disparità uomo-donna che supera di almeno il 25%, la disparità media uomo-donna in tutti i settori economici italiani", ovvero coloro che sono occupati in settori economici in cui sia riscontrato il richiamato differenziale nella misura di almeno il 25 per cento, come annualmente individuati dalla Rilevazione continua sulle forze di lavoro dell'Istat e appartengono al genere sottorappresentato.

 

Si ricorda che ai sensi e per gli effetti dell'art. 20 , Dlgs 276/2003,

"5-ter. Le disposizioni di cui al comma 4 non operano qualora il contratto di somministrazione preveda l'utilizzo: a) di soggetti disoccupati percettori dell'indennità' ordinaria di disoccupazione non agricola con requisiti normali o ridotti, da almeno sei mesi; b) di soggetti comunque percettori di ammortizzatori sociali, anche in deroga, da almeno sei mesi. Resta comunque fermo quanto previsto dei commi 4 e 5 dell'articolo 8 del decreto-legge 21 marzo 1988, n. 86, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 maggio 1988, n. 160; c) di lavoratori definiti "svantaggiati" o "molto svantaggiati" ai sensi dei numeri 18) e 19) dell'articolo 2 del regolamento (CE) n. 800/2008 della Commissione, del 6 agosto 2008. Con decreto di natura non regolamentare del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, si provvede all'individuazione dei lavoratori di cui alle lettere a), b) ed e) del n. 18) dell'articolo 2 del suddetto regolamento (CE) n. 800/2008"

 

Questo vuol dire che in caso di presenza di detti soggetti le indicazioni previste dal comma 4 dello stesso articolo in merito alla somministrazione a termine ( causali e contingentamento dovuto ai CCNL ) non trovano applicazione  in presenza della certezza dei requisiti   suindicati.

Dott. Michele Regina

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