Pensionati all’estero così le detrazioni per il 2018

Con il messaggio  5090 del 20.12.2017  l’Inps ricorda che per  fruire delle detrazioni per carichi di famiglia, di cui all’art. 12 del TUIR (D.P.R. 917/86), i pensionati residenti all’estero, in Paesi che assicurano un adeguato scambio di informazioni, devono presentare ogni anno  domanda all’Istituto per ciascun periodo d’imposta.

L'elenco  dei Paesi di cui sopra  che consentono un adeguato scambio di informazioni  viene  aggiornato  con cadenza semestrale dal Ministero dell’Economia.  

Con il  messaggio n. 1763/2017 sono state già  fornite indicazioni in merito alle modalità e termini utili per presentare la domanda di applicazione delle detrazioni per carichi familiari per il corrente anno .

I pensionati residenti in paesi che assicurano un adeguato scambio di informazioni per  il periodo d’imposta relativo al  2018 ai fini riconoscimento dell’applicazione delle detrazioni per carichi di famiglia,  possono presentare istanza mediante  le seguenti modalità:

-      direttamente, accedendo con PIN dispositivo o credenziali SPID di secondo livello al servizio on line dedicato, seguendo il percorso: www.inps.it\ Prestazioni e Servizi\Fascicolo previdenziale cittadino\ D.21/09/2015 Rich. Detr. Res. Estero;

ovvero
 -      avvalendosi dell’assistenza gratuita dei Patronati, che hanno a disposizione il medesimo applicativo nell’apposita sezione loro dedicata del sito istituzionale, accessibile attraverso il seguente percorso:  www.inps.it\Prestazioni e servizi\Per tipologia di utente\Patronati\Gestione Residenti Estero\ D. 21/09/2015 Rich. Detr. Res. Estero.
 
Le strutture territoriali dell’Inps dispongono del  medesimo applicativo per gestire le eventuali domande anche cartacee, complete di attestazione dei requisiti prescritti dalla normativa vigente, fatte pervenire dai cittadini.

Per il 2018  saranno mantenute le detrazioni del 2017 ai pensionati residenti nei Paesi di cui sopra se la presentazione della domanda  delle detrazioni  sarà effettuata entro il 15 febbraio 2018, fermo restando l’obbligo di comunicare all’Istituto eventuali variazioni nei carichi che si dovessero verificare successivamente in corso d’anno.

Se le istanze pervenissero dopo  il termine del 15 febbraio 2018 l’Inps procede  alla revoca delle stesse, con effetto dalla rata di aprile 2018 per tutte le gestioni, con adeguamento mensile della tassazione dalla medesima rata e recupero delle detrazioni provvisoriamente attribuite nelle mensilità in 11 rate. Se dopo  la  revoca  dovessero pervenire, con riferimento ai pensionati interessati, domande di applicazione delle detrazioni per carichi familiari, le detrazioni richieste saranno nuovamente  attribuite con la prima rata utile, comprensive del conguaglio a credito in relazione alle mensilità pregresse

Dott. Michele Regina, CdL in Roma

Circolare INAIL del 19.12.2017

L’Inail  ( www.inail.it ) con la Circolare 53 del 19 u.s. ricorda che entro il 16 maggio 2018 devono riprendere i pagamenti sospesi nei territori colpiti dagli eventi sismici, senza applicazione di sanzioni e interessi.
La Circolare in discorso chiarisce che è possibile procedere al pagamento entro la predetta data in un’unica soluzione dei premi sospesi dal 24 agosto 2016 al 30 settembre 2017 ovvero ricominciare a pagare a rate con la riattivazione dei piani di ammortamento delle rateazioni  già concessi.
I soggetti beneficiari della sospensione che intendono effettuare i versamenti in forma rateale fino a un massimo di ventiquattro rate possono  presentare apposita domanda alla Sede Inail competente utilizzando il modulo apposito allegato alla Circolare 53 e che sostituisce il modulo di rateazione allegato alla precedente n.24 del 2017 .

 Resta fermo che in caso di pagamento rateale, l’importo di ciascuna rata non può essere inferiore a 50,00 euro. La prima rata deve essere versata entro il 16 maggio 2018 e i successivi pagamenti devono essere effettuati entro il giorno sedici di ogni mese.

Si possono altresì estinguere  anticipatamente in qualsiasi momento i piani di rateazione e versare in unica soluzione le somme dovute.

La circolare, inoltre, nel riprendere l’ordinanza commissariale 41/2017, chiarisce la differenza tra il Durc online, strumento di verifica della regolarità contributiva dell’impresa rilasciato attraverso l’apposito servizio online disponibile sui portali Inail e Inps, e il Durc di congruità.

Il Durc di congruità certifica appunto  la congruità dell’incidenza della manodopera nel  cantiere edile  interessato dai lavori di ricostruzione pubblica e privata ed è rilasciato esclusivamente dalle Casse edili territorialmente competenti.

Si tratta quindi di due documenti differenti aventi finalità diverse.

Dott. Michele Regina, CdL in Roma
 
 

No all’esonero del collocamento mirato per banche di credito cooperativo

Il Ministero con la nota del 7.12.2017 , N°10701 , risponde ad un quesito della ITL di Padova  circa la  corretta applicazione della normativa  sul  collocamento obbligatorio  riferita  alle banche cooperative

 Il Ministero  ricorda che l’art. 4, co. 1, della L. 68/1999, nell’individuare i  i “Criteri di computo della quota di riserva”, precisa che sono considerati esclusi dal computo della base di calcolo sulla quale applicare le percentuali legali per determinare il numero di  posti riservati a lavoratori disabili, fra gli altri, “i soci di cooperative di produzione e lavoro”, secondo  una previsione conservata nel testo legale anche dopo le successive modificazioni dell’articolo.

Già con la circolare  41 del 2000 dello stesso Dicastero si  precisava che il riferimento disposizione dovesse

 “intendersi esteso, stante la ratio legislativa e coerentemente con le finalità sottese al disposto normativo, a tutti i soci di cooperative di lavoro (anche ai soci che siano lavoratori  dipendenti) e non solo a quelli delle cooperative di produzione e lavoro, in quanto iscritte nell’apposita sezione del registro prefettizio”.

Le banche di credito cooperativo per il Ministero  non rientrano tra le  cooperative di produzione e lavoro, essendo tra l’altro iscritte in una categoria diversa dell’albo delle società cooperative istituito presso il Ministero dello sviluppo Economico ,  e non rientrano nella categoria delle cooperative sociali, come individuate  dalla  Legge 8 novembre 1991, n. 381 .

 Il Ministero per questi motivi , aderendo  a quanto affermato dall’Assessorato al Lavoro della Regione Veneto interpellato sull’argomento, ritiene che l’esclusione ex art. 4, co. 1, non riguardi le banche di credito cooperativo, quindi non possa essere da queste invocata per sottrarsi al rispetto delle previsioni cogenti sul collocamento mirato di soggetti svantaggiati.

Dott. Michele Regina, CdL in Roma

Alla cassa il 18 dicembre per le imposte sostitutive sulle rivalutazioni del TFR

Si ricorda che l’imposta va versata   quale acconto entro il 16 dicembre, ma quest’anno  slitta  al 18 successivo ,  e quale saldo entro il 16 febbraio prossimo  tramite il modello F24 con i seguenti  codici tributo :

1712: Acconto
1713: Saldo
 
L’anno di riferimento  da in indicare in f24 nella sezione erario è  per i prossimi versamenti  il 2017.

La base imponibile dell’imposta sostitutiva è costituita dalla rivalutazione del fondo TFR esistente in bilancio alla data del 31 dicembre dell’anno precedente. L’aliquota con cui calcolare l’imposta sull’imponibile è pari al 17 %.

L’acconto  è dovuto per l’anno in cui maturano le rivalutazioni ed a riguardo vi sono due metodi ci calcolo : o quello storico o quello presuntivo.

Per il  metodo storico  l’importo dell’acconto sarà pari al 90 % della rivalutazione maturata nell’anno precedente.
 Per il metodo presuntivo  l’importo dell’acconto è calcolato nella misura del 90 %  con riferimento al TFR maturato al 31 dicembre dell’anno precedente relativo ai dipendenti in forza al 30 novembre dell’anno per il quale l’acconto è dovuto, utilizzando l’incremento dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati l’imposta  sostitutiva sulle rivalutazioni trattenuta sulle erogazioni ai lavoratori cessati entro il 30 novembre dell’anno in corso.

 Entro il prossimo  16 febbraio deve essere versata, quale saldo ,  la differenza tra l’imposta complessivamente dovuta e quanto versato in acconto.

 L’imposta versata dal sostituto deve essere imputata a riduzione del fondo TFR.

Versamenti in eccesso possono essere scomputati in compensazione.

Dott. Michele Regina, CdL in Roma

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