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Pagamento delle prestazioni all’estero: accertamento dell’esistenza in vita per l’anno 2017

Con il messaggio 3378/2017 l'INPS  fornisce indicazioni circa  la nuova procedura di accertamento dell’esistenza in vita dei pensionati che riscuotono la pensione all’estero attraverso istituti di credito convenzionati con l’INPS.

Ricorda l’Istituto che  il  Servizio di pagamento delle prestazioni INPS al di fuori del territorio nazionale è stato affidato,  a seguito di  aggiudicazione di gara, a  Citibank, N.A. per  trentasei mesi a decorrere dal 1° novembre 2016. Un elemento di novità introdotto dal nuovo contratto è rappresentato dalla configurazione dell’attività di accertamento dell’esistenza in vita come servizio a richiesta, aggiuntivo rispetto al servizio principale relativo all’esecuzione dei pagamenti all’estero.

Pertanto di  anno in anno, INPS richiederà alla Banca di procedere alla verifica generalizzata dell’esistenza in vita adottando, nei limiti previsti dal contratto, criteri specifici per la definizione dei limiti e delle modalità di tale accertamento, in una logica di semplificazione burocratica e di efficienza gestionale.

In accordo con la predetta Banca , è stato deciso di frazionare la platea dei pensionati coinvolti in due blocchi, distinti per aree geografiche di residenza, programmando due differenti  fasi di verifica, a partire dal mese di settembre 2017.

La verifica 2017 non sarà effettuata esclusivamente attraverso l’invio a tutti i pensionati che riscuotono all’estero di lettere personalizzate di richiesta di attestazione dell’esistenza in vita ma, per alcuni gruppi di pensionati, l’accertamento sarà effettuato attraverso strumenti alternativi o seguirà cadenze diverse in base a valutazioni riguardanti l’incidenza del rischio di pagamento di rilevanti somme indebite, o tenendo conto delle  attestazioni fatte pervenire spontaneamente dai pensionati nell’imminenza dell’avvio della verifica.

L’Inps precisa che non sono tenuti a restituire le attestazioni:

1.    pensionati che riscuotono ogni anno  pensioni di importo mensile inferiore a 10 euro;

2.    titolari di pensioni che sono oggetto di scambi mensili di informazioni con  gli enti previdenziali tedeschi e svizzeri;

3.    beneficiari che hanno riscosso la pensione agli sportelli di Western Union;

4.    beneficiari che, di propria iniziativa, hanno fornito a Citibank una valida attestazione/certificazione di esistenza in vita con data recente.

E’ stato pertanto realizzato un nuovo servizio on line per la gestione delle modalità riferite a tale verifica generalizzata e a fornire informazioni utili all’utenza.

 La citata banca ,Citibank, ha reso disponibili ai pensionati coinvolti in tale processo le  modalità per fornire la prova di esistenza in vita:

-    modalità cartacea da realizzare  entro il termine indicato nella lettera esplicativa;

-    con modalità on line mediante l’applicativo del servizio predisposto da Citybank.

Nel caso in cui il pensionato si trovi in stato di infermità fisica o mentale, o si tratti di pensionati che risiedono in istituti di riposo o sanitari, pubblici o privati, o di pensionati affetti da patologie che ne impediscono gli spostamenti  o di soggetti incapaci o reclusi in istituti di detenzione, è necessario contattare il servizio di assistenza di Citibank che renderà disponibile il modulo alternativo di certificazione di esistenza in vita (che è allegato al messaggio). Tale modulo, su richiesta del pensionato o del patronato, sarà inviato a mezzo di posta elettronica in formato PDF; i Patronati abilitati hanno la possibilità di produrre e stampare autonomamente il pacchetto per la prova di alternativa di esistenza in vita . Il modulo dovrà essere compilato e sottoscritto dai  soggetti indicati nel messaggio in commento e restituito a Citibank unitamente alla documentazione supplementare

Circolare 30 del 2017 dell’INAIL sulla disabilità ed incentivi ai datori di lavoro .

L’INAIL, con avviso presente sul proprio  sito  istituzionale ( www.inail.it ), rende noto l’emanazione della Circolare n. 30/2017  del 25 luglio u.s.  con la quale da il via  in via sperimentale alle misure a sostegno dell’inserimento lavorativo in nuova occupazione per disabili per lavoro .

/>L’Istituto    ha approvato il regolamento per il reinserimento e l’integrazione lavorativa delle persone con disabilità da lavoro, in attuazione dell’art. 1, co. 166, L. n. 190/2014. La norma assegna all’INAIL  competenze in materia di reinserimento e di integrazione lavorativa delle persone con disabilità da lavoro per garantire, a seguito del verificarsi dell’evento lesivo, un tempestivo reinserimento sociale e lavorativo, in coerenza con il sistema di protezione sociale contro i rischi da lavoro. Tali competenze sono realizzate attraverso progetti personalizzati

L’Istituto ha disciplinato, in fase di prima applicazione, gli interventi finalizzati alla conservazione del posto di lavoro, necessari a dare sostegno alla continuità lavorativa degli infortunati e dei tecnopatici, successivamente al verificarsi di un evento lesivo o dell’aggravamento delle limitazioni funzionali preesistenti conseguenti a un infortunio sul lavoro o a una tecnopatia.

Mentre per i  fini dell’attuazione degli interventi finalizzati alla ricerca di nuova occupazione, indicati nel richiamato comma 166, nelle more della definizione delle  procedure tra ANPAL e Ministeri competenti , l’Inail  ha inteso avviare in fase sperimentale  misure a sostegno dell’inserimento lavorativo in nuova occupazione, ove sussista un incontro tra domanda da parte della persona con disabilità da lavoro e offerta di lavoro da parte di un datore di lavoro.
Le disposizioni previste dal regolamento si applicano anche in favore di persone con disabilità da lavoro causata da un evento infortunistico o tecnopatico tutelato dall’ente assicuratore alle quali un datore di lavoro offra una nuova occupazione per lo svolgimento di un’attività lavorativa.
Sono esclusi da questi interventi i soggetti quali gli studenti e casalinghe. Sono, inoltre, esclusi i dipendenti delle amministrazioni statali, anche a ordinamento autonomo, assicurati attraverso la speciale gestione per conto dello Stato.
Le disposizioni si applicano laddove l’incontro tra la domanda e l’offerta di lavoro, in relazione a una nuova occupazione, si realizzi nell’ambito di un contratto di lavoro subordinato o parasubordinato. L’Istituto non ravvisa problemi di applicabilità per i contratti di lavoro a tempo indeterminato, mentre per quelli a tempo determinato o flessibili, si ve effettuare una disamina  caso per caso della valutazione costi/benefici.
Il datore di lavoro che intende assumere una persona con disabilità da lavoro , oltre a manifestarlo  alla sede INAIL  territorialmente  competente per domicilio del lavoratore e a  dichiarare la disponibilità a collaborare attivamente con l’Istituto e con il lavoratore all’elaborazione del progetto di inserimento lavorativo, deve provvedere a comunicare, mediante  il modello predisposto allo scopo :
a) la mansione specifica alla quale sarà adibito il lavoratore,

b) la tipologia di contratto che intende attivare
c) la durata , la sede di lavoro e la relativa unità produttiva.
Il lavoratore dovrà essere sottoposto a visita preventiva  dal Medico competente.

Definita  la predisposizione del progetto personalizzato, a seguito di visita medica preventiva, si procede alle successive fasi di:

1.    elaborazione, da parte del datore di lavoro, del Piano esecutivo nel rispetto dei limiti di spesa previsti dal Regolamento per ciascuna tipologia di intervento;

2.    verifica di coerenza del Piano esecutivo con il Progetto di reinserimento lavorativo, da parte dell’équipe multidisciplinare di I livello;

3.    verifica amministrativa della rispondenza del Progetto di reinserimento personalizzato e del Piano esecutivo alle disposizioni regolamentari, a cura della Direzione territoriale competente.

Il provvedimento di approvazione del progetto di reinserimento lavorativo personalizzato e del piano esecutivo e determinazione della relativa spesa, deve prevedere  che l’approvazione stessa è condizionata alla sottoscrizione del contratto di lavoro conforme a quanto indicato in sede di elaborazione del progetto. Deve essere inviata poi  al datore di lavoro comunicazione con la quale, oltre ad informarlo dell’approvazione del progetto e dei suoi adempimenti   , gli si chiede per l’adozione del provvedimento autorizzativo per la realizzazione degli interventi  l’invio della copia autenticata del contratto di lavoro stipulato tra le parti secondo quanto indicato in sede di elaborazione del progetto . Nella comunicazione sono riportati, altresì, il costo totale degli interventi approvati e la durata complessiva di realizzazione dell’intero progetto.

Il datore di lavoro che è stato autorizzato alla realizzazione degli interventi, a seguito della stipula del contratto di lavoro, può richiedere l’anticipazione delle spese .

Nel caso in cui  il contratto preveda il differimento della prestazione di lavoro a un termine successivo a quello della stipula, il datore di lavoro potrà richiedere all’Inail il rimborso delle spese effettivamente sostenute al completamento di tutti gli interventi previsti nel provvedimento di autorizzazione.

Circolare 122 del 28 luglio u.s. su nuove aliquote gestione separata – istruzioni operative

L’INPS con nota del 28 u.s.  informa  sull’aumento dal  1° luglio 2017 dell’aliquota contributiva per alcune categorie di soggetti iscritti in via esclusiva alla Gestione separata, che non sono non pensionati e privi di partita IVA.

Come è noto in ragione dell'art. 7 della Legge n. 81/17 (c.d. Jobs Act degli autonomi) sui compensi corrisposti dal 1 luglio 2017, per i collaboratori, gli assegnisti e i dottorandi di ricerca con borsa di studio, i titolari degli uffici di amministrazione, i sindaci e revisori, iscritti in via esclusiva alla Gestione Separata, non pensionati e privi di partita IVA, è dovuta un’aliquota contributiva aggiuntiva pari allo 0,51 %.

La  circolare n. 122 del 2017 pertanto  fornisce istruzioni in merito .

Nel dettaglio l’Istituto di via Ciro il Grande  precisa che :

l’aliquota di cui sopra  si aggiunge a quella attualmente essere (pari al 32,72% portandola al 33,23%) e riguarda i soggetti privi di altra copertura previdenziale obbligatoria, non pensionati e non titolari di partita IVA, i cui compensi scaturiscono da :

1.    Attività  di amministratore, sindaco o revisore di società, associazioni e altri enti con o senza personalità giuridica;

2.    tutte le collaborazioni coordinate e continuative;

3.    dottorato di ricerca, assegno e borsa di studio.

Restano  esclusi dall’aliquota maggiorata  dello 0,51% i compensi corrisposti a componenti di commissioni e collegi, amministratori di enti locali, venditori porta a porta, titolari di rapporti occasionali autonomi, associati in partecipazione (non ancora cessati) e ai medici in formazione specialistica.

Il carico contributivo è fissato come al solito  tra collaboratore e committente nella misura rispettivamente di un terzo e di due terzi.

La nuova aliquota  si applica  a partire dai compensi corrisposti dal 1° luglio 2017.

La  contribuzione dovuta alla Gestione separata è applicabile facendo riferimento ai redditi conseguiti dagli iscritti alla stessa fino al raggiungimento del massimale di reddito (per il 2017  € 100.324,00).

Gli adempimenti previsti a seguito dell’incremento della aliquota contributiva dello 0,51%  possono essere effettuati entro il terzo mese successivo a quello di emanazione della circolare 122.

Pertanto i versamenti del contributo, relativo ai soli soggetti interessati all’aumento della contribuzione sui compensi corrisposti nei mesi di luglio, agosto e settembre 2017, potranno essere effettuati entro il 16 ottobre 2017 senza aggravio di somme aggiuntive, a titolo di sanzioni civili.
Si ricorda che nella denuncia Uniemens  vanno  indicate le aliquote di competenza e la  presentazione delle denunce dei soli soggetti interessati dall’aliquota del 33,23% per i mesi di luglio, agosto e settembre 2017 potrà essere effettuata entro il 31 ottobre 2017.

Messaggio 3097 del 25 luglio 2017 su Fondo credito cooperativo

Come noto il Decreto interministeriale n. 82761 del 20 giugno 2014 ha istituito presso l'INPS il Fondo di solidarietà per il sostegno dell'occupabilità , dell'occupazione e del reddito del personale del credito cooperativo.
Questo Fondo , come gli altri specifici  di settore , sono tra l’altro previsti dal art. 26 del D.lgs 148/2015
 Il Fondo presso l’INPS , che non ha personalità giuridica ma  gode di autonomia nella gestione finanziaria e patrimoniale,  ne costituisce apposita gestione  ed eroga prestazioni di  sostegno del reddito, tra cui assegni ordinari d’importo pari all’integrazione salariale, nei casi di crisi aziendali, ristrutturazioni, riorganizzazione  e  sospensioni temporanee.
Il messaggio in discorso illustra la  delibera n.2 dell’11/4/2017 del Comitato amministratore  , allegata alla nota di prassi. Tale delibera è riferita  ai criteri  di precedenza in tema di  prestazioni in materia di assegno ordinario
 In particolare il l Comitato amministratore per contenere i c.d. fenomeni di “tiraggio” e garantire un più razionale utilizzo delle disponibilità finanziarie del fondo, ha previsto che le domande di accesso alle prestazioni di assegno ordinario, di cui all’articolo 5 del richiamata Decreto interministeriale,   presentate dal 1° gennaio 2017, non possono riguardare interventi superiori ai dodici mesi.
 L’istituto ricorda altresì che tali domande, in presenza dei requisiti e dei presupposti fissati dalle disposizioni vigenti, saranno accolte, nel rispetto del citato D.I. e del  D.lgs 148/2015, nei limiti del doppio della contribuzione ordinaria dovuta dall’azienda che propone domanda  dalla data di iscrizione al fondo fino al trimestre antecedente la data di presentazione della domanda, al netto degli oneri di gestione e amministrazione del Fondo e delle prestazioni, relative sia a programmi formativi sia ad assegni ordinari, già deliberate e fruite da parte della medesima azienda istante.
Questo perché i fondi bilaterale hanno l’obbligo del pareggio di bilanicio e pertanto non possono erogare prestazioni in assenza della riserva finanziaria necessaria.