Semplificate le procedure CSV per le istanze CIGO e bollettini meteo.

Con il messaggio n. 2276 del 1° giugno   l’Istituto ricorda che il file CSV, utilizzato per istruire le domande di cassa integrazione guadagni ordinaria, sarà  semplificato ed a valle del  completamento e dell’applicazione generale del nuovo sistema di gestione della CIG con i dati provenienti dal flusso UNIEMENS, sarà abolito.

Dopo l’entrata in vigore del D.lgs. 148/15 senza periodo transitorio  per l’INPS era necessario recuperare una serie di ulteriori informazioni rispetto alla normativa previgente, per consentire l’immediata applicazione delle nuove regole (quali ad esempio, limite di 1/3 delle ore lavorabili nel biennio mobile).  Per questo motivo è stato predisposto un file formato CSV, che era l’allegato n° tre della circ. 197/15. In tale allegato le aziende e intermediari forniscono una serie d’informazioni.  Ora però è possibile compilare in modo semplificato il suddetto file formato CSV secondo le istruzioni fornite nel messaggio in discorso .

Ed infatti nella  colonna K: indicare sempre ‘N’ colonne B – C – D – E – F – J: non compilare

Dalla pubblicazione del messaggio, pertanto le sedi che istruiscono le domande non dovranno tenere conto delle eventuali informazioni presenti nel CSV all’interno di tali colonne.
 Dopo il completamento del nuovo sistema di gestione della CIG con i dati provenienti dal flusso UNIEMENS (cd. CIG con ticket), sarà prevista l’abolizione del predetto file CSV a corredo dell’istanza di CIGO. Tale abolizione sarà comunicata con apposito  messaggio.

 Per quanto concerne i bollettini meteo già con il messaggio n. 1856 del 3.5.17 l’INPS ha comunicato che deve acquisire d’ufficio questi dati per l’istruttoria delle domande di CIGO presentate per tale causa.
Nei casi in cui l’evento meteo si sia verificato in località diversa rispetto all’indirizzo dell’unità produttiva sulla base del quale s’individua la sede competente all’istruttoria, è possibile che quest’ultima debba acquisire dati meteo di pertinenza del territorio di altre regioni.

Per velocizzare e facilitare  l’istruttoria di tali istanze nella intranet dell’Istituto è presente l’elenco dei link dei siti ai quali le sedi interessate potranno fare riferimento per il reperimento dei bollettini meteo.
 
Per le richieste di CIGO di  aziende soggette a contrazioni dell'attività lavorativa, quali ad esempio quelle del settore calzaturiero,  che si collocano in periodi ricorrenti dell'anno, proprio a causa delle caratteristiche del loro processo produttivo, l’INPS fa presente che il Ministero del lavoro ha ritenuto che per la fattispecie analizzata non è imputabile alla volontà del datore o dei lavoratori la situazione aziendale di crisi e sospensione  .

Pertanto in tal caso le aziende  nella relazione tecnica allegata all’istanza, devono illustrare: la complessiva situazione aziendale con riferimento alle caratteristiche della produzione aziendale tenuto conto del settore merceologico, del prodotto e del mercato di riferimento; il contesto economico e produttivo in cui l'impresa opera, con particolare riferimento al segmento di mercato in cui l'azienda si colloca, caratterizzato da processi produttivi soggetti a contrazione ciclica dell'attività; precedenti dell'azienda nel ricorso alla CIG; il numero di lavoratori posti in CIG rispetto all'organico complessivo e rapporto tra contratti di lavoro di natura stabile (a tempo indeterminato) all'interno dell'impresa e contratti di lavoro caratterizzati da temporaneità (un elevato numero di rapporti a tempo indeterminato rispetto a quelli di natura non stabile denoterebbe un'attività aziendale che comunque non è legata soltanto ai cicli del settore di riferimento); continuità dell'attività aziendale.

Con il messaggio 2243 del 31 maggio l’Inps fa il punto per le assunzioni in apprendistato senza limiti di età per lavoratori percettori di mobilità e NASPI

Si  attendeva in  vero la nota di prassi in particolare per le novità apportate dal D.Lgs 81/2015 .

Con l’occasione l’istituto  fa una ricognizione  di tale fattispecie assuntiva per i percettori delle prestazioni di sostegno al reddito.

In particolare   i percettori della mobilità  possono essere assunti con contratto di apprendistato professionalizzante,  ed in tal caso  per l’applicazione dell’art. 25, comma 9, della legge n. 223/1991, compete una  riduzione dell’aliquota contributiva pari a quella prevista per gli apprendisti, per i primi 18 mesi dall’assunzione. L’aliquota contributiva a carico del datore di lavoro per il periodo dell’apprendistato è pari al 10% della retribuzione imponibile : per l’Istituto  l’ ulteriore  riduzione dell’aliquota contributiva prevista dall’art. 1, comma 773, legge n. 296/2006, a favore dei datori di lavoro che occupano alle proprie dipendenze un numero di addetti pari o inferiore a nove non è prevista . In base alla legge Fornero 92/2012 non trova altresì applicazione la contribuzione di finanziamento della NASpI.

Inoltre per le assunzioni in contratto di apprendistato professionalizzante di lavoratori iscritti alle liste di mobilità, senza limiti di età, non si applicano le agevolazioni introdotte dall’art. 22, comma 1, della legge n. 183/2011, il cui scopo era quello di “…promuovere l’occupazione giovanile…” presso i datori di lavoro con un numero di addetti non superiore a nove unità. Ciò in ragione del fatto che le finalità della citata disposizione legislativa non risulta coerente con l’assetto delle assunzioni operate ai sensi dell’art. 47, comma 4, del citato decreto 81 del 2015.

L’ applicazione dell’aliquota contributiva a carico dell’apprendista   ( 5,84%) per tutta la durata del periodo di formazione, che non può eccedere il limite di tre anni, aumentato a cinque per l’artigianato edile e non.
Per tale tipologia è prevista l’esclusione della conservazione dei benefici contributivi in capo al datore di lavoro per un anno dalla prosecuzione del rapporto di lavoro al termine del periodo di formazione, tipici dei rapporti di apprendistato.

Mentre in relazione al fatto che l’ assunzione è  a tempo indeterminato, in ossequio all’art. 8, comma 4, della legge n. 223/1991, è previsto un incentivo economico, a favore del datore di lavoro, in misura pari al 50% della indennità di mobilità che sarebbe stata corrisposta al lavoratore per il residuo periodo di fruizione.

Nel periodo  del regime agevolato (primi 18 mesi), l’aliquota da versare, per i datori di lavoro che assumano in apprendistato percettori di indennità di mobilità, è pari al 15,84% (10%a carico del datore di lavoro + 5,84% a carico dell’apprendista) , mentre al termine del periodo agevolato ex art. 25, comma 9, legge n. 223/91, cioè dal 19° mese, la contribuzione datoriale è dovuta in misura piena, mentre quella a carico dell’apprendista preserva la misura del 5,84% solo per il periodo di residua durata del contratto di apprendistato.

L’Istituto ricorda che  le agevolazioni di natura contributiva ed economica previste dall’art. 47, comma 4, del d.lgs. n. 81/2015 per le assunzioni in contratto di apprendistato di lavoratori beneficiari di indennità di mobilità continuano a restare in vigore, non solo per le assunzioni operate entro il 31 dicembre 2016 ed i cui effetti si protraggono dopo detto termine, ma anche per le assunzioni intervenute dopo il 31 dicembre 2016. In altri termini, le predette assunzioni possono essere effettuate sino a quando saranno erogate le indennità di mobilità.
Per i percettori di disoccupazione l’art. 47 del d.lgs. n. 81/2015 ha previsto l’applicazione del contratto di apprendistato professionalizzante per   favorirne la “…qualificazione o riqualificazione professionale”.

Le  deroghe rispetto alla disciplina dell’apprendistato professionalizzante attengono esclusivamente a:

1.    limiti di età

2.    disposizioni in materia di licenziamenti individuali

3.    estensione dei benefici contributivi a carico del datore di lavoro per un anno dalla prosecuzione del rapporto di lavoro al termine del periodo di apprendistato

I lavoratori  assumibili in apprendistato professionalizzante  sono quelli che beneficiano di  Naspi , indennità speciale di disoccupazione edile, indennità di disoccupazione per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa (DIS-COLL).

Il regime contributivo agevolato  dei lavoratori percettori delle indennità di cui sopra ,  assunti in contratto di apprendistato professionalizzante, è il medesimo previsto dalla disciplina vigente per le assunzioni in apprendistato professionalizzante sulla base del regime ordinario.

Quindi si applica la riduzione dell’aliquota contributiva, a carico del datore di lavoro, alla misura prevista per gli apprendisti per tutta la durata del periodo di formazione. L’aliquota contributiva a carico del datore di lavoro per il periodo dell’apprendistato è pari al 10% della retribuzione imponibile; per i datori di lavoro che occupano fino a nove dipendenti, detta aliquota è pari all’1,5% nel primo anno di contratto, al 3,0% nel secondo anno di contratto, per tornare all’ordinaria misura del 10% negli anni successivi al secondo. Mentre  per  le assunzioni in contratto di apprendistato professionalizzane di lavoratori beneficiari di un trattamento di disoccupazione, senza limiti di età, non si applicano, come sopra indicato ,  le agevolazioni introdotte dall’art. 22, comma 1, della legge n. 183/2011.

In relazione alle disposizioni che regolano il regime contributivo della NASpI si applica la contribuzione di finanziamento della NASpI, la cui misura ordinaria è pari all’1,31%, e di quella di finanziamento dei fondi interprofessionali per la formazione continua di cui all’art. 25, della legge n. 845/1978.

In questo caso , come già  detto, in forza della limitazione contenuta nell’art. 47, comma 7, del d.lgs. n. 81/2015,  è prevista l’esclusione della conservazione dei benefici contributivi in capo al datore di lavoro e al lavoratore per un anno dalla prosecuzione del rapporto di lavoro al termine del periodo di formazione, tipici dei rapporti di apprendistato.

 Quindi per la durata del regime agevolato (massimo 36 mesi, elevabili a 60 nel settore dell’artigianato edile non), l’aliquota complessiva da versare, per i datori di lavoro con più di nove dipendenti,  è  17,45% (11,61% a carico del datore di lavoro + 5,84% a carico dell’apprendista). Per i datori di lavoro con un numero di dipendenti non superiore a nove, l’aliquota complessiva è pari al 8,95% (3,11% a carico del datore di lavoro + 5,84% a carico dell’apprendista) per i primi 12 mesi, 10,45% (4,61% a carico del datore di lavoro e 5,84% a carico dell’apprendista) per i mesi dal 13° al 24°, e 17,45% (11,61% a carico del datore di lavoro + 5,84% a carico dell’apprendista) dal 25° al 36° mese (60° per artigianato edile e non).

 
Con l’occasione l’istituto fornisce i codici tributo per le denunce mensili del flusso Uniemens .

E nelle more dell’avvio della  procedura informatica  i datori di lavoro  o i loro intermediari  interessati a fruire del regime contributivo agevolato per le assunzioni in apprendistato professionalizzante, senza limiti età, dei lavoratori beneficiari di indennità di mobilità continueranno a trasmettere, attraverso il cassetto bidirezionale, la specifica dichiarazione di responsabilità, sulla base di un format allegato al messaggio alla Sede presso la quale assolvono i propri obblighi contributivi ; utilizzeranno anche  la stessa modalità  per le assunzioni in apprendistato professionalizzante, senza limiti età, dei lavoratori beneficiari di un trattamento di  disoccupazione , compilando apposito modulo specifico sempre allegato al messaggio.

Differimento degli adempimenti contributivi per ferie collettive 2017 entro il 31 maggio p.v.

Come noto in vista dell’estate  le aziende che si trovano nella condizione di chiudere la propria attività per la fruizione delle ferie collettive  entro il 31 maggio prossimo , che  cade di mercoledi ,  possono richiedere telematicamente all’INPS il differimento del versamento dei contributi .  
Il differimento   è riferito anche all’invio telematico del  flusso UniEmens.
L’istanza è telematica accedendo  con le credenziali azienda o intermediario  sul sito web  dell’Istituto,  www.inps.it ,nella sezione Servizi Online.
L’autorizzazione , una volta ottenuta ,  non è vincolante  e pertanto  la richiesta può essere presentata anche cautelativamente .
L’autorizzazione è a cura dei  Comitati provinciali dell'INPS .
L’ autorizzazione al differimento prevede che vi siano le  ferie collettive per le quali c’è la chiusura dell'azienda o la sospensione , con la conseguente impossibilità ad assolvere normalmente  gli adempimenti contributivi.
Tale situazione non è preclusa   qualora durante il periodo feriale si renda necessaria comunque  la presenza di personale addetto alla manutenzione degli impianti  ovvero di  personale addetto a lavorazioni che si effettuino a ciclo continuo, persistendo però la generale fruizione delle ferie collettive per il restante personale ( si veda  a riguardo la Circolare  529 del 1980 dell’Istituto ).
L’autorizzazione al differimento è riferita  agli adempimenti contributivi e di flusso Uniemens di un solo mese, anche se le ferie stesse vengono a cavallo di due mesi. Il   beneficio è attribuito una sola volta all'anno anche se la chiusura per ferie collettive venga protratta per un periodo complessivamente inferiore ad un mese, purché sia riscontrata la sussistenza  delle difficoltà tecnico-organizzative ad effettuare i versamenti contributivi alle scadenze di legge.
Pertanto per gli  anni successivi la richiesta dovrà  al bisogno essere ripresentata
Il  versamento dei contributi sarà fatto  in un’unica soluzione entro il termine differito, e dovrà essere maggiorato degli interessi di dilazione.
L’interesse di differimento e di dilazione è pari al tasso ufficiale di riferimento fissato dal Consiglio Direttivo della Banca Centrale Europea, incrementato  di sei punti percentuali.
Negli Uniemens gli interessi di differimento sono esposti nella “DenunciaAziendale”, “AltrePartiteADebito”, “CausaleADebito” codice  D100.

Nessuna variazione per gli ANF dal 1.7.2017

Con la Circolare 87  del 18 maggio  l’INPS  fornisce  le consuete  istruzioni operative  per l’adeguamento   con decorrenza dal 1° luglio 2017 dei livelli di reddito familiare ai fini della corresponsione dell'assegno per il  nucleo familiare alle diverse tipologie di nuclei.

 E’ la legge 153/88 stabilisce che i livelli di reddito familiare per avere gli assegni per il nucleo familiare sono rivalutati annualmente dal  1° luglio di ciascun anno, in misura pari alla variazione dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, calcolato dall'ISTAT, intervenuta tra l'anno di riferimento dei redditi per la corresponsione dell'assegno e l'anno immediatamente precedente.
Il Dipartimento delle politiche per la famiglia con il Comunicato pubblicato sulla G.U. n. 47 del 25.02.2017, ha reso noto che, in base ai calcoli effettuati dall'ISTAT, la variazione percentuale dell'indice dei prezzi al consumo tra l'anno 2015 e l'anno 2016 è risultata pari a – 0,1 per cento.

Come più volte ricordato dall’INPS la legge 208 /2015 per la  rivalutazione da applicare sulle prestazioni assistenziali e previdenziali, ha stabilito che “con riferimento alle prestazioni previdenziali e assistenziali e ai parametri ad esse connessi, la percentuale di adeguamento corrispondente alla variazione che si determina rapportando il valore medio dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per famiglie di operai ed impiegati, relativo all’anno precedente il mese di decorrenza dell’adeguamento, all’analogo valore medio relativo all’anno precedente non può essere inferiore a zero”.

 Per effetto di tale norma sono invariati per  2017 i livelli reddituali contenuti nelle tabelle relative all’anno 2016 (vedasi circolare  INPS n. 92/2016),  ed anche gli  importi mensili degli assegni  da applicare dal 1° luglio 2017 al 30 giugno 2018, alle diverse tipologie di nuclei familiari.

Tali  livelli di reddito valgono anche  per la determinazione degli importi giornalieri, settimanali, quattordicinali e quindicinali della prestazione.
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