CIRCOLARE N° 7 DELL'INL DEL 29 MARZO SUI CONTRATTI DI RETE E CODATORIALITA'

271708 P5M2NC 392L'Ispettorato Nazionale del Lavoro con la Circolare n°7/2018 fornisce agli ispettori istruzioni operative sulle fattispecie di distacco e codatorialità nei contratti di rete, estendendo in tal caso la responsabilità solidale prevista nell’appalto.

Le riflessioni dell’Ispettorato nascono dal diffondersi di campagne pubblicitarie relative a processi di esternalizzazione, anche mediante contratti di rete, che si palesano come somministrazioni e/o appalti irregolari e quindi non leciti.

L’INL ricorda che nel contratto di rete non possono partecipare soggetti non qualificati come imprenditori ai sensi dell'art. 2082 del Codice civile, quindi vengono esclusi professionisti ed associazioni.

Ricordando la Circolare 35 del 2013 del Ministero del Lavoro, l’INL precisa che il contratto di rete deve essere iscritto nel Registro delle imprese e che nell’ipotesi di distacco di personale tra partecipanti alla rete di imprese l'interesse del distaccante è conseguente alla partecipazione alla rete.Tra i soggetti imprenditoriali partecipanti alla rete è ammessa la c.d. codatorialità dei dipendenti in base alla quale i dipendenti devono essere formalmente assunti, mediante l'assolvimento degli adempimenti di legge quali COT , LUL ,etc., da una delle imprese della rete.

Ai fini della sicurezza sui luoghi di lavoro la normativa in caso di distacco si deve ritenere applicabile anche alla codatorialità.
Sia per il distacco come per la  codatorialità, il lavoratore ha diritto al trattamento economico e normativo previsto dal contratto collettivo applicato dal datore di lavoro che procede all'assunzione.

Le omissioni relative al trattamento retributivo, contributivo ed assicurativo per l’INL espongono solidarmente tutti i co-datori da quando vengono messi "a fattor comune" i lavoratori coinvolti, in quanto si applica alla fattispecie il principio della responsabilità solidale di cui all'art. 29 del Dlgs 276/2003 nel rispetto della sentenza della Corte Costituzionale n. 254 del 6 dicembre 2017, ricordata nella circolare 6 di pari data dello stesso INL. Con tale ultima circolare l’INL ha ritenuto estendibile detta solidarietà in relazione al contratto di subfornitura. In quest’ottica, assumono altresì maggiore rilevanza anche quelle omissioni contributive che derivino dall’applicazione di un contratto collettivo che non abbia i caratteri della maggiore rappresentatività comparativa di settore secondo quanto previsto dell’art. 1, comma 1 del D.L. n. 338/1989.
 
Dott. Michele Regina, CdL in Roma
 
 

Prossime importanti scadenze per i datori di lavoro domestico

1263Per i datori di lavoro domestico dal 30 p.v. fino al 10 aprile p.v. vi sono diverse scadenze da ricordare. Andiamo per ordine.
 
Oltre alla busta paga da consegnare il 30 marzo p.v. alla colf, badante, baby sitter, etc… i datori di lavoro domestico dovranno anche consegnare il 31 p.v. anche la CU, nonché ricordarsi che dal prossimo 1.4 e fino al 10.4.2018 si devono pagare i contributi del 1° trimestre 2018.
 
La busta paga e la CU sono previsti quale obbligo contrattuale dall’art. 33 del vigente CCNL (Confedilizia Fidaldo-Domina e  Federcolf, Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs-Uil ) che recita:
“Il datore di lavoro, contestualmente alla corresponsione periodica della retribuzione, deve predisporre un prospetto paga in duplice copia, una per il lavoratore, firmata dal datore di lavoro, e l’altra per il datore di lavoro, firmata dal lavoratore.
[…]
Il datore di lavoro è tenuto a rilasciare una dichiarazione dalla quale risulti l’ammontare complessivo delle somme erogate nell’anno. L’attestazione deve essere rilasciata almeno 30 giorni prima della scadenza dei termini di presentazione della dichiarazione dei redditi, ovvero in occasione della cessazione del rapporto di lavoro.”
 
Si ricorda che il datore di lavoro domestico non è però un sostituto di imposta e quindi non rilascia la CU come gli altri datori sostituti: tale obbligo di derivazione contrattuale impone il rilascio di una certificazione libera da consegnare 30 giorni prima della scadenza dei termini di presentazione della dichiarazione dei redditi o alla cessazione del rapporto di lavoro.
Tale attestazione da  consegnare al proprio collaboratore familiare serve a questi ai fini dell’eventuale presentazione della sua dichiarazione dei redditi, del calcolo dell’Isee familiare, nonché per le pratiche del rinnovo del permesso di soggiorno, ove straniero.  
Nella attestazione libera di che trattasi troveranno spazio i dati anagrafici e fiscali del datore e del collaboratore con l’anno di riferimento e le retribuzioni, al lordo delle ritenute previdenziali erogate, comprendendo la tredicesima, le indennità di vitto ed alloggio dovute e sostenute, nonché eventuali anticipi e o liquidazione del TFR.
Nell’attestazione si dovranno indicare gli importi trattenuti al lavoratore per versamenti Inps ed ente bilaterale per la sanità.
 
Si ricorda infine, come detto in premessa, la scadenza del pagamento dei contributi INPS dal 1.4.2018 fino al 10.4.2018 del 1° trimestre 2018 che si possono pagare come segue:
•     utilizzando il bollettino MAV (pagamento mediante avviso);
•     online sul sito www.inps.it, nella sezione Pagamento dei lavoratori domestici, utilizzando la carta di credito;
•     oppure rivolgendosi ai soggetti aderenti al circuito "Reti Amiche", dichiarando il codice fiscale del datore di lavoro e il codice rapporto di lavoro. La procedura calcolerà automaticamente l'importo dei contributi in base ai dati comunicati al momento dell'assunzione, ma sarà sempre possibile variare l’importo dei contributi prima di effettuare il pagamento, dichiarando il dato da sostituire. Il pagamento è disponibile presso:
o    le tabaccherie che espongono il logo Servizi Inps;
o    gli sportelli degli Uffici Postali;
o    gli sportelli bancari Unicredit;
o    il sito del gruppo Unicredit Spa (se titolari del servizio di Banca online);
o    oppure telefonando al numero verde 803.164.
 
Dott. Michele Regina - CdL in Roma
 
 

Lavori usuranti: la comunicazione deve essere inoltrata entro il 31 marzo dai datori di lavoro

3876Il D.Lgs. n. 67/2011 ha previsto per gli addetti a lavorazioni particolarmente faticose e pesanti di usufruire di un accesso anticipato al pensionamento. I lavori oggetto di questo beneficio sono quelli usuranti, indicati all'art. 2 del Decreto del Ministero del Lavoro del 19 maggio 1999.
Le aziende devono effettuare la comunicazione all'Ispettorato Territoriale del Lavoro di riferimento ed ai competenti istituti previdenziali mediante la compilazione del modello LAV_US, disponibile online sul sito del Ministero del Lavoro e su Cliclavoro.
 
Le comunicazioni attraverso il modello LAV_US sono le seguenti:
  • Inizio lavoro a catena
  • Lavoro usurante D.M. 1999
  • Lavoro usurante notturno
  • Lavoro usurante a catena
  • Lavoro usurante autisti
 
 
Sono lavori usuranti quelli di seguito indicati:
  • I lavori svolti in galleria, cava o miniera, lavori in cassoni ad aria compressa, lavori svolti dai palombari, lavori ad alte temperature, lavorazione del vetro cavo e lavori espletati in spazi ristretti in particolare le attività di costruzione, riparazione e manutenzione navale e le mansioni svolte continuativamente all'interno di spazi ristretti, come intercapedini, pozzetti, doppi fondi, di bordo o di grandi blocchi strutture, i lavori di asportazione dell'amianto.
  • Il lavoro notturno è considerato usurante se organizzato in turni (almeno sei ore in cui è compresa la fascia indicata come periodo notturno, per un numero minimo di giorni lavorativi all'anno non inferiore a 64) oppure se il lavoro è svolto in modo ordinario in “periodi notturni” (per almeno tre ore, nell'intervallo tra la mezzanotte e le cinque del mattino, per periodi di lavoro di durata pari all'intero anno lavorativo).
  • Lavorazioni svolte da addetti alla linea catena relativamente a prodotti dolciari, additivi per bevande e altri alimenti, alla lavorazione e trasformazione delle resine sintetiche e dei materiali polimerici termoplastici e termoindurenti, alla produzione di articoli finiti, alle macchine per cucire e alle macchine rimagliatrici per uso industriale e domestico, alla costruzione di autoveicoli e di rimorchi, agli apparecchi termici: di produzione di vapore, di riscaldamento, di refrigerazione, di condizionamento, agli elettrodomestici, agli altri strumenti e apparecchi, alla confezione con tessuti di articoli per abbigliamento ed accessori, alla confezione di calzature in qualsiasi materiale, anche limitatamente a singole fasi del ciclo produttivo.
  • Il lavoro dei conducenti di veicoli, di capienza complessiva non inferiore a 9 posti, adibiti a servizio pubblico di trasporto collettivo.
Le comunicazioni on line mediante accreditamento (www.cliclavoro.it) sono fatte dall’impresa, anche per i somministrati notturni e/o addetti alla linea catena, oppure tramite intermediari.
Il datore di lavoro che non comunica l'esecuzione di lavoro notturno svolto in modo continuativo o compreso in regolari turni periodici, nel caso in cui occupi lavoratori notturni è punito, per ogni comunicazione omessa, con la sanzione amministrativa da 500 euro a 1.500 euro.
Le altre comunicazioni annuali per le altre tipologie di lavori usuranti soggette a monitoraggio sono sanzionate in caso di inadempimento alla prescrizione da parte degli organi della vigilanza e permanendo tale comportamento la sanzione pecuniaria amministrativa va da 515 a 2.580 euro.
 
Dott. Michele Regina, CdL in Roma
 

OBBLIGO ISCRIZIONE ARTIGIANI: PRECISAZIONI INPS

411L’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS), con il messaggio 1138 del 14 marzo, fornisce chiarimenti in merito all’iscrizione dei contribuenti nell’apposita sezione degli artigiani. L’Istituto dà inoltre notizia di apposita richiesta di parere al Ministro del Lavoro, per una corretta individuazione dei destinatari dell’iscrizione alla gestione artigiani dei c.d. “artigiani di fatto”.

Già con la circolare 80/2012 erano state fornite indicazioni in merito ad un possibile inquadramento nell’artigianato anche per periodi pregressi, ma in presenza di una specifica comunicazione o accertamento ispettivo, fermi restando i successivi controlli demandati ai competenti Organismi camerali, anche per la verifica dei requisiti di legge per l’esercizio dell’attività artigiana a tutela dei terzi consumatori e del mercato.
 
Tra l’altro il soggetto privo dei requisiti di legge per lo svolgimento di attività artigiana non è esonerato dall’adempimento degli obblighi previdenziali per il periodo di esercizio effettivo dell’attività.
Il soggetto – privo di requisiti - rimarrà iscritto alla gestione previdenziale artigiani fino alla data di emissione della delibera della Commissione Provinciale Artigianato, che ne decreterà la cancellazione o la non iscrivibilità all’Albo delle Imprese Artigiane.
 
Pertanto in riferimento alla decorrenza da attribuire all’iscrizione di un “artigiano di fatto”, questa deve coincidere con la data di inizio dell’attività, nei limiti della prescrizione quinquennale.

L’Istituto ricorda che per espletare attività artigianali vi debba essere un responsabile tecnico, che sia in possesso dei requisiti tecnico-professionali.
Tale ruolo può essere assolto dal titolare/socio dell’azienda, oppure da un soggetto anche esterno alla compagine aziendale. In tal modo, l’impresa può legittimamente operare sul mercato e rilasciare le certificazioni richieste dalla legge, ove ad esempio svolga un’attività che lo preveda quale quella di installazione di impianti di cui al D.M. 37/2008.
Le imprese che hanno soggetti esterni in merito ai predetti requisiti non sono però considerate imprese artigiane.
Le stesse imprese, pertanto, non possono essere iscritte all’Albo ed i relativi titolari/soci non possono chiedere la copertura previdenziale nella gestione artigiani; purtuttavìa possono legittimamente operare sul mercato con eventuale inquadramento in altro settore ai fini previdenziali, in presenza dei requisiti di legge.
Se il soggetto di che trattasi è una S.n.c. che esercita regolarmente un’attività compresa nel settore artigiano, ma non è iscritta all’Albo imprese Artigiane perché solo la minoranza dei soci vi presta la propria opera, non può essere ascritta come impresa artigiana.
 
Anche le SRL pluripersonali, operanti nel mercato specifico, hanno la facoltà di iscrizione all’Albo delle imprese artigiane, e conseguentemente in tal caso hanno l’obbligo di iscrizione alla gestione artigiani. Se la Srl non si iscrive all’AIA, resta però esclusa dall’iscrizione d’ufficio alla Gestione Artigiani dei soci di S.r.l. pluripersonali che svolgono attività compresa nel settore artigiano.
 
Dott. Michele Regina, CdL in Roma
 

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