Alla cassa il 18 dicembre per le imposte sostitutive sulle rivalutazioni del TFR

Si ricorda che l’imposta va versata   quale acconto entro il 16 dicembre, ma quest’anno  slitta  al 18 successivo ,  e quale saldo entro il 16 febbraio prossimo  tramite il modello F24 con i seguenti  codici tributo :

1712: Acconto
1713: Saldo
 
L’anno di riferimento  da in indicare in f24 nella sezione erario è  per i prossimi versamenti  il 2017.

La base imponibile dell’imposta sostitutiva è costituita dalla rivalutazione del fondo TFR esistente in bilancio alla data del 31 dicembre dell’anno precedente. L’aliquota con cui calcolare l’imposta sull’imponibile è pari al 17 %.

L’acconto  è dovuto per l’anno in cui maturano le rivalutazioni ed a riguardo vi sono due metodi ci calcolo : o quello storico o quello presuntivo.

Per il  metodo storico  l’importo dell’acconto sarà pari al 90 % della rivalutazione maturata nell’anno precedente.
 Per il metodo presuntivo  l’importo dell’acconto è calcolato nella misura del 90 %  con riferimento al TFR maturato al 31 dicembre dell’anno precedente relativo ai dipendenti in forza al 30 novembre dell’anno per il quale l’acconto è dovuto, utilizzando l’incremento dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati l’imposta  sostitutiva sulle rivalutazioni trattenuta sulle erogazioni ai lavoratori cessati entro il 30 novembre dell’anno in corso.

 Entro il prossimo  16 febbraio deve essere versata, quale saldo ,  la differenza tra l’imposta complessivamente dovuta e quanto versato in acconto.

 L’imposta versata dal sostituto deve essere imputata a riduzione del fondo TFR.

Versamenti in eccesso possono essere scomputati in compensazione.

Dott. Michele Regina, CdL in Roma

INPS Circolare 179 : al via la procedura per il censimento dei salari degli agricoli a livello provinciale

Le sedi INPS  devono annualmente procedere alla rilevazione delle retribuzioni medie provinciali per gli operai a tempo determinato e a tempo indeterminato, occupati nei vari settori in cui si articola l’attività del comparto agricolo.

Detta rilevazione deve essere effettuata alla data del 30 ottobre 2017, in conformità alla normativa e alle disposizioni contrattuali, secondo le indicazioni contenute nella circolare n.190 del 31 dicembre 2002.

Ogni  Direzione Regionale/Direzione di Coordinamento Metropolitano ha  il coordinamento dell'attività di rilevazione dei salari contrattuali di tutte le province, nonché il controllo, sia di calcolo che di merito, dei dati rilevati dalle singole Sedi.

 Inoltre le suddette strutture devono verificare che i dati relativi alla contrattazione integrativa regionale del settore idraulico-forestale e di quello cooperativistico siano rilevati, in tutte le province, in maniera uniforme.

Per concludere t entro  il 2 febbraio 2018 l’Istituto consiglia  di contattare con immediatezza le Organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro del comparto.

Le tabelle RM1 O.T.D. Provincia.xls e RM2 O.T.I. Provincia.xls, destinate all’inserimento dei dati, sono state aggiornate dall’Istituto e sono scaricabili tramite il link ftp://ftp.inps/applicazioni%20inps/Operai_Agricoli/. I file andranno poi rinominati inserendo il nome della propria Provincia (ad esempio RM1 O.T.D. Agrigento.xls e RM2 O.T.I. Agrigento.xls).
Gli operatori della Regione Toscana e delle province di AO, BG, BS, BZ, MO, PD, SR, SS e TN avranno a disposizione tabelle personalizzate , che presentano settori agricoli particolari, specifici delle loro province.
 La  Tabella di Riepilogo O.T.D. alla riga A riporta in automatico il valore calcolato dalla tabella di ogni settore; la riga B visualizza l’incidenza percentuale di ogni settore; la riga C è ottenuta automaticamente, così come la retribuzione media giornaliera.

Entro il 16 gennaio 2018, le Sedi Provinciali invieranno la documentazione relativa alle rilevazioni alle Direzioni Regionali/Direzioni di Coordinamento Metropolitano e, previa verifica, entro e non oltre il 2 febbraio 2018, le citate Direzioni provvederanno a caricare i file compilati e la documentazione scannerizzata nelle cartelle condivise appositamente create “Salari Medi Provinciali Regione”, utilizzando quella di propria competenza. Qui di seguito il Link: \\filesrvp\Root\GruppidiLavoro06\DCE AGRICOLTURA, cui hanno accesso i referenti già precedentemente autorizzati; qualora  fossero stati autorizzati altri soggetti, sarà necessario comunicare per tempo i nominativi alla Direzione Centrale Entrate e Recupero Crediti.

Dott. Michele Regina, CdL in Roma

Soluzione ponte per il CCNL Telecomunicazioni con Welfare .

In data 23 novembre 2017 Assotelecomunicazioni-Asstel con Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil hanno siglato  l’ipotesi di accordo ponte in vista del rinnovo del relativo CCNL scaduto il 31-12-2014 .

La scadenza del succitato  contratto viene differita al  30 giugno 2018.

Nella soluzione ponte sono state individuate  due soluzioni per il recupero del potere d’acquisto delle retribuzioni, oltre alla rivisitazione dei minimi  :  dal l 1° luglio 2018 è riconosciuto un elemento retributivo separato  nonché - solo per l'anno 2018 -un piano di  welfare per i dipendenti fino a concorrenza di 120,00 euro, spendibile anche con il fondi di previdenza di settore Telemaco e riproporzionabile per i part time.  Per quest’ultimo aspetto le parti hanno già individuato i settori in cui attivare strumenti di welfare  e nel rispetto della normativa fiscale e previdenziale vigenti.
Gli importi mensili dei minimi tabellari aumentano con decorrenza dal 1° gennaio 2018 e dal 1° luglio 2018 come di seguito :
                                            1.1.2018                                                          1.7.2018
Quadri e 7 livello                  1693,02                                                               1720,60
6 livello                               1507,41                                                               1532,01                  
5s  livello                            1284,58                                                               1305,52    
5 livello                               1227,32                                                               1247,32              
4 livello                               1106,53                                                               1124,55
3 livello                               1013,10                                                               1029,62
2 livello                                 898,77                                                                 913,43
1 livello                                 762,14                                                                 774,56
            
Come detto dal 1 luglio 2018 viene riconosciuto ai lavoratori  un elemento retributivo separato. L’importo di che trattasi è riconosciuto considerando anche i riflessi sugli istituti di retribuzione diretta ed indiretta, legali o contrattuali, rimanendo escluso dalla base di calcolo del TFR. Tale elemento sarà come di seguito distinto per livelli :
Quadri e  7 livello              13,79
6 livello                              12,30
5s  livello                            10,47
5 livello                              10,00
4 livello                               9,01
3 livello                               8,26
2 livello                                7,33
1 livello                                6,21
Sempre con stessa decorrenza , limitatamente al 2018,  le aziende dovranno  rendere operativi e fruibili  strumenti di welfare per i dipendenti fino a concorrenza di € 120,00. I beni e servizi oggetto dei benefici saranno definiti con le Rsa e avranno finalità previdenziali, sanitarie, educative, di istruzione e di assistenza sociale. I lavoratori potranno destinare la somma al fondo di previdenza Telemaco
 
Dott. Michele Regina, CdL in Roma

Circolare 174 INPS su Naspi del 23 11 2017 . Precisazioni INPS sulla cumulabilità di Naspi ed alcune situazioni specifiche .Obbligo di dichiarare a pena di decadenza anche il reddito pari a 0

Il Dlgs 22 del 2015 individua alcune ipotesi in base alle quali il soggetto percettore di NASpI conserva il diritto a detta prestazione, ridotta di un importo pari all'80 per cento del reddito previsto derivante dall’attività di lavoro, ma a condizione che comunichi all'INPS entro trenta giorni dall'inizio dell'attività il reddito annuo previsto.

Con  la precedente circolare  94/2015  l’Istituto ha diramato le istruzioni operative a valle del Decreto citato,  confermando, in relazione al concomitante lavoro autonomo, quanto già disciplinato per la indennità  ASpI, oltre che al caso dell’instaurazione ex novo, anche al caso dello svolgimento di attività lavorativa autonoma preesistente alla cessazione involontaria del rapporto di lavoro di natura subordinata a seguito della quale si è ottenuta l’indennità NASpI.

Con la successiva circolare 142 sono state precisate e confermate dall’Istituto le situazioni di cui sopra ,con l’aggiunta dei casi di lavoro accessorio , di lavoro intermittente, di lavoro all’estero e di emolumenti derivanti dall’espletamento di cariche pubbliche elettive e non elettive.

Con la recente circolare 174 l’Istituto delinea e precisa  ancora la propria  posizione in tema  di fruibilità della  NASPI in presenza di altre situazioni soggettive del percettore quali quelle di seguito .

L’art.50, comma 1 lett. c), del D.P.R. 22 dicembre 1986, n.917 (T.U.I.R.) stabilisce che sono assimilate ai redditi da lavoro dipendente le somme da chiunque corrisposte a titolo di borsa di studio o di assegno, premio o sussidio per fini di studio o di addestramento professionale, se il beneficiario non è legato al soggetto erogante da rapporti di lavoro dipendente.

 L’art.67, lett. m), del T.U.I.R. qualifica come redditi diversi, tra gli altri, i premi ed i compensi erogati nell’esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche dal CONI, dalle Federazioni sportive nazionali, dall’U.N.I.R.E., dagli enti di promozione sportiva e da qualunque organismo, comunque denominato, che persegua finalità sportive dilettantistiche e che da essi sia riconosciuto.

Per i casi di soggetti beneficiari di indennità NASpI  che siano titolari di borse lavoro, stage e tirocini professionali, premi o sussidi per fini di studio o addestramento professionale l’ Istituto non  ravvisa uno  svolgimento di un’attività lavorativa con correlativa remunerazione.  Nelle ipotesi di cui sopra le somme derivanti da borse lavoro, stage e tirocini professionali, nonché i premi o sussidi per fini di studio o di addestramento professionale sono interamente cumulabili con l’indennità NASpI e il beneficiario della prestazione non è tenuto ad effettuare  all’INPS comunicazioni relative all’attività e alle relative remunerazioni.

 Invece nei  casi di  titolari di borse di studio e assegni di ricerca , essendo  queste attività correlate ad una prestazione lavorativa ,   trova applicazione la disciplina di cui all’art.9 del D. Lgs. n.22 del 2015 in tema di riduzione dell’importo della prestazione erogata per l’ipotesi di contestuale svolgimento di attività di lavoro subordinato. I compensi derivanti dalle suddette attività non possono superare il limite annuo di € 8.000.

In tale ipotesi il beneficiario deve , a pena di decadenza,  informare l’INPS entro un mese dall’inizio dell’attività cui si riferiscono i compensi, o dalla presentazione della domanda di NASpI se la suddetta attività era preesistente, dichiarando il reddito annuo che prevede di trarne anche ove sia pari a zero.
 
Per i  compensi conseguiti per lo svolgimento di attività sportiva dilettantistica si precisa che gli stessi sono interamente cumulabili con l’indennità NASpI e il beneficiario della prestazione non è tenuto ad effettuare  all’INPS comunicazioni relative all’attività e ai relativi compensi e ai premi.

Il beneficiario della prestazione NASpI può svolgere prestazioni di lavoro occasionale nei limiti di compensi di importo non superiore a  € 5.000 per anno civile. Entro detti limiti l’indennità NASpI è interamente cumulabile con i compensi derivanti dallo svolgimento di lavoro occasionale e il beneficiario della prestazione NASpI non è tenuto a comunicare all’Inps il compenso derivante dalla predetta attività.

Nell’ipotesi di esercizio di attività professionali , in costanza di percezione di NASpI, ,non sarebbe possibile in concreto dare attuazione alla disposizione di cui al comma 2 dell’art.10 del D.Lgs. n.22 del 2015 in quanto i predetti professionisti sono  iscritti, ai fini dell’assicurazione generale obbligatoria a specifiche casse non gestite dall’INPS, e la relativa contribuzione non può pertanto essere riversata alla Gestione  prestazioni temporanee ai lavoratori dipendenti.

Per le dette ragioni non sarebbe ammissibile la compatibilità tra l’indennità di disoccupazione NASpI ed il reddito derivante dallo svolgimento di attività professionale che comporta l’iscrizione obbligatoria a specifica cassa con conseguente decadenza dalla prestazione. Ma – per l’Istituto - il  professionista percettore di NASpI che richiedesse il pagamento anticipato in unica soluzione della prestazione   è possibile .
Per evitare  ingiustificate disparità di trattamento è ammessa, in applicazione delle previsioni di cui al comma 1 del citato art.10, la compatibilità tra la NASpI e il reddito da attività professionale con la riduzione della prestazione nella misura e secondo le modalità legislativamente previste.Il limite di reddito entro il quale è da ritenersi consentita l’attività in questione è pari a € 4.800.

Il beneficiario della prestazione deve, a pena di decadenza,  informare l’INPS entro un mese dall’inizio dell’attività cui si riferiscono i compensi, o dalla presentazione della domanda di NASpI se la suddetta attività era preesistente,  dichiarando il reddito annuo che prevede di trarne anche ove sia pari a zero.

Sono assimilate ai redditi da lavoro dipendente, tra l’altro, “le somme e i valori in genere, a qualunque titolo percepiti nel periodo d'imposta, anche sotto forma di erogazioni liberali, in relazione agli uffici di amministratore, sindaco o revisore di società, associazioni e altri enti con o senza personalità giuridica, ......alla partecipazione a collegi e commissioni, .... sempreché gli uffici ... non rientrino nei compiti istituzionali compresi nell'attività di lavoro dipendente di cui all'articolo 46, comma 1, concernente redditi di lavoro dipendente...”.

 Il beneficiario della prestazione deve, a pena di decadenza,  informare l’INPS entro un mese dall’inizio dell’attività cui si riferiscono i compensi, o dalla presentazione della domanda di NASpI se la suddetta attività era preesistente, dichiarando il reddito annuo che prevede di trarne anche ove sia pari a zero.

Il limite di reddito entro il quale è da ritenersi consentita l’attività in questione è pari a € 8.000.

 Il beneficiario della prestazione deve altresì , a pena di decadenza,  informare l’INPS entro un mese dall’inizio dell’attività cui si riferiscono i compensi, o dalla presentazione della domanda di NASpI se la suddetta attività era preesistente, dichiarando il reddito annuo che prevede di trarne anche ove sia pari a zero.

Ove ci si trovi in presenza di percettori  di soli redditi da capitale  non riconducibili ad attività di lavoro dipendente o ad attività lavorativa in forma autonoma o di impresa individuale, il beneficiario della NASpI titolare di redditi da capitale può percepire la prestazione per intero.

Invece se  fra la società e il socio si instauri un rapporto di lavoro subordinato, il reddito prodotto dall’attività del socio lavoratore è un reddito da lavoro dipendente e pertanto trova la riduzione dell’importo della prestazione di disoccupazione percepita nell’ipotesi di contestuale svolgimento di attività lavorativa subordinata. Il limite di reddito entro il quale è da ritenersi consentita l’attività in questione è pari a € 8.000.

 Anche in tal caso il beneficiario della prestazione deve, a pena di decadenza,  informare l’INPS entro un mese dall’inizio dell’attività cui si riferiscono i compensi, o dalla presentazione della domanda di NASpI se la suddetta attività era preesistente, dichiarando il reddito annuo che prevede di trarne anche ove sia pari a zero.

 Per i soci e i familiari e per i soci accomandatari che svolgono la loro attività con carattere di a fronte della produzione di un reddito da lavoro in forma autonoma o di impresa, trova applicazione la disciplina sulla riduzione dell’importo della prestazione di disoccupazione percepita nell’ipotesi di contestuale svolgimento di attività lavorativa in forma autonoma o di impresa individuale.

Le stesse  disposizioni si applicano anche ai soci accomandanti che svolgono in qualità di coadiutore la loro attività e sono iscritti alla Gestione previdenziale degli Artigiani o dei Commercianti.

 Il limite di reddito entro il quale è da ritenersi consentita l’attività in questione è pari a € 4.800.

Il beneficiario della prestazione deve, a pena di decadenza,  informare l’INPS entro un mese dall’inizio dell’attività cui si riferiscono i compensi, o dalla presentazione della domanda di NASpI se la suddetta attività era preesistente, dichiarando il reddito annuo che prevede di trarne anche ove sia pari a zero.
 
 
E’ iscrivibile alla Gestione previdenziale degli Artigiani o dei Commercianti o per l’Agricoltura il socio di SRL che, sebbene non abbia la piena responsabilità giuridica ed indipendentemente dalla qualifica di amministratore, esercita in modo personale, continuativo e prevalente l’attività prevista dall’oggetto sociale.

 Il limite di reddito entro il quale è da ritenersi consentita l’attività in quest’ultimo caso è pari a € 4.800.

 Il beneficiario della prestazione deve, a pena di decadenza,  informare l’INPS entro un mese dall’inizio dell’attività cui si riferiscono i compensi, o dalla presentazione della domanda di NASpI se la suddetta attività era preesistente, dichiarando il reddito annuo che prevede di trarne anche ove sia pari a zero

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