MINISTERO DEL LAVORO: INTERPELLO 6 DEL 2018 SU STRAORDINARI PER LAVORO INTERMITTENTE.

174Il Ministero del Lavoro il 24 u.s., ha fornito risposto ad interpello della Associazione Nazionale delle Imprese di Sorveglianza Antincendio (A.N.I.S.A.) circa la possibilità di non applicare al lavoratore intermittente la disciplina contenuta nel D.Lgs.n. 66/2003 in materia di orario di lavoro per il caso in cui sia effettuato lavoro eccedente le 40 ore settimanali. L’istante ha chiesto se in tale ipotesi sia possibile erogare unicamente la retribuzione spettante per la prestazione svolta senza la maggiorazione per lavoro straordinario prevista dalla contrattazione collettiva.

Il Ministero adito evidenzia che il decreto legislativo n. 66/2003 precisa che il lavoro straordinario è quello prestato oltre il normale orario di lavoro pari a 40 ore settimanali, o altro definito dai contratti collettivi, senza prevedere una durata massima giornaliera dell’orario di lavoro.

Il Testo Unico dei contratti ( d.lgs 81/2015) all’articolo 17 stabilisce che il lavoratore intermittente non debba ricevere per i periodi lavorati un trattamento economico e normativo complessivamente meno favorevole rispetto al lavoratore di pari livello e che nei suoi confronti trovino applicazione in misura “proporzionale” gli istituti normativi tipici del rapporto di lavoro subordinato, per quanto riguarda l’importo della retribuzione globale e delle singole componenti.

Essendo tale tipologia comunque riferita ad un contratto di lavoro dipendente, la libera determinazione delle parti contraenti opera nell’ambito della normativa di legge e di contratto collettivo applicabile e con specifico riferimento alla disciplina in materia di orario di lavoro con la conseguenza- secondo il Ministero- che il datore di lavoro non è legittimato ad escludere l'applicazione delle disposizioni in materia di lavoro straordinario e delle conseguenti maggiorazioni contrattuali retributive, nel rispetto delle disposizioni di legge, di cui al citato d.lgs. 66, e di quanto previsto dal contratto collettivo applicato al rapporto di lavoro.
 
 
 
Dott. Michele Regina, CdL in Roma
 
 
 
 

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